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L’Abruzzo nuovo laboratorio per il turismo sostenibile  

di Chiara Beghelli

Rocca Calascio

2' di lettura

Nel 2023 il Parco Nazionale d’Abruzzo celebrerà i suoi primi 100 anni. Un regio decreto del 1923, infatti, istituiva una delle più vaste aree protette d’Italia, che nel tempo si è ulteriormente estesa e che ha permesso all’Abruzzo di diventare non solo la regione italiana con la più alta percentuale di territorio protetto del Paese, circa un terzo, ma anche la maggiore area naturalistica d’Europa. Se un secolo fa il concetto di sostenibilità riguardava solo la natura, oggi la cura del territorio comprende anche quella dei suoi abitanti e dei suoi borghi, alle prese con processi di spopolamento e desertificazione anche culturale. L’Abruzzo sta abbracciando questa sfida, prendendo la forma di laboratorio di sostenibilità contemporanea, e promuoverla a motore della sua economia passando anche dalla valorizzazione dell’eco- turismo: secondo stime Technavio, i viaggi sostenibili cresceranno a un tasso medio annuo del 9,72% entro il 2025, per un valore globale di oltre 235 miliardi di dollari.

Negli ultimi mesi in Abruzzo si sono moltiplicati i progetti riguardanti il turismo sostenibile, per dare nuova vita ad aree abbandonate o finora escluse dai circuiti più popolari: a Sulmona, per esempio, è stato di recente lanciato il progetto “Rebuilding the Edge”, che coinvolge anche Ferrovie dello Stato, e con cui 18 studenti del Mit di Boston stanno elaborando soluzioni per recuperare stazioni ferroviarie in disuso lungo la tratta che collegava Sulmona a Carpinone, in Molise. A Gagliano Aterno, paese a rischio spopolamento della valle Subequana (L’Aquila), sta prendendo forma il progetto “Neo - nuove esperienze ospitali”, seguito dall’associazione Montagne in Movimento - composta da studenti e ricercatori universitari che vivono e lavorano nella valle - e in convenzione con l’Università della Valle d’Aosta, per attrarre nuovi abitanti anche con progetti di microcredito e piani di formazione.

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Piccoli e remoti borghi possono essere valorizzati anche come mete del benessere, come accade con il network del “Borghi del Respiro”, nato nel 2020, composto da piccoli centri dove la qualità dell’aria è particolarmente buona e che offrono ai visitatori esperienze di benessere psico-fisico. Dei 25 membri distribuiti fra Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo e Molise, proprio l’Abruzzo è la regione che ne ospita ben la metà, 13. E molte, ottime attese ha generato anche la notizia della vittoria di ingenti fondi del progetto di valorizzazione turistica di Rocca Calascio, una delle mete più frequentate della regione, che riuscirà finalmente a dotarsi di un complesso e completo sistema di accoglienza.

Quest’estate sono stati inaugurati anche progetti legati alle due ruote, come la Randonnè la Millenaria, una gara ciclistica che a settembre attraverserà territori della Marsica, della valle Subequana, del Gran Sasso, dell’alta e media valle dellʼAterno, nell’ambito del nuovo network Terre dei Popoli, che unisce in nome della promozione dello slow tourism 17 Comuni e decine fra istituzioni e aziende di quelle zone. Sempre più connesse e pronte ad abbracciare le opportunità della sostenibilità contemporanea.

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