L'intervista. Beppe Costa

«L’Acquario è ripartito ma ora temiamo i lavori sulle autostrade»

Presidente di Costa Edutainment

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Un fermo di sei mesi dovuto alla pandemia in atto e una ripartenza promettente il 26 aprile scorso ma subito rallentata dagli ingorghi delle autostrade liguri. L’Acquario di Genova, una delle attrazioni turistiche più gettonate della regione, con circa 1,1 milioni di visitatori l’anno pre-Covid (e oltre 700mila persi da quando l’epidemia è in corso), punta a mettersi alle spalle i danni economici provocati dai ripetuti lockdown. A raccontarlo è Beppe Costa, alla guida della struttura e anche del gruppo Costa Edutainment, che a Genova gestisce anche il Galata museo del mare (riaperto dal 29 aprile) e prima del virus contava 120-130mila visitatori l’anno, nonché l’ascensore panoramico Bigo e la Biosfera; e poi, fuori dai confini regionali, l’Acquario di Cattolica, quello di Livorno, Italia in miniatura, l’Aquafan e il parco Oltremare di Riccione, nonché il Mediterraneo marine park di Malta, per un totale di circa
3 milioni di visitatori l’anno ante epidemia.

Come sta andando la riapertura dell’Acquario di Genova?
Siamo ripartiti bene. Abbiamo dovuto fronteggiare una chiusura di sei mesi consecutivi, dal 5 novembre al 25 aprile, se si escludono una quindicina di giorni di riapertura a fine marzo ma senza i fine settimana e solo con clienti liguri perché non c’era possibilità di spostamento tra regioni. Abbiamo avuto un buonissimo fine settimana iniziale, il primo maggio, con ottima affluenza e con i visitatori che hanno ampliamente rispettato le norme di sicurezza.

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Dunque tutto bene?
Non proprio. Sono veramente allarmato per la situazione delle autostrade che non migliora, anzi peggiora. Ci sono state giornate, di recente, in cui per spostarsi da Genova a Chiavari ci volevano tre ore, indicate in tabellone. Sono indignato su questo, perché comunque se ne parla troppo poco. E la stragrande maggioranza dei nostri clienti arriva con l’auto. Anche perché, durante i fine settimana, non hai grandi alternative. Sia noi sia, in generale, tutto il turismo genovese è altamente penalizzato dalla situazione autostradale. Capisco che ci sono lavori da fare ma poi quando, il sabato e la domenica, vedi code e nessuno nei cantieri, ti chiedi il perché. Non è tollerabile. Con l’Acquario l’anno scorso abbiamo pagato tantissimo questa situazione.

In che misura?
Nel 2020, nelle prime settimane di luglio, stavamo recuperando gli effetti del precedente lockdown e poi siamo ripiombati in perdite impressionanti proprio a causa delle autostrade. Nella prima metà di luglio stavamo perdendo il 35% di presenze rispetto al 2019; nella seconda metà del mese e fino al 10 agosto abbiamo perso il 65% a causa delle autostrade. Se andiamo avanti così cosa succederà quest’estate? Perdiamo credibilità e le notizie sulla condizione della viabilità scoraggiano i turisti. Dicono che da metà giugno la viabilità dovrebbe migliorare: vedremo.

Quanto vi sono pesati sei mesi di chiusura?
Conti che l’Acquario di Genova ci costa 500mila euro al mese calcolando la sola cura degli animali. Inoltre abbiamo inoltre 120 dipendenti in cassa integrazione, fissa per alcuni, a rotazione per altri.

E le altre strutture in Italia hanno riaperto?
Gli acquari di Livorno e Cattolica hanno riaperto appena è stato possibile; per l’Aquafan, Oltremare e Italia in miniatura l’apertura è fissata, dopo l’ultimo decreto del Governo, al 15 giugno.

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