autodiagnosi

Kit per la prevenzione del tumore al polmone: funziona come un test di gravidanza

Presentato in anteprima in Italia, il test basato sull'analisi della saliva è destinato a cambiare radicalmente l'approccio terapeutico. Grande come una scatola di fiammiferi dovrebbe essere commercializzato a partire dal 2021

di Natascia Ronchetti


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(zinkevych - stock.adobe.com)

2' di lettura

È la prima causa di morte per tumore negli uomini e la terza nelle donne. E in Italia colpisce ogni anno circa 32mila nuovi pazienti. Ma entro due anni contro il tumore ai polmoni ci sarà un'arma in più: dagli Usa è infatti in arrivo un kit di autodiagnosi – basato ora sul respiro, successivamente sull'analisi della saliva – destinato a cambiare radicalmente l'approccio terapeutico.

Funziona come un test di gravidanza
Passando una spugnetta sulle gengive immediatamente si può sapere se si sta sviluppando il tumore, a seconda del colore che appare: rosso o verde.

Una rivoluzione nella prevenzione e nella cura del carcinoma polmonare che sarà presentata in anteprima in Italia all'International thoracic oncology symposium, congresso che venerdì e sabato richiamerà da tutto il mondo – in particolare da Europa, Cina e Usa - un centinaio tra oncologi, chirurghi e pneumologi, nella sede della Fondazione Stelline di Milano.

«Lo scopo del kit è quello di fare prevenzione: le persone a rischio, come i fumatori, dovrebbero farlo una volta all'anno», spiega Federico Raveglia, responsabile scientifico del congresso nato nel 2014 su iniziativa di Marco Scarci, direttore della struttura di Chirurgia toracica dell'ospedale San Gerardo di Monza.

«Oggi – proseguono Raveglia e Scarci - abbiamo ben pochi strumenti a disposizione per individuare la popolazione target. Utilizziamo criteri generali come l'età e il fumo di sigaretta, ma non possiamo fare una Tac a tutti. Con uno screening di questo tipo, invece, abbiamo la possibilità di intervenire rapidamente e direttamente sul malato».

Il kit, grande come una scatola di fiammiferi, è stato messo a punto da una startup statunitense, Hawkeye Bio.

Tre studi condotti in Danimarca, Germania e Stati Uniti hanno dimostrato che il test ha una sensibilità del 97,2% e una specificità pari al 99,3% per cento. «Mentre fino ad ora potevamo solo misurare probabilità di rischio» spiega Raveglia.

Il nuovo strumento diagnostico dovrebbe cominciare ad essere commercializzato a partire dal 2021. Non senza altri studi, che saranno svolti anche in ospedali italiani e asiatici.

Facile da utilizzare, sarà rivolto ai medici di base, ai consumatori, ai centri specializzati nello screening, agli specialisti. L'importanza di una diagnosi precoce nella lotta al tumore polmonare è fondamentale. Complessivamente solo il 5% dei malati è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Ma la percentuale di guarigione dei tumori operati al primo stadio si aggira intorno al 70 per cento.

Il programma del congresso scientifico prevede interventi che vanno dalle delicate fasi di studio preparatorie al trattamento dei pazienti fino alla gestione dei casi più complessi, con l'impiego delle tecniche chirurgiche mininvasive di ultima generazione. Tra queste una tecnica toracoscopia che permette di togliere un polmone con una sola piccola incisione di pochi centimetri.

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