analisi

Knight Frank: prezzi delle case in crescita (+1,6%)

Auckland si è piazzata prima in classifica per aumento dei prezzi prime (+13%) e Manila seconda con un +10%, mentre Seul, Stoccolma, Shenzen e Shanghai hanno registrato incrementi superiori al 5 per cento.

di Nicol Degli Innocenti

(Agf)

2' di lettura

Il mercato immobiliare prime resiste nonostante l’epidemia e in parte a causa dell’epidemia. Durante e dopo il lockdown è esplosa infatti la voglia di cambiare casa, che ha sostenuto le compravendite nel settore lusso a livello globale.
Secondo il nuovo indice Prime Global Cities di Knight Frank nel terzo trimestre dell’anno c’è stato un aumento medio dei prezzi dell’1,6%, mentre il 62% delle 45 città esaminate dal rapporto ha registrato una crescita annuale.

Guardando l’altro lato della medaglia, è aumentata la percentuale di città che hanno registrato un calo dei prezzi, dal 23% di fine 2019 al 38% del terzo trimestre 2020.

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Auckland si è piazzata prima in classifica per aumento dei prezzi prime (+13%) e Manila seconda con un +10%, mentre Seul, Stoccolma, Shenzen e Shanghai hanno registrato incrementi superiori al 5 per cento.

C’è un fil rouge che lega queste città, spiega Kate Everett-Allen, responsabile della ricerca residenziale internazionale di KF: «Sono tutti luoghi che hanno gestito la pandemia in modo efficiente, con restrizioni più leggere di altri posti, o che stanno già vivendo una ripresa economica».

La domanda non viene più dall’estero, date le limitazioni ai viaggi a livello globale. Il mercato residenziale prime è ora dominato da acquirenti domestici. Le città europee più in alto in classifica sono Zurigo (6), Ginevra (9) e Stoccolma (13), seguite da Edimburgo, Francoforte, Vienna e Berlino. Londra è al 41esimo posto, subito dietro New York e molto al di sotto di Parigi, Monaco, Madrid e Dublino, mentre nessuna città italiana è in lista.

Everett-Allen sottolinea la ripresa di città cinesi come Shenzhen (+9%) e Shanghai (+6%) e il fatto che l’America settentrionale ha riconquistato la posizione di regione globale con la migliore performance, che il trimestre scorso era stata dell’area Asia-Pacifico. La città di Vancouver, che ha registrato un aumento dei prezzi del 7%, sta vivendo un vero e proprio boom di vendite (+56% nel solo mese di settembre).

«In un periodo di incertezza gli acquirenti guardano con favore agli immobili di lusso, esattamente come avevano fatto nel 2008 -, spiega Everett-Allen -. I mercati azionari sono volatili, Brexit incombe, le ripercussioni delle elezioni negli Usa continueranno per molto tempo e si temono nuove ondate dell'epidemica sia in Europa che negli Stati Uniti. Quindi le credenziali del settore immobiliare, con asset sicuri e tangibili, sono sempre più evidenti e apprezzate».

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