ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’INDICE DI JP MORGAN

L’algoritmo che misura l’impatto dei tweet di Trump sui mercati

Considerando la variabile Trump e l'effetto che i suoi tweet hanno sulle quotazioni del mercato obbligazionario gli analisti di Jp Morgan Chase & Co. hanno creato un vero e proprio indice che misura l'impatto dei tweet sul mercato obbligazionario

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Donald Trump (Reuters)

3' di lettura

NEW YORK - La variabile Trump. Il presidente americano ha rivoluzionato i canoni della comunicazione politica con Twitter. Gli studiosi, almeno su questo, sono tutti d'accordo. Da quando è cominciata la sua presidenza l'agenda dei media tradizionali che seguono la Casa Bianca non è più legata ai briefing quotidiani del portavoce ai giornalisti, che non si fanno più con questa cadenza, com'era in passato ed è stato fino all'era di Barack Obama. Ma Trump usa i tweet per far sapere al mondo intero il suo pensiero. E i giornalisti per capire cosa ha in mente il presidente non guardano più i comunicati ufficiali ma, prima di tutto quando iniziano la giornata, come la preghiera del mattino, Twitter.

I tweet notturni
Negli orari d'ufficio i tweet di @realDonaldTrump sono gestiti dall'ufficio stampa della Casa Bianca e dallo staff dedicato ai social. Ma alla sera e durante la notte è lo stesso Potus, il 45esimo presidente degli Stati Uniti, a pigiare sull'iPhone con le sue dita i cinguettii presidenziali. Axios ha raccontato che Trump, pare, abbia sul suo iPhone un'unica applicazione scaricata: Twitter, la sua ossessione. E che ama, soprattutto alla sera quando guarda sulla tv le notizie del giorno, spesso dal canale amico Fox ma anche dai concorrenti come Cnn, quelli che secondo lui abituati a costruire “fake” news” commentare i fatti della giornata attraverso il suo iPhone twittando il Trump-pensiero. Il suo staff, anche quando Trump è all'estero, deve rincorrere il presidente in ogni dove per assicurargli la connessione alla sera mentre guarda la tv e pigia i tasti del suo iPhone. Succede spesso che i tweet di Trump vengano postati alla Mezzanotte.

Collaboratori sfiancati
Dicono, sempre i bene informati, che la fatica dei collaboratori a controllare il flusso incontrollabile dei tweet presidenziali, sia stata la ragione vera che abbia fatto decidere qualche mese fa alla sua portavoce fedelissima Sarah Sanders di dimettersi, ufficialmente per tornare a fare la mamma a tempo pieno. Sì perché i tweet di Trump, soprattutto quelli notturni, spesso creano problemi l'indomani. Crisi diplomatiche. Imbarazzanti dietro front come la visita cancellata alla Danimarca. Su e giù simili alle montagne russe degli indici di borsa.

L’indice di Jp Morgan
Considerando la variabile Trump e l'effetto che i suoi tweet hanno sulle quotazioni del mercato obbligazionario gli analisti di Jp Morgan Chase & Co. hanno creato un vero e proprio indice che misura l'impatto dei tweet sul mercato obbligazionario. L'indice è serissimo, anche se il suo nome “Volfefe Index” è stato scelto in modo un po' ironico riprendendo un neologismo nato un paio di anni da un tweet notturno di Trump dove il refuso incomprensibile “covfefe” all'epoca fece impazzire gli internauti sui social. Subito dopo la mezzanotte da Washington Trump twittò questo messaggio: “…Nonostante la costante negativa press covfefe”.

Il famoso tweet di Trump del 31 maggio 2017 con la misteriora parola «covfefe»

Il mistero della parola «covfefe»
Probabilmente, il refuso “covfefe” stava per “conference”, conferenza stampa. Ma quella parola lasciò molti dei 64 milioni e passa di follower dell'account di Trump senza commenti o spiegazioni tutta la notte e non venne cancellata se non poco prima delle sei del mattino seguente. Per giorni la parola #covfefe rimase tra i trend topics in cima alla classifica, con i commenti più disparati, molti divertenti qualcuno esilarante.
Il Volfefe Index lanciato da JpMorgan tenta di misurare l'impatto dei tweet presidenziali sul rendimento dei Treasury. Il presidente Trump ha una media di dieci tweet al giorno dal gennaio 2016 dall'inizio della campagna elettorale. Dal giorno del suo insediamento a oggi ha pubblicato almeno 10mila tweet secondo gli analisti di JpMorgan.

I tweet incendiari contro la Fed
Da agosto il presidente ha dedicato almeno 30 tweet a Jay Powell e alla Fed per le critiche sui tassi troppo alti. Inoltre ogni volta che in un tweet Trump ha utilizzato parole come “Cina”, “miliardi”, “democratici”, “grande o “prodotti”, nei successivi cinque minuti c'è stata una variazione nel rendimento dei Treasury, hanno constatato gli analisti di JpMorgan. La “frazione misurabile di volatilità” impatterebbe sui tassi dei contratti swap, legati ai titoli di stato a breve, a due e a cinque anni, più che ai decennali. JpMorgan non è la sola delle grandi banche americane che cerca di capire l'impatto dei tweet di Trump. Gli analisti di Bank of America Merrill Lynch in una nota pubblicata la scorsa settimana sostengono che i giorni nei quali ci sono molti tweet presidenziali i titoli di stato tendono avere un rendimento negativo di 9 punti base in media, mentre i giorni in cui Trump è tranquillo e twitta meno è stato osservato un rendimento medio positivo di 5 punti base.

Tweet o non tweet, in ogni caso, da quando Donald Trump ha vinto le elezioni l'indice S&P 500 è salito di oltre il 35 per cento.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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