elezioni anticipate in austria

Kurz pronto al bis: meno tasse e alleanza possibile con i populisti

L’ex cancelliere verso la riconferma nel voto anticipato di domenica

di Michele Pignatelli


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Sebastian Kurz, leader del Partito popolare e cancelliere “in pectore”

4' di lettura

Le elezioni anticipate in Austria, in programma domenica, nascono da un mezzo terremoto politico, ma non saranno una rivoluzione: su questo analisti e sondaggi concordano. Potrebbero addirittura decretare una riedizione dell'alleanza di governo tra i popolari dell’Övp e la destra populista dell’Fpö, il Partito della libertà, mandata in pezzi dall’”Ibizagate”. Anche perché sono i due partiti i cui programmi, anche economici, si sposano meglio, a cominciare dal taglio delle tasse. I negoziati post-voto non si annunciano però semplici.

L’«Ibizagate» e le sue ricadute

Era maggio inoltrato quando la diffusione di un video compromettente, girato di nascosto nel 2017 alle Baleari, costringeva alle dimissioni l’allora vicecancelliere e leader dell’Fpö, Heinz-Christian Strache, seguìto a ruota da tutti i ministri del partito. Uno scossone che ha portato poi alla sfiducia nei confronti del cancelliere Sebastian Kurz, ormai in rotta con gli alleati di governo, e alla convocazione del voto anticipato.

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Quel video, in cui Strache prometteva contratti alla sedicente figlia di un oligarca russo in cambio di sostegno politico, tiene ancora banco a Vienna, ma non con le implicazioni che si potrebbero immaginare, come conferma Martin Dolezal, politologo dell’Università di Salisburgo e dell’Ihs, l’Istituto di studi superiori di Vienna: «Gli scandali sono il tema principale della campagna elettorale, incluso il video di Ibiza e alcune informazioni ottenute illegalmente sul budget elettorale dell’Övp. Ma il dibattito non è tanto sui contenuti, quanto su chi sta dietro la diffusione di quel materiale».

Le ricadute poi si preannunciano limitate: «Kurz – continua Dolezal – sarà sicuramente il prossimo cancelliere, la battuta d’arresto di maggio non ha quasi scalfito la sua reputazione nel partito e tra gli elettori». L’Fpö, seppure in calo dal 26% del 2017, «sembra avere una solida base di circa il 20% (degli elettori, ndr) che resta fedele al partito anche dopo lo scandalo; molti osservatori sono rimasti già sorpresi dei risultati ottenuti dal Partito della libertà alle Europee di fine maggio».

I sondaggi

Saldamente in testa nei sondaggi c’è dunque l’Övp del Wunderkind, il 33enne ragazzo prodigio della politica austriaca, con il 34-35% dei consensi. Seguono i socialdemocratici (22% circa) che non sembrano aver sfruttato un momento teoricamente favorevole, l’Fpö (20%) e due partiti entrambi in ascesa: i liberali pro-business di Neos (8-9%) e, soprattutto, i Verdi (11-13%), forti anche del fatto che il cambiamento climatico rimane tra i temi più dibattuti della campagna insieme alle politiche di bilancio.

I SONDAGGI

Consensi in % per i principali partiti

In questo quadro - escludendo un ritorno alla tradizionale grande coalizione tra popolari e socialdemocratici, archiviata da Kurz come simbolo di una politica vecchia - la coalizione più probabile rimane quella uscente. Uno spot elettorale dell’Fpö rappresenta Kurz e Hofer, il nuovo leader del Partito della libertà, in terapia di coppia, con la psicologa che, dopo aver evidenziato i molti punti in comune, invita a non mettere a rischio una buona relazione per una stupidaggine. «Un rinnovato governo Övp- Fpö – spiega ancora Dolezal – è presumibilmente la prima opzione di Kurz, ma è visto con sempre meno favore nel partito. Credo perciò che il leader popolare sarà costretto almeno ad avviare negoziati con i Verdi e con Neos (una potenziale coalizione a tre già sperimentata nel Salisburghese), soprattutto per mettere pressione all’Fpö”.

Una difficile coalizione a tre

Sul fronte dei programmi, tuttavia, una coalizione a tre richiederebbe compromessi non semplici, non tanto tra i Popolari e Neos (il cui leader è un ex membro dell’Övp), quanto con i Verdi, molto distanti da Kurz soprattutto in materia di politiche migratorie, un tema che in questa campagna elettorale è rimasto in secondo piano.

Meno tasse: la ricetta Övp-Fpö

C’è invece una buona compatibilità tra Partito popolare e Partito della libertà, a cominciare dalle ricette economiche: entrambi propongono meno tasse e meno regolamentazione e vorrebbero introdurre nella Costituzione un freno all’indebitamento, sul modello tedesco. I provvedimenti fiscali erano già all’ordine del giorno della precedente agenda di governo (6 miliardi di tagli alle tasse, tra riduzioni delle imposte sul reddito delle persone e contributi sociali e progressivo abbassamento dell’imposta societaria dal 25 al 21%) e, in parte, sono stati già attuati una decina di giorni fa, proprio a ridosso delle elezioni, nonostante sia in carica un governo ad interim: il Parlamento ha approvato infatti misure per 3,8 miliardi tra tagli alle tasse e aumenti pensionistici.

Il partito di Kurz in campagna elettorale ha insistito nel proporre ulteriori tagli alle tasse sul reddito e ai contributi previdenziali, con l’obiettivo dichiarato (e ribadito, rispetto alla campagna del 2017) di portare la pressione fiscale complessiva - oggi sopra la media Ue - sotto il 40%. Si tratta di provvedimenti per ora consentiti dal surplus di bilancio, da un debito al 65% del Pil e da una crescita ancora relativamente sostenuta, anche se in frenata (1,5% quest’anno secondo la Banca centrale).

LA CRESCITA

Variazione % annua del Pil. (*) stime

Un ostacolo alla riedizione dell’alleanza Övp- Fpö potrebbero essere, oltre alle ruggini dello scontro di fine primavera, i toni troppo aggressivi e politicamente “scorretti” sull’immigrazione e altri temi del Partito della libertà e la presenza di figure di vertice controverse, come l’ex ministro dei Trasporti Herbert Kickl con cui Kurz ha già avuto forti contrasti.

Potrebbe invece aiutare la nomina a nuovo leader dell’Fpö di Norbert Hofer, giudicato da alcuni il volto moderato del partito. Martin Dolezal però è cauto: «È difficile valutare Hofer, perché combina uno stile molto soft nella comunicazione a un’ideologia fortemente radicata, come dimostrano le sue pubblicazioni più che i discorsi pubblici e le interviste. Al momento Hofer sostiene con decisione una nuova coalizione con l’ Övp che, tuttavia, potrebbe sfociare in un un conflitto interno all’Fpö quando il partito, come pedaggio dell’alleanza, dovrà abbandonare alcune delle sue politiche».

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