Elettronica

L’addio coreano non ferma i chip made in Pavia

Management buyout per creare Inventvm: salvi 40 posti di lavoro tra ingegneri e tecnici

di Luca Orlando

2' di lettura

«Ora - ci siamo detti - basta multinazionali, d’ora in poi facciamo da soli».

Reazione comprensibile quella di Francesco Rezzi, tenendo conto che le sue esperienze recenti con aziende estere, in effetti, non sono state esattamente esaltanti.

Loading...

Prima lo stop di Marvell Technologies a Pavia, nel 2017. Con poco meno di 80 ricercatori lasciati a casa in modo inatteso. Poi, a fine 2020, l’ipotesi di un drastico ridimensionamento anche per Silicon Mitus, gruppo coreano che nel frattempo, sempre a Pavia, aveva assorbito quasi la metà degli ingegneri in uscita da Marvell, tra cui lo stesso Rezzi, managing director e vicepresidente dell’area engineering.

Che a quel punto, insieme ad un altro manager interno, decide di diventare imprenditore. E con un’operazione di management buyout rileva all’inizio dell’anno l’attività fondando Inventvm, società di progettazione di microelettronica, già in pista per chiudere il primo esercizio di attività “stand alone” con ricavi vicini ai cinque milioni di euro.

«Lavoriamo con numerose multinazionali - spiega Rezzi - e per la verità nuove richieste ci arrivano quasi ogni giorno, il problema è che fatichiamo a soddisfare la domanda, siamo troppo pochi».

Crisi dei chip, Google svilupperà proprie CPU

Il team ex Silicon Mitus, poco meno di 40 tra ingegneri e tecnici, ha deciso di partecipare quasi integralmente alla nuova sfida ma i numeri dell’organico sono destinati a crescere, con sei posizioni aperte da ricoprire e altre assunzioni previste per il prossimo anno.

«La difficoltà nel reperire le risorse è evidente - aggiunge il presidente di Inventvm, cofondatore dell’azienda insieme all’amministratore delegato Michele Chiabrera - ed è per questo che lavoriamo molto con le università, cercando di attrarre per tempo le risorse più interessanti. A Pavia teniamo anche dei corsi misti, affiancando i docenti interni in alcune lezioni, per provare a trasferire ai giovani il know-how che può essere utile alle aziende, ad esempio nel digital processing».

Inventvm parte formalmente all’inizio del 2021, rilevando in toto gli asset ex Silicon Mitus, confermando la vitalità del territorio nell’ambito della microelettronica e dell’Ict.

Dai big come Stm, Infineon e Asr, passando per aziende di taglia minore e altre start-up, sono infatti numerose le realtà che scelgono Pavia come localizzazione per le proprie attività o laboratori di ricerca, sfruttando anche le competenze dell’ateneo locale, che proprio sull’elettronica ha puntato negli anni per creare un polo di eccellenza.

«L’attrattività del territorio - aggiunge Rezzi - continua ad essere elevata e il legame con l’università è fondamentale. Certo, la dinamica delle multinazionali pare impazzita. Parte degli ingegneri ex-Marvell sono poi confluiti in eSilicon, gruppo rilevato da Inphi, ora acquistato dalla stessa Marvell. La nostra indipendenza da questo punto di vista è un valore, una garanzia in più che know how prodotto e competenze si sviluppino in Italia non per migrare altrove ma per restare qui».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti