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Addio a Gorbaciov in tono minore: è la fine di un’epoca per la Russia

Poche migliaia di cittadini in coda: pochissimi gli stranieri, quasi assenti in questa Mosca tornata indietro nel tempo

di Antonella Scott

A Mosca i funerali di Mikhail Gorbaciov, fila per l'ultimo addio

3' di lettura

MOSCA – Mentre si aspetta in fila, ci si sorride. Come se fosse sottinteso un legame tra chi ha voluto venire a salutare Mikhail Gorbaciov. «Libertà» è la parola che si sente ripetere più spesso: la libertà di informarsi, di dire la propria opinione, il primo viaggio in America. «È un momento triste – osserva una signora, Irina – ma in cui ho anche rivissuto le speranze di quegli anni». Sono poche migliaia, la coda si esaurisce piuttosto in fretta: pochissimi gli stranieri, quasi assenti in questa Mosca tornata indietro nel tempo.

Fine di un’epoca

E questo è l'altro sentimento che prevale tra chi si sente debitore verso il primo e unico presidente dell'Unione Sovietica: la consapevolezza che la sua morte abbia segnato anche simbolicamente la fine di un'epoca. «È il destino della Russia – ci dice Nina Khrusceva, pronipote di un altro leader sovietico riformatore -. Si è chiuso un ciclo, torna la repressione».

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Lo avevano lasciato in disparte da tempo: ma l'inizio della cosiddetta operazione militare in Ucraina ha marcato drammaticamente la distanza tra la dissoluzione dell'Urss innescata dalle aperture di Gorbaciov e la nostalgia dell'impero dell'attuale regime. Per questo il Cremlino ha gestito con grande distacco la morte del padre della perestrojka: in poche righe di telegramma alla famiglia Vladimir Putin si è limitato a riconoscergli un generico «impatto» sul corso della storia mondiale.

Funerali di Gorbaciov, ultimo presidente Unione Sovietica

Funerali di Gorbaciov, ultimo presidente Unione Sovietica

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Un addio in tono minore

Il presidente russo ha reso omaggio alla salma di Gorbaciov ancora in ospedale, ma non ha partecipato alle esequie di sabato, facendo riferimento a impegni precedenti e limitandosi a mandare una corona di fiori. Nel confronto con gli onori di Stato, il lutto nazionale e la partecipazione di leader stranieri ai funerali di Boris Eltsin, scomparso nel 2007, l'addio a Gorbaciov è assolutamente in tono minore.Gli hanno riconosciuto soltanto il diritto alla guardia d'onore e alla prestigiosa Sala delle Colonne, nella Casa dei Sindacati tra il Teatro Bolshoj e la Duma in cui vennero resi gli ultimi onori a Lenin, Stalin, Brezhnev, Andropov.

Passati i controlli di sicurezza, si sfila davanti alla salma di Gorbaciov: drappi neri alle finestre, le corone di fiori delle autorità, la famiglia seduta al suo fianco. Pochi secondi per lasciare un mazzo di rose o di garofani, e riflettere sulla portata storica di un momento che non resta che affidare alle foto scattate in fretta con il telefonino, prima che gli agenti della sicurezza non indichino l'uscita. La mattina presto di sabato, scrivono le agenzie russe, era passato Dmitrij Medvedev, ex presidente divenuto ora espressione estrema del nazionalismo; e nel deserto di leader stranieri, unica eccezione l'arrivo a Mosca del primo ministro ungherese, Viktor Orban. Oltre alla presenza di alcuni ambasciatori stranieri, tra cui quello degli Stati Uniti. Per l'Italia, l'incaricato d'affari dell'Ambasciata a Mosca, Guido De Sanctis, che ha porto le condoglianze alla figlia di Gorbaciov, Irina.

«Gorbaciov – scrive l'oppositore Aleksej Navalny raccontando di essere venuto a sapere della morte dalla radio del carcere – è stato uno dei pochissimi a non abusare del potere e delle possibilità di arricchirsi personalmente. Ha lasciato il potere in modo pacifico e volontario, rispettando la volontà degli elettori. Sono certo che la sua vita e la sua storia verranno apprezzate meglio dalle generazioni future».

Il futuro incerto della fondazione

Fuori dalla Casa dei Sindacati spicca l'insegna di un bar/ristorante, “Il Paese che non c'è”. Sul Palazzo di fronte, invece, un enorme manifesto con la “Z” e la “V”, le due lettere-simbolo dell'operazione militare in Ucraina: “Eseguiremo il compito!”. Sembra un affronto ai pensieri silenziosi delle persone in coda, in attesa di entrare nella Sala delle Colonne.

La salma di Gorbaciov riposerà nel cimitero del monastero moscovita di Novodevichi, accanto alla moglie Raisa morta nel 1999. Qui sono seppelliti Eltsin e tanti grandi della storia e dell'arte russa: Gogol, Cechov, Shostakovich, Prokofiev. E ora, senza il proprio punto di riferimento, è incerto il futuro della Fondazione che porta il nome di Gorbaciov, istituto di ricerca voluto per promuovere i valori democratici. La sede è lontana dal centro, sul Leningradskij Prospekt che porta all'aeroporto (ora semi-deserto) di Sheremetevo. Davanti all'ingresso c'è soltanto un tavolino con dei garofani, e un piccolo cestino di rose. Con una scritta: “Sempre al tuo fianco”. In lingua inglese.


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