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L’«Affittopoli» della Difesa: 3.600 alloggi a ex militari e figli senza titolo

Il dossier giunge da un’inchiesta dello Stato Maggiore e si concentra sugli abusi e sulle attestazioni false compiute. I pm di Roma hanno avviato delle verifiche

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I pm di Roma hanno aperto un fascicolo sull’assegnazone degli alloggi di servizio della Difesa

Il dossier giunge da un’inchiesta dello Stato Maggiore e si concentra sugli abusi e sulle attestazioni false compiute. I pm di Roma hanno avviato delle verifiche


2' di lettura

Su 16.500 alloggi che il ministero della Difesa mette a disposizione dei militari, sono 3.600 quelli irregolarmente occupati da militari che non ne hanno titolo. Il dossier giunge da un’inchiesta dello Stato Maggiore e si concentra sugli abusi e sulle attestazioni false compiute, comprese quelle riguardanti le cosidette “fasce protette”. Si tratta, in alcuni casi, di beni in zone di pregio, con canoni di affitto inferiori a quelli di mercato. Del procedimento danno notizia il Corriere della Sera e il Messaggero.

Indagine senza indagati e ipotesi reato
I pm di Roma hanno aperto un fascicolo e avviato delle verifiche. Il fascicolo è al momento senza indagati e ipotesi di reato. Sono stati i sottosegretari del governo gialloverde Angelo Tofalo (M5S) e Raffaele Volpi (Lega) a gestire il dossier diviso per Regione con la mappa degli alloggi: un vero e proprio censimento dello Stato Maggiore che fa emergere gravi abusi e definisce l’identikit degli abusivi.

Il dossier Trenta
A novembre, a seguito di un esposto del sindacato militare, i pm di Roma hanno aperto una indagine conoscitiva sulla vicenda della casa dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta: la pentastellata viveva ancora nell’alloggio “di servizio” che era stato assegnato al marito quando era al governo. Pochi giorni dopo, in un’intervista a Radio 24 Trenta aveva annunciato: «Mio marito ha presentato rinuncia per la casa».

Coinvolti militari congedati o in pensione
Secondo quanto emerge sono in genere militari che si sono congedati oppure sono andati in pensione; figli di soldati deceduti o vedove che spesso non avrebbero effettuato la comunicazione agli uffici competenti; dipendenti civili, spesso trasferiti in altri ministeri o addirittura non più al servizio dello Stato.

Quattro anni fa l’allarme della Corte dei conti
La Corte dei Conti quattro anni fa aveva lanciato l’allarme sulle occupazioni senza titolo: cinquemila, che sono state abbandonate di fatto perché mancavano i soldi per la manutenzione. La Corte aveva inoltre denunciato «la gravità della situazione, che necessita di interventi chiari, precisi e puntuali e che vede oltre la metà degli alloggi esistenti indisponibili per il loro naturale impiego, perché occupati “sine titulo” o perché in attesa di lavori di ripristino».

Appartamenti che dovrebbero essere assegnati ai soldati inviati fuori sede, che invece rimangono senza alloggio proprio per gli abusi degli altri con un danno erariale considerevole, provocato sia dai militari assegnatari, che dai responsabili degli uffici che non hanno effettuato i necessari controlli.

Per approfondire:
Detto e contraddetto: Elisabetta Trenta e la casa sotto la lente della Procura militare di Roma
Trenta: mio marito ha presentato rinuncia per la casa

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