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Il Crédit Agricole muove sull’Italia: Opa da 700 milioni sul Credito Valtellinese

Lanciata offerta a 10,5 euro ad azione, il 21,4% in più del prezzo di chiusura di venerdì.

di Luca Davi

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Il Crédit Agricole muove sull’Italia. Non in direzione BancoBpm, su cui si erano concentrate le attenzioni nelle settimane precedenti, ma sul Credito Valtellinese, di cui il gruppo francese era già socio al 9,8%. Sul CreVal la Banque Verte è pronto a investire 700 milioni con un’Opa a 10,5 euro per azione, prezzo che incorpora un premio del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 6 mesi e un premio del 21,4% rispetto alla chiusura di venerdì. Dopo l’annuncio, il titolo Credito Valtellinese ha spiccato il volo in Borsa, con un progresso del 22%, a 10,6 euro, in linea con il prezzo dell’Opa.

L’Opa sarà lanciata dalla controllata italiana del gruppo, Crédit Agricole Italia, che effettuerà un aumento di capitale ad hoc garantito dalla casamadre francese. «Con questa operazione, i clienti ed i colleghi di Credito Valtellinese otterranno accesso agli stessi prodotti e servizi finanziari tra i migliori del mercato di Crédit Agricole Italia, beneficiando della dimensione, della solidità e della cultura innovativa e focalizzata sul cliente del Gruppo Crédit Agricole, e l'entità aggregata manterrà il proprio forte impegno a supporto dell'Italia e delle comunità local», sottolinea Giampiero Maioli, numero uno in Italia del gruppo francese.

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Con l’acquisizione di Credito Valtellinese, Crédit Agricole Italia ambisce a consolidare la sua posizione competitiva, diventando sesta banca commerciale nel mercato Italiano per masse gestite e settima per totale attivi e numero di clienti, raggiungendo una quota di mercato del 5% a livello nazionale.

«Un’operazione amichevole»

L'Offerta sarà condizionata al raggiungimento da parte di Crédit Agricole Italia di una partecipazione pari almeno al 66,7% del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese, con la possibilità per Crédit Agricole Italia di rinunciare a tale condizione purché abbia acquisito almeno il 50% + 1 azione del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese. Da segnalare che tra gli altri soci forti è già arrivato l’ok di Davide Serra con il fondo Algebris, socio Creval al 5,4%.

Rispetto all’azionista francese Denis Dumont, «presumo che una telefonata di cortesia sia arrivata - ha detto il ceo Maioli - e comunque non ho elementi contrari o negativi da segnalare». Informati anche i vertici della banca valtellinese. «Abbiamo informato ieri sera il management e il presidente di Creval e stamattina abbiamo inviato una lettera al board per informarli dell'operazione», ha detto Maioli, che ha aggiunto: «È un’operazione che noi consideriamo sostanzialmente amichevole, che crea valore per tutti».

Il gruppo destinato a nascere: il raddoppio in Lombardia

Crédit Agricole si aspetta che l'operazione - che è già stata comunicata alle autorità, tra cui «Bce, Banca d'Italia e Tesoro», ha detto Maioli - produca un incremento dell'utile per azione al 2022 e che generi un Return on Investment maggiore del 10% in 3 anni, basato solo su sinergie di costo (pari a 150 milioni annui) e di funding.

In termini di copertura geografica, è previsto un significativo rafforzamento nel Nord Italia, dove si concentrerà il 70% del numero delle filiali pro forma. In vista il raddoppio della quota di mercato in Lombardia (dal 3% a più del 6%), dove Credito Valtellinese opera con più del 40% delle proprie filiali, diventando la 7/a banca nella regione. Ma anche un aumento dimensionale in Piemonte, nelle Marche e nel Lazio e accesso a nuove regioni, come Sicilia, Valle d'Aosta e Trentino.

Le prossime mosse dell’Agricole

Per capire le mosse future dell’Agricole, che nel corso delle ultime settimane era data in pole position per realizzare un’aggregazione con BancoBpm, servirà però del tempo. L’offerta sul Creval «non si concluderà prima della metà del prossimo anno, quindi non chiedeteci che cosa succederà dopo», ha detto nella conference call con gli analisti il cfo di Credit Agricole, Jerome Grivet, spiegando che bisogna «completare questa transazione, gestire l'integrazione» e quindi «è un po' troppo presto» rispondere su «cosa succederà dopo».

«Crediamo» che l'operazione «sia coerente con la nostra strategia e prudenza finanziaria», aggiunge Grivet rilevando che «stiamo presentando un'operazione che è stata analizzata» ed è stato necessario «molto tempo per prepararla e metterla a punto».

Rispetto al tema dell’aumento di capitale a supporto dell’operazione, la cui dimensione esatta è ancora da definire, «vedremo come la transazione sarà finanziata da Credit Agricole Italia. Se ci sarà necessità di un aumento di capitale per mantenere un buon livello di Cet1 ovviamente la capogruppo lo garantirà integralmente», ribadisce Grivet.


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