FRANCIACORTA

L'Albereta festeggia 25 anni nel segno della bellezza e del gusto

di Lucilla Incorvati

Vista lago

4' di lettura

L'Albereta resort, Relais & Châteaux nel cuore della Franciacorta – già “casa” di Gualtiero Marchesi, fin dagli esordi mentore e guida del progetto, soprattutto nelle sue declinazioni gourmet, – è sempre stato un luogo dove dedicarsi alla cura di sé in senso olistico, dotato di un'anima e una personalità riconoscibili. Uno scrigno di bellezza dal grande pregio architettonico, adagiato tra colline costellate di vigneti, antiche torri, cantine e ville rinascimentali e patrizie.

Domenica 23 settembre festeggia il suo 25° compleanno. Dall'alta gastronomia al benessere L'Albereta è oggi un luogo d'elezione per raffinati gourmet ma anche per ritrovare benessere. Perché accanto alla cucina sopraffina l'altra idea sviluppata da Carmen Moretti, il vero demiurgo de L'Albereta, figlia di Vittorio, presidente del Gruppo Terra Moretti, (cui fanno capo 11 aziende tra cui le Cantine Bellavista, Sella& Mosca e la toscana Petra) è sempre stata quello di dar vita ad un'oasi dove rigenerare la mente e lo spirito, in sintonia con il paesaggio. La natura circostante – i giardini botanici, le sculture, le vigne antiche – si fonde con un ideale di benessere che coinvolge i sensi, attraverso la cura dell'ospite, l'alimentazione, i trattamenti wellness.

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Le tappe e gli incontri di Carmen Moretti
Come ricorda Carmen: “Il sogno di realizzare un mio Relais & Châteaux l'ho coltivato sin da piccola, quando accompagnavo i miei genitori e le mie sorelle in giro per il mondo, con la guida alle dimore di charme sotto il braccio. Immaginavo un luogo dall'atmosfera familiare e ricca di calore, dove la qualità dell'ospitalità sposasse un'idea di vero lusso, che per me coincide con il fattore umano, l'accoglienza, e con la possibilità di riappropriarsi del proprio tempo, coltivare l'otium, esplorare il concetto di arte di vivere. Una visione che ho mantenuto intatta”. E tra gli incontri importanti di Carmen c'è stato quello con Henri e Dominique Chenot, fondatore della biontologia e ideatore della fitocosmesi. Insieme hanno dato un'impronta medicale forte alla Spa, 15 anni fa controcorrente, ma nel tempo decisamente premiante”.

Un altro incontro “fatale”, e sotto molti aspetti, è quello con Martino de Rosa. Martino, compagno di vita ma anche di business di Carmen, ha portato la sua esperienza di broker navale in un settore apparentemente distante come quello dell'ospitalità: la sua cultura d'impresa ha dato nuova linfa al progetto. Con lui si avvia una decisa internazionalizzazione, nasce la holding di gruppo, si affinano strategie e start-up. E prende vita atCarmen, società attiva nel campo della ristorazione, dell'hôtellerie, del vino, dell'organizzazione di eventi a cui L'Albereta è particolarmente legata”.

Una spa nel segno di Henri Chenot: l'Espace
E così nel 2003 all'interno del Resort viene inaugurato il secondo centro medicale Henri Chenot, dopo quello di Merano, la cui filosofia declina i principi della medicina cinese nelle più evolute tecnologie della medicina occidentale. Il successo della formula è venuto con il tempo. Al rigoroso metodo Chenot sono stati affiancati, in questi anni, innovativi test diagnostici per offrire un programma anti-age e detox tra i più all'avanguardia al mondo. Non a caso all'Espace Chenot è stato recentemente assegnato lo ‘Smartest Detox Escape' della Condé Nast Traveller Spa Guide 2018, riservato alle destinazioni che rappresentano l'assoluta eccellenza in termini di qualità della vita, innovando al tempo stesso il concetto di benessere.

In cucina dal maestro Marchesi al principe Abbattista e all'estroso Pepe
Il resort nel cuore della Franciacorta è stato dal 1993 la casa di Gualtiero Marchesi: un lungo periodo di successi vissuto a fianco della famiglia Moretti. Il maestro all'Albereta aveva trovato la pace e il raccoglimento che la sua Milano non riusciva più a dargli. Un luogo magico per accogliere, con la dovuta calma, gli ospiti e gli amici che accorrevano da tutto il mondo. Gualtiero Marchesi ha guidato le cucine de L'Albereta sin dall'apertura del 23 settembre 1993. Al suo fianco sono passati quelli che oggi sono i grandi nomi della cucina contemporanea, da Carlo Cracco ad Andrea Berton, da Enrico Crippa a Paolo Lopriore e Davide Oldani. Oggi la brigata è guidata da Fabio Abbattista che proprio da Marchesi ha appreso il rigore di pensiero e l'importanza dell'organizzazione millimetrica per gestire una cucina e un hotel. Come ricordava sempre Marchesi per avere successo e per parlare delle cose, prima si devono conoscerle a fondo. Principio che vale tanto per il vino, quanto per un ingrediente o un piatto. Marchesi era sì precisione e rigore, ma anche un uomo che sapeva vivere con leggerezza. Negli anni la ristorazione è rimasta un elemento caratterizzante dell'identità del luogo, attraverso il Leone Felice, affidato allo chef Fabio Abbattista, il VistaLago Bistrò, il ristorante benessere dell'Espace Chenot, il Greeneige Lounge e da Franco Pepe, alla guida della migliore pizzeria d'Italia – prima classificata nel 2017 e nel 2018 secondo l'autorevole guida 50 Top Pizza – e oggi anima del Chiosco La Filiale.

Immersione a 360 gradi nell'atmosfera della Franciacorta
Tutto nasce dalla terra, tutto torna ad essa, secondo un ciclo continuo. L'Albereta è la Franciacorta, e viceversa. L'originale villa patronale circondata dai suoi edifici, la Torre Bellavista, la Torre Contadi Castaldi, la Casa Colonica con il suo loggiato e la Torre del Lago, si inserisce in un contesto di rara bellezza, con i vigneti a perdita d'occhio, coltivati secondo metodi antichi, il parco di 61mila ettari che ospita sculture e opere d'arte contemporanee, il profilo dolce delle colline, lo specchio del lago d'Iseo, meta di escursioni e gite in barca. Entrata nel novero dei Relais & Châteaux nel 1999, L'Albereta ospita 57 camere, di cui 19 suite, unite dalla combinazione di amore per il bello e attenzione per il massimo del comfort. La più originale è forse la 404: premendo un pulsante il tetto si apre verso l'infinito, mostrando la notte stellata, da contemplare adagiati sul letto a baldacchino. Una vera chicca è la Sala Scacchi, un luogo intimo, raccolto, dove è piacevole fermarsi per una pausa di lettura o una chiacchierata sincera con gli amici. Un imponente camino con un antico stemma a far da guardia, affreschi originali che riprendono le geometrie di una scacchiera, le cromie della terra e del cuoio, l'alto soffitto a cassettoni, le fragranze severe di legno arso concorrono a delineare la magia di questo rifugio raffinato.

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