LA LEGISLATURA 2019-2024

L’agenda già scritta dell’Europarlamento

di Marina Castellaneta

(Afp)

3' di lettura

Sono di sicuro le elezioni europee a più forte impatto nella storia dell’Unione europea. Non solo per gli effetti che inevitabilmente avranno sul piano politico, anche interno, e per lo scontro sovranisti/europeisti, ma anche per la futura attività del Parlamento Ue e le conseguenze sulla vita di cittadini e imprese.

Gli eurodeputati, dal Trattato di Maastricht in poi, hanno guadagnato spazio nelle scelte legislative dell’Unione e sono oggi, a tutti gli effetti, co-legislatori tenendo conto della procedura legislativa ordinaria (ex procedura di co-decisione) che vede il Parlamento Ue sullo stesso piano del Consiglio.

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Di conseguenza, i parlamentari che si insedieranno a Strasburgo dopo le elezioni del 26 maggio saranno chiamati a svolgere un ruolo centrale nei cantieri normativi ancora aperti. Con alcuni fascicoli che scottano (tra tutti quello sulle modifiche al sistema di asilo e al regolamento di Dublino) e che risentiranno dell’orientamento politico di Strasburgo.

Il quadro finanziario 2021-2027
Prima di tutto il Parlamento dovrà affrontare un tema generale e centrale per ogni futura azione dell’intera Unione europea ossia l’approvazione del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Un tema globale eppure dimenticato nei dibattiti. Le istituzioni Ue sono già al lavoro con le proposte della Commissione in corso di esame (la relazione interlocutoria è stata approvata dalla commissione bilancio del Parlamento) che passeranno alla nuova plenaria.
Tra i punti cruciali, la richiesta del Parlamento Ue di un nuovo regime di tassazione delle imprese, in particolare del settore digitale (anche con la web tax), le risorse destinate al contenimento dell’immigrazione irregolare, alla difesa e alla sicurezza nonché al programma Erasmus+. Con un potere del Parlamento Ue, che quindi è centrale, di respingere in blocco il testo approvato dal Consiglio.
Vediamo gli altri dossier che arriveranno sui banchi degli eurodeputati e che non sono stati conclusi a causa del termine, il 18 aprile scorso, dei lavori legislativi.

Sistema europeo di asilo
Attende gli eurodeputati il dossier sulla riforma del sistema europeo comune di asilo. Un atto che risentirà immediatamente della composizione e della presenza delle diverse forze politiche in Parlamento. L’obiettivo delle istituzioni è di mettere mano al quadro già esistente e adottare un atto che, in linea con la proposta della Commissione, concili solidarietà e responsabilità. La revisione del regolamento Dublino (n. 604/2013) sarà affidata, così, al nuovo Parlamento la cui composizione sarà decisiva per la conclusione del pacchetto sull’asilo.

Anti terrorismo-online
In lista d’attesa anche la proposta di regolamento sulla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online. La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo se ne è occupata all’inizio del 2019 e la plenaria ha approvato in prima lettura il testo il 17 aprile 2019. Punto essenziale è raggiungere il giusto equilibrio tra l’adozione di regole uniformi per impedire l’uso improprio dei servizi di hosting ai fini della diffusione di contenuti terroristici online e la tutela dei diritti umani fondamentali, nonché armonizzare gli obblighi derivanti dagli ordini di rimozione e dalla loro esecuzione che, per gli eurodeputati, dovrebbe portare a un accesso disattivato in tempi rapidissimi.

Ambiente e sviluppo sostenibile
Non mancheranno interventi sulla tutela dell’ambiente e sulle azioni per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Parlamento e il Consiglio dovranno dare seguito all’iniziativa dei cittadini europei “Right2Water”: la Commissione ha già presentato una proposta di revisione della direttiva sull’acqua potabile, con una modifica degli attuali standard che dovranno essere approvati dal Parlamento. Per la nuova direttiva relativa alla modernizzazione delle norme Ue sulla protezione dei consumatori, il testo è stato approvato in prima lettura nella plenaria del 17 aprile, ma non è detto che sia approvato dal Consiglio senza modifiche. In questo caso, il testo tornerebbe all’esame della plenaria.

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