SALE IN ZUCCA

L’addio di Bill Gates e il futuro della New Economy

L’eredità del fondatore di Microsoft, che lascia il board della sua creatura in un momento in cui la trasformazione dell’economia richiede nuove sensibilità

di Giancarlo Mazzuca

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(Afp)

L’eredità del fondatore di Microsoft, che lascia il board della sua creatura in un momento in cui la trasformazione dell’economia richiede nuove sensibilità


2' di lettura

È davvero la fine di un’era: Bill Gates, il grande signore di Internet, ha deciso di ritirarsi. L’altro giorno ha, infatti, annunciato il suo passo indietro dal consiglio d’amministrazione di Microsoft, la sua creatura più cara, per dedicarsi maggiormente alle attività filantropiche. Saggia decisione, la sua. Meglio, infatti, che l’uomo più ricco del mondo si occupi sempre più del prossimo a fin di bene ritirandosi dalla plancia di comando del proprio gruppo quando la nave continua ad andare a gonfie vele. La notizia del «forfait» di Gates è passata quasi inosservata perché siamo tutti presi, e non poteva essere diversamente, dal coronavirus. Eppure, la sua uscita di scena merita ugualmente qualche riflessione in più perché Bill è stato e continua ad esser il padre a livello mondiale della New Economy.

Esattamente vent’anni fa, il sottoscritto pubblicò un libro per Baldini & Castoldi che si intitolava, appunto, «I signori di Internet», proprio con la prefazione di Gates. Bill mi fece il bel regalo di scrivere un suo commento su sollecitazione di Umberto Paolucci, romagnolo come me, che era, allora, suo grande ambasciatore in molti Paesi europei e dell’Africa. È ancora oggi è interessante rileggere il commento del «numero uno» della New Economy. Lui aveva davvero capito tutto con largo anticipo su tutti gli altri: “La telematica ha varcato definitivamente anche le porte dell’alta finanza gettando le basi per una totale ristrutturazione dell’economia così come l’abbiamo conosciuta sinora”.

Gates, però, non cantava del tutto vittoria perché, poche righe dopo, aggiungeva: “Ma c’è ancora molto da fare. In questo momento stiamo guadando il fiume che separa la Old Economy dalla New Economy; la corrente ci sta trasportando rapidamente sulla riva opposta e ora è necessario far approdare dove vogliamo noi. Il completamento del processo di trasformazione del mondo produttivo, distributivo e finanziario richiederà una grande sensibilità al nuovo e grandi capacità organizzative”.

C’è oggi da chiedersi se questa rivoluzione non sia invece stata, in qualche caso, troppo impetuosa finendo per provocare anche incidenti di percorso. Ed, in effetti, le ultime righe della prefazione di Gates, con il senno di poi, fanno riflettere ancor più: “Per tutti vale l’invito a non investire in tecnologie solo «per stare al passo con i tempi», ma per sfruttare con intelligenza le rispettive potenzialità e confrontarsi con successo con tutto il resto del mondo”. Insomma anche il padre della New Economy, venti anni fa, invitava alla prudenza nella rivoluzione del web: «Pedro adelante cum juicio». Ci siamo davvero comportati con giudizio?

Per approfondire:
L'addio di Bill Gates al board di Microsoft
Coronavirus, la "profezia" di Bill Gates

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