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Kosovo-Serbia: Pristina chiede aiuto Ue, Mosca sostiene Belgrado

Il Ministero degli Esteri del Kosovo ha inviato ieri una lettera ai Paesi membri dell’Ue perché adottino misure contro la Serbia e per chiedere che Bruxelles collabori alla risoluzione pacifica

Aggiornato il 29 dicembre 2022 alle 7:37

Kosovo, i serbi alzano le barricate a Mitrovica

2' di lettura

Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha dichiarato che i suoi concittadini stanno smantellando le barricate erette in Kosovo, allentando le tensioni esplose fra i due paesi. La crisi, innescata dall’arresto di un poliziotto serbo, aveva suscitato timori nella comunità internazionale e condotto la regione sull’orlo di una crisi militare. Vucic è arrivato ad allertare l’esercito per un intervento nella regione, spingendo l’amministrazione kosovara a chiedere l’intervento della Ue. . Il Kosovo, oggi abitato in maggioranza da albanesi, ha raggiunto l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, ma il suo status non è mai stato riconosciuto da Belgrado.

L’appello del Kosovo alla Ue

Il Ministero degli Esteri del Kosovo ha inviato il 28 dicembre una lettera ai Paesi membri dell’Ue perché adottino misure contro la Serbia e per chiedere che Bruxelles collabori alla risoluzione pacifica delle tensioni innescate nella zona settentrionale del Paese. Il documento chiedeva alla comunità internazionale di spingere la Serbia a tornare al dialogo ed elenca in ordine cronologico gli ultimi incidenti susseguitisi nella zona settentrionale.

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«Nel migliore dei casi, la Serbia sta tentando deliberatamente di destabilizzare il Kosovo per evitare che avanzi il dialogo, specialmente nel contesto del nuovo piano proposto dall’Ue (appoggiato da Francia e Germania) per normalizzare le relazioni», dettaglia la lettera.

L’appello a Bruxelles è arrivato in concomitanza alla presa di posizione di Mosca in favore della Serbia. Il Cremlino ha dichiarato di sostenere Belgrado «nei suoi passi sul Kosovo», respingendo come «assolutamente errate» le voci su una «influenza distruttiva» della Russia sulle autorità serbe.

La lettera: serbi si comportano come negli anni ’90

Il documento sostiene che l’escalation degli attacchi ricorderebbe il modus operandi che le autorità serbe utilizzarono per avviare conflitti armati negli anni Novanta. La lettera ricapitolava anche le dispute che si sono succedute dallo scorso 10 dicembre, dalla costruzione di barricate da parte della comunità serba di Mitrovica, città nel nord del Kosovo, fino agli attacchi ai giornalisti dei media kosovari. «Condanniamo energicamente le aggressioni ai giornalisti da parte di estremisti nel nord del Kosovo. Nelle ultime tre settimane i giornalisti sono stati attaccati ripetutamente da gruppi criminali che tentano di destabilizzare il Kosovo», ha detto via social la vice prima ministra e ministra degli Esteri kosovara, Donika Gervalla-Schwarz. «La comunità internazionale deve intervenire con urgenza su Belgrado e proteggere i media liberi. Questa storia deve finire. Ora», ha aggiunto.

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