Didattica oltrefrontiera

L’alberghiero «Porta» di Milano ha vinto il bando per l’accreditamento Erasmus+ Vet 2021-27

Riconoscimento come scuola capofila del Consorzio Mivet (Iis Frisi di Milano, Ipseoa Caterina dei Medici di Gardone Riviera e Iis Lagrange di Milano)

di Maria Piera Ceci

(Rawf8 - stock.adobe.com)

3' di lettura

Pasticceri, cuochi, camerieri e barman. Il confronto con cucine e ambienti di lavoro di Paesi diversi è sentita sempre più come un'esigenza fondamentale per la formazione degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. E così aumentano le esperienze all'estero. L'istituto professionale alberghiero Carlo Porta di Milano, in qualità di scuola capofila del Consorzio Mivet (costituito dall'Iis Frisi di Milano, dall'Ipseoa Caterina dei Medici di Gardone Riviera, nel bresciano, e dall'Iis Lagrange di Milano) ha vinto il bando per l'accreditamento Erasmus+ Vet per il periodo 2021-2027. Un centinaio di studenti, dal terzo al quinto anno di superiori, svolgerà dunque un'esperienza di formazione della durata fra i due e i quattro mesi, in Paesi europei come Irlanda, Francia, Germania, Spagna e Grecia. Si tratta di attività all'interno dei Pcto (quella che in origine si chiamava alternanza scuola lavoro). Il dieci per cento degli studenti sarà reclutato fra quelli con minori opportunità. Ragazzi e ragazze svolgeranno stage presso aziende locali del settore, come ristoranti e hotel .

Non solo studenti

Un'occasione importante anche per gli insegnanti: almeno venti docenti/formatori, infatti, trascorreranno due settimane all'estero per svolgere attività di job-shadowing e per partecipare a corsi di formazione sui temi della digitalizzazione, sostenibilità economica, ambientale e alimentare, per migliorare la conoscenza delle lingue straniere, della metodologia Clil, di strategie di inclusione. Una spinta importante verso l'internazionalizzazione, che partirà già nel corso di questo anno scolastico, come segno di ripresa dopo la crisi dovuta all'emergenza sanitaria che ha penalizzato fortemente le scuole professionali, per l'impossibilità di svolgere appieno i laboratori e gli stage. All'alberghiero Carlo Porta, già nei mesi scorsi, alcuni studenti e studentesse hanno avuto la possibilità di fare esperienze all'estero, tramite programmi Erasmus, grazie ai posti messi a disposizione da una rete di scuole umbre.

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Sostenibilità e inclusione

Ora però, grazie al bando vinto, gli alberghieri di Milano hanno l'opportunità di gestire l'intero programma, che prevede tra l'altro attività preparatorie sui temi della sostenibilità e dell'inclusione.«I ragazzi sono stati dai due ai quattro mesi a Creta e in Normandia - racconta a Radio 24 Alessandro De Benedictis, che ha svolto il ruolo di tutor per gli studenti -. Il timore di ripartire in tempo di pandemia c'era, abbiamo dovuto rispettare i protocolli anticovid sia italiani che dei Paesi ospitanti. C'era il timore per un possibile rimpatrio, ma rispettando tutte le regole siamo riusciti a portare a termine l'esperienza. E anche bene, visto che i ragazzi sono stati molto apprezzati dalle strutture che li hanno ospitati. E' stata riconosciuta la loro professionalità». «Sono molto più fluido nell'inglese - racconta Tommaso, che ha lavorato per due mesi in un bistrot greco, poi in una pasticceria -. Rifarei l'esperienza perché fa crescere, fa capire come ci si comporta, quanto costa la vita, ci insegna ad organizzarci da soli».«È andata benissimo - gli fa eco Eleonora, che ha lavorato per due mesi in un hotel di Creta -. I miei genitori mi hanno spinto a fare questa esperienza nei mesi della pandemia, convinti che ci sarebbe stata meno gente. Mi hanno detto di buttare il cuore oltre l'ostacolo».«Sarei rimasta di più se non fosse ricominciata la scuola. Mi hanno chiesto di restare con loro ed è molto probabile che l'anno prossimo torni lì a lavorare - confessa Camilla, per due mesi aiuto-cuoca in un hotel, anche lei in Grecia -. Ho imparato molte cose. Preparare dieci chili di insalata greca al giorno ti porta ad imparare bene la ricetta».

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