banking e tecnologia

Klecha, il futuro è Fintech e Regtech: «In Italia grandi opportunità»

di Luca Battanta


default onloading pic
(NurPhoto)

3' di lettura

Rinunciare alla carriera in una banca d'affari come Lazard per aprire la propria banca d’investimenti è già un atto di coraggio. Farlo nel pieno di una crisi finanziaria globale come quella del 2008, scegliendo addirittura l'Italia come base operativa, diventa quasi temerario: ecco Stephane Klecha, l'ex banchiere della «maison Lazard» che ormai 10 anni fa ha scelto di investire sull'Italia mentre altri grandi investitori fuggivano spaventati. Klecha ha co-fondato a Milano con Fabiola Pellegrini, bocconiana ex Idea capital, la sua “boutique”, la «Klecha & Co», vincendo finora la sua scommessa contro la crisi dell'azienda-Italia: al suo attivo ha infatti più di 50 operazioni nel campo del merger & acquisition, focalizzando l'attenzione sulle piccole e medie imprese e in particolare quelle che si occupano trasversalmente di tecnologia su diversi settori. Questo grazie a un team dispiegato su quattro diversi sedi, New York, Londra, Parigi e naturalmente Milano, composto da 15 persone (di cui 10 sono italiani) e quasi la metà donne.

«Il nostro obiettivo – spiega Klecha dal suo ufficio milanese di fronte al Castello Sforzesco – è puntare sul mercato del futuro creando un ponte tra chi produce software e chi sviluppa tecnologia». Una specializzazione che ora sta utilizzando nelle nuove frontiere del mercato 4.0, il Fintech (tecnologia per la finanza) e il Regtech (tecnologie per la compliance regolatoria): «A mio avviso – aggiunge - l'Italia offre grandi opportunità di investimento e crescita nella finanza digitale e nelle tecnologie applicate alla regolazione finanziaria. La complessità e la continua evoluzione delle regole nazionali e internazionali imposte alle banche, alle assicurazioni e ad altri intermediari, offrono grandi possibilità di crescita come advisor nell'ambito di operazione di M&A della digitalizzazione degli incumbent, delle soluzioni fintech di wealth management e sui pagamenti.Le imprese infatti hanno bisogno di sistemi digitali per essere al passo con le regole quali GDPR, PSD2 e MIFID2 e coglierne le opportunità di business».

Un settore, quello del Fintech, che non risentirà di crisi, come l'evoluzione digitale, per Stephane infatti «da una crisi nascono opportunità di business». Da quella del 2008, spiega, si sono aperti enormi spazi sul digitale, in primis Fintech e Cyberwar in cui Klecha & Co è «fortemente coinvolto» e che lo ha reso uno dei primi advisor davanti a Goldman Sachs per le operazioni sotto i 500 milioni di euro. «Nel mercato delle fusioni e delle acquisizioni vi è richiesta specialisti nell'ambito dell'advisoring fintech e Regtech, i clienti interessati al digitale nel settore finanziario si sono stufati del servizio generalista del processo».

Malgrado i nodi strutturali del Paese, insomma, il settore del fintech si sta sviluppando molto rapidamente , soprattutto in ambiti strategici come l'industria europea dei pagamenti: «Qui la crescita sarà enorme – dice il banchiere francese – grazie alle spinta della nuova ondata di regolazione finanziaria, tra cui quella della direttiva sui pagamenti PSD2: il risultato sarà una sempre maggiore disintermediazione dell'industria del credito e una progressiva diffusione dell'open banking».

Klecha non svela le prossime mosse, ma nel radar della sua banca sembra essere entrato un nuovo bersaglio: le applicazioni algoritmiche per l'analisi degli scenari geopolitici. «Per le aziende che si guerra elettronica e sicurezza digitale – conclude – c'è un futuro promettente: oggi in termini di mercato, presto anche in termini di fusioni e acquisizioni». Questa spinta propulsiva alla digitalizzazione non riguarda solo le start up ma anche grandi realtà consolidate. Un caso di questo tipo è quello di Banca Sella, che a giudizio di Klecha «sta diventando un punto di riferimento per l'innovazione digitale e del fintech». Il banchiere cita non solo l'acquisizione del gruppo inglese Vipera (pagamenti e servizi digitali), operazione di cui è stato advisor, ma anche Fabrick, la piattaforma di open Banking di Banca Sella, che collabora in questa missione anche con l'oservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...