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Kukiz, Sincic e Kahonen: chi sono i tre leader con cui Di Maio cerca l’alleanza in Europa

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Da sinistra, Luigi Di Maio con il polacco Pawel Kukiz, il croato Ivan Sincic e la finlandese Karolina Kahonen

3' di lettura

In vista delle elezioni europee di maggio il leader M5s Luigi Di Maio, dopo l’apertura ai “gilet gialli” francesi, ha fatto tappa ieri a Bruxelles per incontrare i leader di alcune delle forze politiche con cui sta lavorando a un gruppo al parlamento di Strasburgo. Si tratta del polacco Pawel Kukiz, del croato Ivan Sinčić e la finlandese Karolina Kähönen, definiti «leader di movimenti che nei loro Paesi sono alternativi a quelli tradizionali, sono nati da poco e sono giovani, ma hanno un consenso sempre maggiore. Sono le energie più fresche e belle dell’Europa». L’obiettivo è un manifesto comune «la cui stella polare sarà la democrazia diretta». Le parole chiave sono «un’Europa con più diritti sociali, più innovazione e meno privilegi».

Il riposizionamento del m5S
Il M5S in Europa sta ancora cercando un difficile tentativo di riposizionamento per evitare di rimanere isolato. Una missione già fallita nel 2017, con il mancato passaggio dei pentastellati nel gruppo dei liberali europeisti di Alde, per svincolarsi dall'abbraccio con l’Ukip di Nigel Farage (che dopo Brexit non sarà più a Strasburgo) nel gruppo Efdd. Da qui l’apertura ai gilet gialli francesi con il duplice obiettivo: allontanarsi dai partiti tradizionali ma allo stesso tempo distinguersi dai movimenti di destra del gruppo Enf dove invece siedono gli alleati di governo della Lega.

GUARDA IL VIDEO: Di Maio appoggia i gilet gialli

Kukiz, il cantante-attore contrario all’aborto
Pawel Kukiz è un cantante, attore e politico polacco. Nel febbraio 2015 ha partecipato alle elezioni presidenziali, nelle quali ha ottenuto 3 milioni di voti (20,8% del totale), risultando il terzo candidato più votato. Nel luglio del 2015 ha fondato il movimento Kukiz'15, partito di estrema destra euroscettico, nazionalista, populista e fautore della democrazia diretta. Alle elezioni parlamentari autunnali, dove ottenne 1.339.094 voti (8,81%) conquistando 42 seggi alla Sejm (Camera dei Deputati). Il movimento è particolarmente diffuso tra i giovani, ottenendo il 42% dei voti della popolazione compresa tra 18 e 29 anni. Nelle elezioni parlamentari del 2015 il movimento Kukiz'15 ha cooperato con il partito di estrema destra Ruch Narodowy (Movimento Nazionale). Kukiz si è dichiarato contrario all’aborto e all’adozione di bambini da parte di omosessuali.

Sinčić, il leader del partito populista anti-sfratti
Ivan Sinčić è il presidente del partito populista croato “Blocco umano”. Si tratta di un partito che si oppone ai pignoramenti, occupando le proprietà e formando uno “scudo umano” per impedire fisicamente gli sfratti. Di qui il nome del partito, che rifiuta etichette di destra o sinistra e dichiara di aderire a valori umanisti. Tra gli obiettivi, l’abbandono della Nato e la legalizzazione della marijuana, oltre alla messa al bando dei prodotti Ogm. Sinčić si è presentato al primo turno delle presidenziali nel 2014, arrivando terzo con il 16,4% dei voti .

Kähönen, fautrice della democrazia diretta
Karolina Kähönen è la cofondatrice del partito finlandese Liike Nyt (“Movement Now”) un movimento di centro-destra a favore del libero mercato, che ha l’obiettivo di scuotere la politica finlandese. Il movimento conta in Finlandia su 8mila membri. Il quartiere generale è a Helsinki. L’obiettivo non è quello di trasformarsi in un partito, ma di indicare la via per un nuovo modo di fare politica, creando una piattaforma digitale per discutere le decisioni da prendere a cui possono accedere i cittadini (un po’ sul modello Rousseau, che infatti ha attratto l’attenzione dei leader di Liike Nyt).

GUARDA IL VIDEO: Rousseau, in rosso la cassaforte dei grillini

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