Castagnaro (Verona)

Kuni punta sulle sinergie per le navi da crociera

Kuni nasce dal fallimento della Mo.ru.pa, azienda del Rodigino

2' di lettura

Kuni società cooperativa nasce dal fallimento della MO.RU.PA Srl, azienda di Giacciano con Baruchella, nel Rodigino, un territorio molto fragile dal punto di vista imprenditoriale e occupazionale. In fallimento dal 16 luglio 2014, l’azienda era specializzata nella produzione di arredamenti in legno su misura sia per la casa che per il settore navale (in particolare nel comparto crocieristico). L’attività è allora proseguita grazie alla volontà di nove lavoratori, che si sono costituiti in cooperativa. Oggi i soci sono più di dieci, e sviluppano il business assieme a sei dipendenti, operando a Castagnaro, nel Veronese. Gli occupati a regime (ovvero a conclusione della fase iniziale) sono 19, dunque quasi la metà dei dipendenti dell’azienda madre (in MO.RU.PA lavoravano in 38 persone). La cooperativa ha da subito puntato sulle sinergie, scommettendo sulla partnership con la coop C.O.F.A di Saonara (Padova) che produce arredi interni, realizzati in metallo, per le navi da crociera. La sinergia fra i reparti - ufficio tecnico, falegnameria, verniciatura e carpenteria - e la stretta collaborazione con alcune realtà produttive selezionate permette a Kuni di offrire ai clienti un servizio “chiavi in mano”. La cooperativa ha potuto contare, all’avvio, su una prima tranche di finanziamento pari a 50mila euro erogata da Cooperazione Finanza Impresa (CFI). A questa somma iniziale si è aggiunto il capitale versato da due soci non istituzionali, per una partecipazione complessiva di 41mila euro. Nel 2015 Coopfond ha fatto un nuovo intervento di finanziamento che, assieme a quello di CFI (sempre nel primo mese del 2015), è stato utilizzato per l’acquisto di ulteriori macchinari e attrezzature. All’inizio di novembre 2014 Kuni ha chiesto, e poi ottenuto, alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo di sostenere l’aumento di patrimonializzazione con l’apporto di capitale di rischio (la finanziaria regionale può partecipare al capitale sociale delle cooperative operanti in Regione): l’investimento di 150mila euro ha avuto anche ricadute all’esterno e contribuito anche a sviluppare l’area depressa del Polesine. Dopo un andamento iniziale non facile, figlio anche del mercato di riferimento, la cooperativa ha dal 2017 agganciato in pieno il trend di crescita del settore e opera regolarmente sia in Italia e che all’estero. E continua a svilupparsi: proprio in queste settimane è stato completato l’acquisto di un capannone per allargare ed efficientare la produzione.

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