la giornata dei mercati

L’accordo sui tagli non basta al petrolio, Wall Street teme le trimestrali

Domani Jp Morgan e Citigroup sveleranno i primi conti delle grandi quotate americane

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2' di lettura

Wall Street apre e resta in negativo nella prima seduta della settimana post-Pasquale, come nella notte avevano fatto le Borse asiatiche. Dopo il forte rally di settimana scorsa, che ha portato a circa +25% il rialzo di Wall Street dai minimi di marzo, ora torna infatti l’incertezza: settimana scorsa era stato l’ottimismo sulla dinamica dei contagi a sostenere Wall Street e le Borse globali, mentre questa settimana a dominare saranno i primi conti trimestrali delle aziende Usa. Di fatto questa sarà la settimana della prova del nove: quella in cui si capirà (o si inizierà a capire) che impatto sta avendo davvero la crisi del coronavirus sui bilanci delle aziende.

È però il petrolio a tenere banco nei pochi mercati aperti in questo lunedì di Pasquetta: l’accordo raggiunto per il taglio della produzione di 9,7 milioni di barili al giorno ha infatti fatto schizzare in apertura le quotazioni con il Wti che dopo un’impennata in doppia cifra si è stabilizzato.

Le Borse (mezze chiuse) in attesa delle trimestrali Usa

Con l’Europa chiusa per festività, la giornata è iniziata con il segno meno sulle piazze asiatiche, con Tokyo e Shanghai contrazione di oltre un punto. Nel pomeriggio anche Wall Street è stata sulla stessa lunghezza d’onda: dopo una settimana record, contraddistinta dal rialzo (+12%) più elevato dal 1974, l’attenzione degli investitori è ora concentrata sulla stagione delle trimestrali che si apre domani con Jp Morgan e Citigroup. I conti del primo trimestre dell’anno, che almeno nelle ultime settimane ha subito l’impatto del coronavirus, sono considerati come uno dei primi test per valutare degli effetti della pandemia sulle grandi società quotate.

Le previsioni non sono certo positive. FactSet stima una frenata del 10% dei profitti nel primo trimestre 2020: sarebbe la frenata più significativa dal 2009. Refinitiv ipotizza un calo dell’8,1%, mentre Howard Silverblatt - senior analyst a S&P Dow Jones Indices - prevede un -14%. Il rischio è però che queste previsioni siano ancora parziali e provvisorie: la grande incertezza sull’andamento dell’economia nei prossimi mesi (quanto durerà l’emergenza sanitaria? cosa accadrà alla riapertura?) rende difficile fare stime. Il rischio, insomma, è che la revisione dei profitti sia solo iniziata. Per questo Wall Street è tesa.

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