aziende al tempo del covid

Kocca: «Importante posticipare i saldi, la crisi potrebbe favorire la filiera produttiva italiana»

Inauguriamo una serie di articoli-interviste su come manager e imprenditori stanno affrontando l’emergenza sanitaria ed economica e su quali scenari intravedono per il futuro a breve e medio termine

di Giulia Crivelli

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Inauguriamo una serie di articoli-interviste su come manager e imprenditori stanno affrontando l’emergenza sanitaria ed economica e su quali scenari intravedono per il futuro a breve e medio termine


2' di lettura

Andrea Miranda, ceo di Kocca, marchio napoletano di abbigliamento donna, risponde alle nostre domande, raccontando come sta reagendo l’azienda, che nel 2019 ha superato i 40 milioni di ricavi.

Iniziamo dalla parte produttiva: avete chiesto una deroga – come
previsto dai provvedimenti del Governo - se avete strutture produttive o siete completamente fermi?

Purtroppo, a seguito del decreto di chiusura totale delle attività siamo completamente fermi anche nella sede centrale di Napoli.

Quali misure avete adottato per i lavoratori come conseguenza del lockdown?
La misura che abbiamo adottato inizialmente al fine di contenere il contagio, è stata quella di ridurre al minimo le persone all’interno degli uffici procedendo con lo smart working. A seguito del Dpcm, firmato dal Governo in data 22 marzo e che sanciva l’obbligo di chiusura totale delle attività entro il 25 marzo, abbiamo avviato in data 26 marzo la procedura della cassa integrazione per i nostri dipendenti.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe per gli affitti?
Sul fronte negozi, stiamo chiedendo di rivedere i contratti di affitto passivi in modo da renderli sostenibili ed evitare il pagamento dei mesi di fermo
forzato al fine di poter recuperare quanto più possibile.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
La previsione non è delle più rosee, in quanto le vendite della collezione per la primavera-estate 2020 (nella foto in altro, tre look) sono cessate e rischiamo di perdere circa il 50% di fatturato nel retail. Sicuramente aiuterebbe se, alla riapertura, si decidesse, a livello nazionale, di posticipare i saldi.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi?
Potrebbe essere un’opportunità per rimettere in moto la nostra filiera produttiva con una crescita molto sostenuta; ipotesi avvalorata anche dal fatto che potrebbero esserci delle difficoltà alla delocalizzazione produttiva all’estero.

Avete qualche iniziativa di solidarietà per questa emergenza?
In questo momento di difficoltà vorremmo essere vicini alla nostra regione, la Campania e per questo daremo un contributo all’ospedale Cotugno di Napoli, attualmente la principale struttura regionale che
lotta in prima linea al Covid-19.

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