Trasporto aereo

L’aeroporto mette in pista investimenti per 30 milioni

Via agli interventi dopo l'ingresso di F2i. Marano: nuovi collegamenti

di Marco Morino

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Il 55% del capitale del Triestre Airport è di F2i Aeroporti

Via agli interventi dopo l'ingresso di F2i. Marano: nuovi collegamenti


2' di lettura

Dopo la privatizzazione avvenuta nel luglio del 2019, con l’entrata del fondo F2i come socio di maggioranza con il 55% e Regione Friuli Venezia Giulia secondo azionista con il 45%, l’aeropoerto di Trieste è entrato in una nuova fase. Nella prima fase la profonda ristrutturazione aziendale ha permesso di ottenere già dal primo anno (2016) il break even, per poi nel 2017 e 2018 ottenere dei margini operativi lordi superiori ai 5 milioni. La ristrutturazione aziendale è stata condotta riducendo significativamente i costi ma senza ripercussioni occupazionali.

«In questi anni - spiega al Sole 24 Ore il presidente del Trieste Airport, Antonio Marano - abbiamo realizzato un programma di riammodernamento e potenziamento di uno scalo che versava in condizioni difficili ma che soprattutto non era in grado di supportare le esigenze di una regione in costante crescita come il Friuli Venezia Giulia. Dopo una prima fase dedicata alla ristrutturazione aziendale che ha visto raggiungere il break even in un solo anno ora, grazie alla partnership con F2i possiamo guardare al futuro, realizzare importanti progetti di potenziamento delle infrastrutture e dare avvio a nuovi collegamenti con l’obiettivo di segnare una crescita a doppia cifra per il 2020».

L’obiettivo principale della seconda fase è la crescita dei volumi di traffico e dei collegamenti attarverso la sinergia pubblico-privati (F2i-Regione).

Investimenti
Nel quadriennio 2016-2019 sono stati investiti 40 milioni di euro (di cui 26 milioni autofinanziati) che sono stati impiegati per la realizzazione del polo intermodale (17 milioni) che ha collegato il terminal dell’aeroporto con la linea ferroviaria, il potenziamento delle infrastrutture di volo e la riqualificazione della pista nonché la ristrutturazione delle aree dell’aerostazione e dei relativi servizi al passeggero.

Per il prossimo quadriennio 2020-2023 sono programmati altri 30 milioni di euro di investimenti di cui 13 milioni destinati al potenziamento delle infrastrutture di volo, 12 milioni per ulteriori miglioramenti infrastrutturali e di servizi del terminale di altri edifici. Gli altri 5 milioni per ottimizzazioni impiantistiche, servizi ai passeggeri e miglioramento energetico dello scalo. Saranno realizzati infatti in chiave “green”, per una graduale conversione energetica dello scalo, impianti di produzione per autoconsumo da fonti di energia rinnovabile. Il piano degli interventi 2020-2023 è stato approvato da Enac nell’ambito del nuovo contratto di programma.

Dati di traffico
Nel 2019 il traffico passeggeri crescerà dell’1,5% rispetto il 2018 e si attesterà a 785mila passeggeri nonostante la decisione della compagnia Ryanair di cancellare i collegamenti con Ciampino (Roma) e Trapani. Mentre la previsione per il 2020 è di una crescita dei volumi di traffico passeggeri di circa il 12% rispetto il 2019 con le nuove destinazioni Malta e Cagliari operate da Ryanair e i collegamenti con Kiev e altre destinazioni nelle regioni balcaniche di prossima formalizzazione, oltre ad attività charter per le isole greche e per lo sviluppo del segmento crociere.

Il bilancio
Sotto al profilo economico, la società che gestisce lo scalo regionale chiuderà il 2019 con un Ebitda di 4,6 milioni di euro e un utile netto superiore ai 2 milioni di euro mentre per il 2020 è previsto un ebitda superiore ai 7 milioni di euro e un utile netto superiore ai 3,5 milioni di euro.

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