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Koons condannato dal tribunale francese

La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di condanna dell’artista per contraffazione per la porcellana con una sanzione da 24mila euro

di Giuditta Giardini


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2' di lettura

Jeff Koons, l'enfant terrible del post Espressionismo/ready-made americano, un tempo ostile ai tribunali newyorchesi, sembra avere imparato la lezione: per vincere casi di fair use davanti al Secondo Distretto (S.D.N.Y.) occorre umiltà, candore e collaborazione. Non sembra andargli altrettanto bene in Francia dove, a quasi un anno dalla condanna per plagio nel caso dell'opera “ Fait D'Hiver (valore 4.297.000 $, 2007), la Corte d'Appello di Parigi lo scorso 17 dicembre ha confermato la sentenza di condanna per contraffazione per “ Naked ” (1988) porcellana ready-made della contestatissima serie “Banality”, contro la Jeff Koons LLC (società a responsabilità limitata dell'artista), e il museo parigino, Centre Pompidou . I giudici francesi non si sono lasciati commuovere dal mazzo di tulipani che Koons ha da poco installato nei giardini del Petit Palais a ricordo delle vittime del terrorismo e hanno ritenuto che abbia preso un po' troppa ispirazione dalla fotografia “Enfants” (1975) di Jean-François Bauret. La giurisdizione dei tribunali d'oltralpe si fonda sulla presenza dell'opera in Francia tra il 2014 e il 2015, presso il Centre Pompidou per la retrospettiva di Jeff Koons. “Naked”, sebbene non esposta in mostra perché danneggiata durante il transito, è tuttavia comparsa in cartoline, cataloghi, poster, siti internet, commerciate in territorio francese, tutti sostituti commerciali della fotografia originaria. Il risarcimento confermato dai giudici d'appello ammonta a 20.000€, con l'aggiunta di 4.000 € per l'uso dell'immagine sul sito web www.jeffkoons.com che la Jeff Koons LLC dovrà pagare alla famiglia Bauret. Il totale è irrisorio considerato il fatturato dell'artista (nel maggio 2019 Christie's ha battuto la scultura “Rabbit” di Jeff Koons per 91,1 milioni di dollari), tuttavia Jean-François Bauret ottiene da questa vittoria anche un ritorno d'immagine per essere stato accostato al fortissimo brand Jeff Koons.

La difesa
La difesa di Jeff Koons in questo caso come in “ String of Puppies ”, esalta la diversità dell'elemento psicologico e il lato sensuale della statua, secondo Koons il richiamo alla sessualità è dato dall'aggiunta dei fiori, che rimandano ai concetti di verginità e deflorazione. Se il dato sensuale fosse stato presente nella fotografia, quella non avrebbe passato il Dost test, con standard molto elevati, per la pedo-pornografia del diritto americano.

Dopo la condanna per plagio per “String of Puppies” (in tre copie, valore 367.000 $, 1988), caso di scuola, costata a Koons 375.000 $ di risarcimenti compensatori e 2,5 milioni di dollari di danni punitivi, Koons ha deciso di risolvere in via stragiudiziale le successive tre dispute che riguardavano altrettante tre opere della serie: “Wild Boy and Puppy” (valore 1.875.750 $, 2001) e “Pink Panther” (valore 16.882.500 $, 2011), per l'uso non consentito delle immagini, rispettivamente, di Odie di Garfield e la Pantera Rosa, ed Ushering in Banality (valore 1.875.750 $, 2001) contro la fotografa Barbara Campbell.

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