METALLURGIA

Kme cede l’ottone di Serravalle Scrivia ai cinesi

di Matteo Meneghello


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3' di lettura

Kme si prepara a diee addio alla barra di ottone, cedendo i presidi italiani e tedeschi (e nel futuro anche quelli fracesi) nel segmento ai cinesi. Intek Group, attraverso la sua controllata al 100% Kme Ag (che a sua volta controlla Kme Italy) ha raggiunto un accordo con Zhejiang Hailiang Co per la cessione del business delle barre di ottone in Germania ed Italia (vale a dire il veicolo Kme Brass Italy), nonchè di quello dei tubi in Germania e Spagna. Zhejiang Hailiang è il principale operatore cinese nel mercato dei tubi di rame e delle barre di ottone con una presenza internazionale in Usa ed in Asia, ma finora non presente in Europa. Il Gruppo Hailiang è quotato alla Borsa di Shenzhen.

L’obiettivo strategico del Gruppo Kme è una rifocalizzazione del portafoglio prodotti sui laminati di rame e sue leghe (l’hub italiano di questa produzione è a Fornaci di Barga, in provincia di Lucca) e sui prodotti speciali.

Dopo l’acquisizione di Mkm, il cui accordo è stato siglato il 6 luglio scorso ed il cui closing è previsto entro il primo trimestre 2019, l'operazione con Hailiang è finalizzata a ridurre il portafoglio e la complessità industriale del gruppo Kme, attraverso una riduzione del numero dei prodotti e degli stabilimenti. Inoltre, Hailiang ha emesso un'offerta vincolante per l’acquisizione di Kme Brass France Sas e quindi del comparto francese delle barre di ottone ed, al riguardo, ha garantito un'opzione put a Kme. A seguito di tale offerta, Kme intende avviare immediatamente la procedura di consultazione con i relativi comitati di rappresentanza dei lavoratori.

Immediata la reazione dei sindacati in Italia, dove l’operazione coinvolge circa 150 addetti del sito di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria (dove resta il presidio nei tubi di rame, controllata dalla joint venture di Kme con la francese Cupori). Per Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Cgil per il grupòo Kme, la cessione di Kme Brass Italy alla cinese Zhejiang Hailiang Co «implica un restringimento produttivo, dei prodotti, degli stabilimenti e dei livelli occupazionali della Kme in Italia che, nonostante i molti passaggi societari avvenuti in questi anni, mai era avvenuto a questi livelli». Braccini annuncia la convocazione di un coordinamento sindacale nazionale, «valutando di proclamare anche specifiche iniziative di mobilitazione»: dopo questa operazione, denuncia il sindacalista, in Italia «resterebbero solo le produzioni nel sito di Fornaci di Barga (Lucca) ed il centro direzionale a Firenze, con tutte le
incognite del caso. Non condividiamo questa operazione e chiediamo il pieno rispetto degli accordi sindacali». Per il sindacalista si rende ora necessario «un urgente passaggio al ministero dello Sviluppo Economico per chiarire le prospettive industriali del gruppo Kme in Italia».

Immediata la replica dell’azienda. «Gli impegni sindacali - si legge in una nota - saranno rispettati anche con il nuovo azionista; nel rapporto tra azienda e sindacato non cambia niente, gli impegni presi rimangono validi, perché l’azienda non cambia, cambia l’azionariato». L’operazione, secondo Kme, è «un passaggio coerente con il piano strategico annunciato dal gruppo per una focalizzazione del proprio portafoglio prodotti sui laminati di rame e leghe e
sui prodotti speciali».

Il perimetro complessivo dell’operazione occupa un totale di circa 1.100 lavoratori e nel 2017, per un volume d’affari di circa 540 milioni di euro con un Ebitda pari a circa 15 milioni. Il prezzo concordato è di 119 milioni di euro oltre al capitale circolante ed al rimborso dei debiti intercompany esistenti alla data del closing. Il closing dell’operazione, che è soggetto a condizioni sospensive, è previsto entro il primo trimestre 2019. Il gruppo cinese ha presentato una offerta vincolante per l’acquisto anche del comparto francese delle barre di ottone e su tali attività è stata garantita a Kme una opzione put.

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