Post-Covid

L’agricoltura resiste e nell’ultimo biennio perde solo l’1% della produzione

Uno studio di Continental rivela l’andamento dei diversi comparti: vanno bene vino e frutta, peggio ortaggi e olio. Preoccupa il tema della liquidità finanziaria

di Filomena Greco

(Adobe Stock)

3' di lettura

L'agricoltura resiste nell’anno del Covid e nel 2020 registra un calo del valore della produzione soltanto dell’1% rispetto al 2019. Lo rivela l’Osservatorio di Continental sui macro trend del settore agricolo. Secondo la rilevazione fatta dal brand che partner di riferimento per il mercato dell’agricoltura, vanno bene frutta e vino, qualche difficoltà invece viene registrata nel settore degli per ortaggi e dell’olio. Nell'anno più critico della pandemia, poi, il comparto agricolo rilancia e nei primi mesi del 2021 è boom di vendite di macchine agricole (+52,9%).

Il valore della produzione in agricoltura in Italia tra il 2018 e il 2020 è calato dell’1,1%, passando da 56,7 miliardi di euro a 56,1. Il caloin realtà è iniziato nel primo anno,con un -0,3% del 2019 rispetto al 2018, per accentuarsi leggermente con l'arrivo della pandemia (-0,8% tra 2019 e 2020. Nel 2020, a livello europeo l'Italia si posiziona al terzo posto, dopo Francia (prima con 75,4 miliardi di euro di produzione) e Germania (56,3 miliardi di euro).

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Il punto debole dell’intero comparto è stata la produzione vegetale, diminuita dell’8,8% nel biennio, con un’accelerazione anche in questo caso nell'ultimo anno: la variazione è passata da -1,5% nel 2018/2019 a -7,4% dell’annata 2019/2020. Tra le diverse produzioni, quella di olio di oliva nel 2018-19 aveva subito un incremento del +51,6%, aumento che si è trasformato l'anno successivo in un -16,2%. Si tratta di un settore di per sé altalenante, visto che si tratta di una produzione ciclica.

In difficoltà anche gli ortaggi che chiudono il 2020 con un calo di un terzo della produzione, a meno 29%. Diverso invece l’andamento del vino e della frutta: nel primo caso dopo una contrazione del 20,4% nella fase pre-Covid, si è passati a una crescita del 3,5% l’anno successivo; per la frutta si è invece passati da una contrazione del 2,4% nel 2019 a +14,8% del 2020.

In questi due anni, inoltre, il continuo calo del bestiame e l’aumento dei prodotti zootecnici ha spinto la produzione zootecnica a registrare un complessivo -1,9%.In totale la produzione agricola di beni (complessiva delle due voci relative alla produzione vegetale e alla produzione zootecnica) è calata dello 0,9%: nel 2018 ammontava a 47,1 miliardi di euro, nel 2019 è passata a 46,7 miliardi, arrivando a quota 46,6 miliardi di euro nel 2020. In lieve calo anche la parte relativa ai servizi mentre la manodopera agricola, nei due anni, è calata del 4,3%.

Il mercato italiano delle macchine agricole ha chiuso il primo trimestre del 2021 con la vendita di 8.656 unità, un dato positivo che segna una crescita del 52,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati negativi registrati nel 2020, con un calo superiore alle 1.600 unità rispetto all’anno precedente, erano correlati all'emergenza sanitaria che ha influenzato pesantemente le performance economiche anche di questo settore, che ha recuperato terreno sul fronte degli investimenti nei primi mesi del 2021.

Le regioni che hanno fatto registrare la maggior quota di vendite in questi tra gennaio e marzo 2021 sono Piemonte (13,2%), Lombardia (11,1%) e Veneto (11%). Quelle che invece stanno dando forti segnali di ripresa e hanno registrato la crescita maggiore rispetto al 2020 sono Sicilia (+114,3%), Campania (92,2%) e, ancora una volta, Piemonte (+76,4%).

Analizzando la ripartizione del mercato per tipologie, le trattrici sono aumentate del 57,7% mentre il segmento che ha fatto registrare l'incremento più forte è quello delle mietitrebbiatrici che hanno visto un’accelerazione del 180%. I sollevatori sono cresciuti dell’86,3%, i rimorchi del 37,4% e le trattrici con pianale di carico del 21,5%

La maggioranza degli operatori interpellati nel sondaggio realizzato da Continental ha dichiarato che la pandemia non ha impattato in alcun modo sulle loro attività. In quest’ultimo anno, soltanto il 9,5% del campione è preoccupato dell’impossibilità di tornare alla normalità. Approfondendo le difficoltà riscontrate dalle aziende agricole in seguito alla pandemia, emerge tra le principali quella legata a manutenzione e riparazione delle attrezzature, macchinari e fabbricati (per il 49%), seguita subito dalla difficoltà a disporre di adeguata liquidità finanziaria (42%) e dalla difficoltà ad accedere ai servizi di consulenza e assistenza tecnica (33%).Quanto alle difficoltà attese, la preoccupazione maggiore è relativa alla liquidità finanziaria per effettuare i pagamenti necessari per portare avanti le attività (63%), seguita dalla possibilità di effettuare investimenti non rinviabili (33%) e dalle difficoltà nel conferimento dei prodotti a GDO e intermediari.

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