intervista

König: «Difficile una garanzia unica sui depositi»

di Isabella Bufacchi


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4' di lettura

Sul backstop europeo al Fondo di risoluzione unico, anche attivando il Meccanismo europeo di stabilità, «non è pessimista» perchè tutti sono d’accordo che questo passo va fatto, manca solo l’intesa su come farlo. Sul Sistema europeo di garanzia sui depositi vede «più difficoltà» tra i due schieramenti,riduzione e condivisione dei rischi: ma “bisogna essere realisti e non credere ai miracoli”, i NPLs non spariscono dall’oggi al domani. Va comunque fatta pulizia, perchè più si attende e peggio è. E questo vale anche per gli strumenti “cuscinetto” del requisito Mrel sulle passività soggette al bail-in.

Elke König, presidente del comitato di Risoluzione Unico responsabile per la gestione delle crisi bancarie quando una banca è riconosciuta “failing or likely to fail”, oltreché nota al grande pubblico come la guardiana del “bail-in”, è fiduciosa che l’Unione bancaria e la Capital Market Union andranno avanti, e che le Pmi saranno quelle a beneficiarne di più. È fiduciosa sugli strumenti creati finora per gestire le crisi, stanno funzionando bene.

«L’Unione bancaria e l’Unione del mercato dei capitali non possono fare a meno l’una dell’altra”, dice entrando subito nel vivo del tema che tratterà oggi intervenendo alla European House Ambrosetti, a Villa d’Este sul Lago di Como, puntando sulla necessità di «armonizzazione delle regole, delle leggi e degli strumenti». Soprattutto le norme fallimentari.

Quale delle due Unioni per prima, bancaria o dei capitali?

La CMU è una riforma gigante e armonizzare richiede tempo. Sull’Unione bancaria, non sono pessimista sul backstop europeo al Fondo di risoluzione unico perchè tutti sono d’accordo che va fatto, rafforza la fiducia e serve anche al nosto Board per prendere le nostre decisioni. Il dibattito non è se avere il paracadute ma come farlo, per sostituire la linea di credito temporanea messa ora a disposizione degli Stati che decadrà quando il fondo avrà raggiunto la piena potenza di fuoco.

Sarà il Mes il paracadute del Fondo di risoluzione?

Non è ancora deciso come sarà. Quel che andrà evitato è creare un nostro duplicato. Chi gestisce il backstop non dovrà entrare nel merito delle decisioni o intervenire dopo sue valutazioni.

Attivato con automatismi?

Non parliamo di attivazione, che mi auguro non arriverà mai. Il backstop è quel tipo di strumento che solo per il fatto che c’è ne previene l’uso.

Questo però non vale per il bail-in...

Non sono d’accordo con chi sostiene che il risparmiatore privato non deve essere soggetto al bail-in. Investe, incassa un rendimento e quindi si espone a un rischio. Non esiste un ritorno senza rischio.

In alcuni casi lo Stato è bene che intervenga oppure è ora fuori dalle crisi bancarie?

Il mondo non è mai bianco o nero. La BRRD è stata concepita partendo dal presupposto che lo Stato è fuori. Ma ha anche previsto la ricapitalizzazione precauzionale: in aiuto alle banche solventi in difficoltà lo Stato può intervenire temporaneamente. Ed è previsto il ruolo dello Stato che fornisce liquidità al liquidatore per evitare che gli asset vengano dismessi in fretta tutti insieme. Ma per esempio non sono d’accordo se a pagare il conto dei NPLs sono i contribuenti.

L’Addendum della Bce e le proposte della Commissione non si occupano dello stock dei NPLs: basta questo?

Questi dueinterventi sono benvenuti. Evitano l’accumulo dei NPLs in futuro. L’elevato stock delle sofferenze frena il nuovo credito alle imprese, soprattutto Pmi, Ma bisogna essere realisti, le sofferenze non spariscono da un giorno all’altro. Non bisogna credere nei miracoli. Per questo vedo difficoltà sull’assicurazione unica per i depositi europei, perchè il dibattito è ancora su condivisione e riduzione dei rischi. Ma va anche detto che i NPLs vanno smaltiti alla svelta, prima o poi le banche devono accollarsi le perdite sulle sofferenze.

A nessuno piace incassare una perdita. Neanche agli investitori del Banco Popular che stanno facendo causa al Meccanismo di risoluzione. La preoccupa questo?

Ero pronta alle azioni legali, me le aspettavo. E non mi hanno colta di sorpresa. I detentori delle azioni e dei prestiti subordinati del Banco sperano di recuperare qualcosa facendo causa. Ma attendiamo il rapporto indipendente, arriverà nelle prossime settimane o mesi a tutela gli investitori: stabilirà se i creditori avrebbero preso di più con una procedura di liquidazione invece che con la risoluzione. Ma non prevedo dirà questo. E intanto, i correntisti, i clienti, i depositanti del Banco non si sono accorti di nulla: posso dire senza alcun dubbio che siamo intervenuti quando i vertici della banca ci hanno comunicato che il giorno dopo non avrebbero potuto aprire gli sportelli, non avevano la liquidità per farlo.

Guardando avanti, cosa deve attendersi il mercato? Novità su Mrel e sui piani di risoluzione?

Mrel è un percorso avviato e sappiamo dove andrà. Non sparirà. Per questo dico alle banche italiane, ora che avete un nuovo strumento (bond cuscinetto ndr.) usatelo. Non aspettate. Aspettare non migliora la situazione e un mercato per questi bond c’è già. In quanto ai piani di risoluzione, sono consapevole del dibattito in corso sulla trasparenza. I nostri non sono pubblici. Ma possiamo fare di più per spiegare quali strumenti possiamo utilizzare e come.

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