credito

L’Agricole salva le tre casse in crisi

di Marco Ferrando

(Afp)

3' di lettura

Dopo mesi di trattative e il sudato impegno, a carico delle banche sane, di versare (o investire) risorse complessive per circa un miliardo di euro, ieri è stato il giorno delle firme per il passaggio all'Agricole Italia delle Casse di Cesena, Rimini e San Miniato, di cui le ultime due recentemene precipitate sotto il requisito minimo del 6% di Cet1. Nella sede milanese dell'Agricole a due passi da Piazza Duomo, il ceo dei francesi, Giampiero Maioli e il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone hanno siglato il contratto per il trasferimento del 95% del capitale degli istituti, che però prima andranno ricapitalizzati (a carico del Fondo) e alleggeriti di 2,7 miliardi di Npl, nell'ambito di un'operazione concordata sempre ieri da Atlante 2 e dai tre cda delle casse; l' intera operazione era in gestazione da inizio anno, ma nei fatti è stata complicata dai salvataggi - con intervento dello Stato - di Mps e delle due ex popolari venete. Contando anche le quattro good banks, arriva così a 10 il numero delle banche salvate. Il contratto firmato ieri, insieme a una corposa documentazione che sarà ultimata tra oggi e domani, è stato subito inviato alla Bce, che ha 90 giorni di tempo per esaminarla e approvarla.L’obiettivo è quello di chiudere entro fine anno, e in parallelo all’istruttoria della Vigilanza dovranno materializzarsi le condizioni poste dall’Agricole: in particolare la dismissione dei crediti deteriorati, che consentiranno alle banche di entrare nel perimetro dell’acquirente con un Npe ratio lordo pari al 9% e la ricapitalizzazione a cura del Fondo interbancario delle tre banche, destinate a salire al 10,7% di Cet1.

Il balzo dei francesi
A quel punto, le tre banche confluiranno nel gruppo: modalità e tempi saranno definiti da un aggiornamento del piano industriale del gruppo, che in ogni caso dovrebbe confermare il modello “federale” che ha segnato la storia della Banque Verte in patria e fin qui segnato anche la crescita nella penisola; probabile, in quest’ottica, che le Casse di Cesena e Rimini finiscano in CariParma, mentre San Miniato potrebbe diventare la banca di riferimento per la Toscana, dove la quota di mercato per numero di sportelli è destinata a triplicare dal 2 al 6%, insieme a Friuladria nel Nord-Est e CariSpezia in Liguria. Complessivamente, l’integrazione dei tre istituti locali porterà in dote all’Agricole 400 mila clienti su poco meno di 250 filiali. Un contributo che consentirà ai francesi di salire oltre i 2 milioni di clienti retail per circa 1.800 filiali, numeri che valgono il sorpasso su Bnl nel business retail e l’affermazione come settima banca italiana per sportelli, alle spalle di Intesa, UniCredit, BancoBpm, Mps, Ubi e Bper. Nel 2016 le attività italiane che fanno capo al gruppo hanno generato un utile aggregato di 818 milioni tra il risparmio di Pioneer, il credito al consumo di Agos o di Fca bank e le altre controllate.

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Il miliardo necessario
Il salvataggio delle tre banche, nel suo complesso, vale un miliardo. Di questi, l’Agricole verserà 130 milioni al Fondo interbancario, azionista di maggioranza dei tre istituti. Che prima, però, come accennato andranno alleggeriti dei crediti e irrobustiti nel capitale per 640 milioni; nel caso di Rimini e San Miniato l’iniezione sarà doppia (anticipo in conto capitale già effettuato ieri per tamponare il patirmonio e aumenti nelle prossime settimane), per Cesena invece si è reso necessario un intervento di poco superiore ai 50 milioni sempre a titolo di aumento ma senza impatto sui soci di minoranza. Sul fronte dei crediti, l’operazione consta di una cessione ad Algebris di 284 milioni di Npl e della cartolarizzazione di 2,7 miliardi di deteriorati, a un valore netto del 38%, pari a 1,03 miliardi. Nel dettaglio, 360 milioni di senior finiranno a un pool di banche che comprende tra le altre anche Imi, 517 milioni di mezzanina finiranno quasi integralmente ad Atlante 2, rifinanziato da Intesa, UniCredit, doBank e lo stesso Agricole insieme ai soci pubblici (Cdp e Sga verso un 50% a testa), mentre i 130 milioni di tranche junior finiranno ancora al Fondo. Che, così, sulla partita ha investito in totale 800 milioni, compresi i 270 milioni di aumento della Cassa Cesena già versati l’anno scorso.

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