capitani d’industria

L’addio all’imprenditore ed ex ministro Giancarlo Lombardi nella «sua Milano»

di Carlo Andrea Finotto

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4' di lettura

Una vita caratterizzata dall’impegno: nel lavoro, sociale e politico. Dalle imprese che ha guidato ai ruoli importanti in Confindustria (dove è stato vicepresidente), nel gruppo Sole 24 Ore (che ha guidato all’inizio degli anni ’90); dalla scelta di spendersi in politica – è stato ministro dell’Istruzione con il governo Dini e parlamentare con l’Ulivo – alla vita intera al servizio degli scout (da quando esordì come “Lupetto” a 9 anni). Tutto questo emolto altro ancora era Giancalo Lombardi, milanese di nascita e formazione, novarese d’adozione, figura di primo piano dell’industria italiana, scomparso giovedì scorso all’età di 79 e di cui oggi nella sua Milano si svolge il funerale, nella chiesa di San Giovanni in Laterano.

«Scout prima di tutto» amava definirsi spesso Giancarlo Lombardi . A chi non lo conosceva e rimaneva sconcertato, spiegava: «Lo scoutismo è la seconda cosa più importante della mia vita dopo la famiglia». Ne aveva percorso tutte le tappe e i gradi: da lupetto a capo, fino alla presidente dell’Agesci, l’Associazione degli scout cattolici, della quale è stato tra i fondatori che guidò dal 1976 al 1982.

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Lombardi si era laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano. Subito dopo aveva svolto un periodo di volontariato in Africa e lavorato in Olivetti; quindi era entrato nell’azienda controllata dalla famiglia, la Filatura di Grignasco (in provincia di Novara) per contribuire alla sua espansione: all’apice dello sviluppo del gruppo tessile si affiancarono allo stabilimento principale quello di Borgosesia (Vercelli) e la Gavardo (Brescia). I sempre maggiori impegni come imprenditore – è stato presidente di Federtessile dal 1983 al 1987 – non gli impedirono di sviluppare una sensibilità particolare nei confronti delle tematiche legate alla formazione, come ricorda Giovanni Brugnoli vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano: «È stato il primo imprenditore a rivestire in Confindustria, dal 1985 , l’incarico di Consigliere delegato (nominato dall’allora presidente Luigi Lucchini, ndr) e poi nel 1995 a essere nominato vicepresidente per l’Education», sotto la presidente di Luigi Abete. «È stato – continua Brugnoli – uno dei miei predecessori più illuminati, consapevole dell’importanza del capitale umano, deciso a valorizzarlo dentro e fuori le aziende». Attenzione verso i giovani e impegno civile traevano origine, in Giancarlo Lombardi, dalla sua forte fede cattolica, dagli insegnamenti dello scoutismo. «La nomina a ministro dell’Istruzione nel Governo Dini, nel 1995 – sottolinea Brugnoli – è stata il giusto coronamento di una vita caratterizzata sempre da grande rigore morale e impegno appassionato per l’educazione dei giovani, l’alternanza scuola-lavoro e la qualità del nostro sistema educativo. Temi che oggi hanno acquistato nuova attualità e richiedono a imprese, scuole e istituzioni un cambio di passo per garantire alle giovani generazioni una formazione adeguata a un contesto più complesso e dinamico».

Chi era legato a Lombardi da antica amicizia è Attilio Oliva, presidente dell’associazione TreeLLLe, che si occupa di life long learning: «La nostra amicizia è nata in Confindustria fin dagli anni ’70. Si è consolidata nel tempo per l’interesse e le visioni comuni sui temi dell’education. Non a caso nel 2000 fondammo con altri amici imprenditori l’associazione TreLLLe, un think tank per il miglioramento del sistema educativo del nostro paese». Giancarlo Lombardi, ricorda Oliva, credeva fermamente nel valore sociale dell’impresa e nel ruolo esemplare che un bravo imprenditore avrebbe dovuto svolgere nella società. «Moltissimi sono stati i suoi profondi estimatori. Per taluni, forse, era troppo idealista. Io che l’ho conosciuto da vicino – sottolinea Attilio Oliva – ho toccato con mano quanto il suo idealismo si coniugasse con un sano realismo, tipico di chi ha vissuto tante ricche esperienze e ha ben riflettuto sulla condizione umana».

Coincide anche il pensiero di un altro amico, Guido Dotti, monaco della comunità di Bose, in provincia di Biella: «Il nostro legame risale a 35 anni fa - ricorda Dotti, ed è nato grazie alla comune amicizia nei confronti del priore della comunità, Enzo Bianchi. Ho incontrato Giancarlo l’ultima volta di recente e insieme avevamo parlato dell’imminente visita di Papa Francesco. Giancarlo Lombardi era una di quelle persone capaci di vivere quello in cui credono e che riescono a trasmetterlo agli altri». Lombardi ha avuto nel corso della sua vita diverse figure ispiratrici, tra le quali il teologo tedesco Dietrich Bonhoeffer, resistente e martire del nazismo - che, ricorda Dotti, «rappresentava la coerenza della testimonianza di un cristiano» -, e Dag Hammarskjold, segretario delle Nazioni Unite morto in un incidente aereo durante una missione in Africa, nel 1961: «Di Hammarskjold Lombardi ricordava e citava un principio - racconta Guido Dotti - “merita il potere solo chi lo rende giusto”».

Tra gli incarichi ricoperti da Lombardi anche quello, come detto, di presidente del Gruppo Sole 24 Ore, al cui vertice era stato nominato nell’aprile 1989; era stato anche consigliere dell’università Luiss di Roma, dell’Università Cattolica e del Touring Club. Medaglia d’oro al merito della Cultura, nel 2006 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nell’ultima fase della sua vita da Grignasco era tornato nella «sua Milano»: per il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala «con Giancarlo Lombardi scompare uno dei più significativi protagonisti della storia recente del nostro Paese. Lombardi - prosegue Sala - ha firmato pagine importanti della vicenda industriale, scolastica e politica italiana. La vita di Giancarlo Lombardi, milanese per vocazione e per scelta, è l’esempio del felice connubio di lavoro, generosità e impegno nei confronti dei più giovani e dei più deboli». Parole di affezionato apprezzamento per l’attività politica di Lombardi sono state spese dall’attuale ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e dal suo predecessore M aria Stella Gelmini, oggi vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera. «Viene a mancare un uomo - sottolinea Fedeli - che ha fatto
tanto per il mondo dell’istruzione e per il mondo del lavoro. Fu tra i primi a spingere per l’autonomia scolastica con l'obiettivo di ridurre il centralismo e la burocrazia». Mentre Gelmini sottolinea come «Con la morte di Giancarlo Lombardi scompare una figura imprenditoriale di grande spessore e non
solo un uomo delle istituzioni sempre attento al territorio e agli aspetti formativi».

Lombardi lascia due figli, cinque nipoti e la moglie Clara. Era nato a Milano il 26 giugno 1937

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