PIQUADRO

L’ad Palmieri: «I clienti pretendono autenticità»

di Giulia Crivelli


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Downtown. I nuovi zaini Piquadro con scomparti imbottiti per pc e iPad

2' di lettura

Nei primi nove mesi dell’esercizio 2018-2019 il fatturato di Piquadro era cresciuto del 50,5% a 107,31 milioni, complice l’acquisizione di Lancel. I dati dell’intero esercizio, chiuso al 31 marzo e annunciati ieri, sono persino migliori: i ricavi sono arrivati a 147 milioni (+51%).

«Osservo questi risultati con grande orgoglio e soddisfazione, perché raccogliamo i frutti di due scommesse non da poco per un’azienda come la nostra», spiega Marco Palmieri, fondatore, presidente e amministratore delegato del gruppo nato con il marchio di valigeria e pelletteria di design Piquadro e che oggi ha in portafoglio anche The Bridge e Lancel. «Resto però molto cauto sul futuro, perché le guerre commerciali scatenate o minacciate nel mondo stanno cambiando le politiche di investimento delle aziende, i flussi turistici e il sentiment dei consumatori». Nell’esercizio 2018-2019 Piquadro è cresciuto a una cifra, i “fratelli minori” The Bridge e Lancel a doppia cifra. «Sono due marchi storici, con una storia però molto diversa: il primo fa leva sul know how artigianale tramandato in Toscana da generazioni, il secondo è un simbolo del lusso francese – aggiunge Palmieri –. Se siamo riusciti a rilanciarli in così breve tempo è perché trasudano autenticità ed è questo che oggi i consumatori vogliono. Non ci sono scorciatoie e l’heritage non si costruisce a tavolino: o c’è o non c’è».

Piquadro ha chiuso il bilancio con un miglioramento della posizione finanziaria netta e indici di redditività in crescita. Ma Palmieri assicura di non voler cedere alla tentazione di altre acquisizioni. «Con The Bridge e Lancel siamo partiti bene, ma il lavoro da fare è ancora tanto, senza mai dimenticare Piquadro – spiega –. Ci sono funzioni da integrare e altre da lasciare indipendenti, dobbiamo lavorare sul mix distributivo guardando al medio-lungo termine, specie per Lancel, che vogliamo posizionare come brand premium. Continueremo a studiare l’archivio della maison, ispirandoci alla qualità delle lavorazioni e dei dettagli che una volta caratterizzavano gli artigiani francesi ma che noi possiamo tranquillamente garantire con il made in Tuscany».

Sempre concentrato sul quadro più ampio, Palmieri non dimentica il particolare, cioè Pitti. «Il prodotto è la parete che mi appassiona di più in realtà. Per Piquadro la novità è la linea Downtown, zaini da città tecnologici e connessi “il giusto”. Perché la tecnologia fine a se stessa non mi è mai piaciuta e credo non piaccia neppure ai nostri clienti».

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