la mostra

L’affinità con Ando per l’architettura

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

La conferma dell’affinità elettiva tra Giorgio Armani e il Giappone la può avere chi visita la mostra The Challenge, allestita all’Armani/Silos di Milano fino al 19 luglio.

Un evento che testimonia sia il legame tra lo stilista e la misteriosa anima del Giappone (si veda l’articolo a fianco), sia quello personale con l’architetto Tadao Ando, al quale Armani, nel tempo, ha affidato molti progetti e al quale è dedicata la grande retrospettiva milanese. Inaugurata il 9 aprile, in apertura della design week milanese, ripercorre la carriera di Tadao Ando attraverso le sue realizzazioni più significative, che spaziano dal 1976 al progetto ancora in corso per la Bourse de Commerce di Parigi, che dovrebbe essere ultimato nell’autunno di quest’anno. È inoltre esposto per la prima volta il progetto dell’Armani/Teatro, commissionato dallo stilista a Tadao Ando nel 2001e dove, da molti anni, si tengono le sfilate Giorgio Armani ed Emporio Armani e altri eventi lontani dalle settimane della moda di Milano.

L’estetica giapponese ha sicuramente influenzato — o ispirato – Armani anche per il suo progetto Armani / Casa, dedicato a mobili e complementi d’arredo. Qui l’incontro tra le due culture è stato particolarmente felice, dando vita a collezioni in perfetto stile Armani, essenziale ma ricercato, con particolari e dettagli che vanno scoperti e apprezzati con gli occhi e il cuore dell’appassionato, non spinti dall’interior designer del momento. Innegabile il tratto minimalista di Armani / Casa, che richiama alcune regole del feng shui. Ma – come in ogni incontro di culture che si possa davvero definire tale – è l’osmosi che colpisce, con un risultato innegabilmente Armani. Lo stesso si può dire dell’Armani / Teatro: calato nella realtà milanese dell’area industriale di zona Tortona, eppure innegabilmente Tadao Ando.

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