FILIERA ITALIA

L’alimentare tiene (export +3%) di fronte al crollo del Pil. Ma per il fatturato persi 3 anni

Il food è ancora in salute e continua il suo trend anticiclico. Incoraggianti i dati del fatturato di giugno che segnano una quasi normalizzazione con -1,1%

di L.Ben.

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(Image'in - stock.adobe.com)

Il food è ancora in salute e continua il suo trend anticiclico. Incoraggianti i dati del fatturato di giugno che segnano una quasi normalizzazione con -1,1%


3' di lettura

Pil in picchiata nel secondo trimestre in Italia (a -12,8%). Un calo così consistente non si registrava dal 25 anni, secondo i dati Istat. Un arretramento preoccupante secondo il Presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara che va fermato al più presto con interventi strutturali per uscire dalla fase emergenziale:” Nei mesi più duri da aprile a giugno, condizionati dallo stop delle attività produttive e dalle misure di contenimento c’è stato il crollo della domanda interna in tutte le sue componenti: dagli investimenti ai consumi delle famiglie che arretrano rispettivamente del 14,9% e dell'11,3% sul primo trimestre (su base tendenziale, la caduta è del -21,6% e del -17,3%) e rappresenta la cartina tornasole della paralisi che ha colpito l'economia del Paese”.

Si aggiunge a questo scenario fortemente preoccupante anche il quarto mese consecutivo di inflazione in negativo, condizionata sia dal calo del prezzo del petrolio che dalla debolezza della domanda. Un fattore, questo aggiunge Gradara, che “potrebbe spingere i consumatori a posticipare ulteriormente gli acquisti, in attesa di una nuova flessione dei prezzi e che rappresenta un altro ostacolo per un rimbalzo dei consumi”.

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Se il Pil è catastrofico così non è per la produzione alimentare gennaio-giugno che segna un -3,3% contro un crollo della produzione nell'industria nel suo complesso del -18,3%. “In questo quadro così fosco l'alimentare si attesta su valori nettamente migliori, ma comunque molto negativi se confrontati con quelli storici del settore” dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato della fondazione Filiera Italia che mette insieme i big del settore.

Nelle casse delle aziende persi 3 anni di fatturato ma continua il trend positivo dell’export
Incoraggianti dunque i dati del fatturato alimentare di giugno che, benché ancora negativi, segnano una quasi normalizzazione con -1,1% recuperando il -5,8% su maggio. “Una flessione contenuta - commentano da Filiera Italia - rispetto al manifatturiero nazionale, ma che comunque per il settore segnerà un'involuzione che porterà verosimilmente il fatturato indietro di quasi 3 anni”. Segnali positivi vengono dall'export che, dopo una partenza accelerata nei primi 3 mesi del 2020 (con +9,4% che ha quasi doppiato la crescita del 2019) fa registrare oggi un +3% di crescita nel periodo gennaio-maggio, periodo durante il quale l'export totale italiano ha segnato un crollo verticale arrivando a toccare un -16,4%.

“I dati diffusi questa mattina dall'Istat confermano il balzo indietro del Paese di 25 anni – afferma il Presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara -. L'andamento dell'economia nel secondo trimestre dell'anno risulta ulteriormente peggiore rispetto alle stime preliminari di fine luglio, con un calo del PIL del 12,8% su base congiunturale, del 17,7% su base tendenziale e con una variazione acquisita per il 2020 del -14,7%. E' la fotografia dello stato di salute del Paese aggiornata con il peso dei mesi più duri, da aprile a giugno, condizionati dallo stop delle attività produttive e dalle misure di contenimento”.
“A incidere fortemente sulla frenata, come ampiamente previsto, il crollo della domanda interna in tutte le sue componenti – precisa Gradara -: dagli investimenti ai consumi delle famiglie che arretrano rispettivamente del 14,9% e dell'11,3% sul primo trimestre (su base tendenziale, la caduta è del -21,6% e del -17,3%) e rappresenta la cartina tornasole della paralisi che ha colpito l'economia del Paese”.
“In questo scenario si aggiunge anche il quarto mese consecutivo di inflazione in negativo, condizionata sia dal calo del prezzo del petrolio che dalla debolezza della domanda. E' un fattore che potrebbe spingere i consumatori a posticipare ulteriormente gli acquisti, in attesa di una nuova flessione dei prezzi e che rappresenta un altro ostacolo per un rimbalzo dei consumi”.
“Il cammino per la ripresa economica appare dunque ancor più lento e incerto: l'autunno sarà decisivo per mettere in atto misure strutturali e dal rapido effetto. Occorre uscire definitivamente dalla fase emergenziale e dalle misure tampone adottate sino ad oggi e predisporre un piano di intervento strutturale, sfruttando nel migliore dei modi le ingenti risorse che dovranno essere investite”, conclude Gradara.


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