rapporto sul clima

L’allarme dell’Onu: oceani sempre più caldi e ghiacciai a rischio

Massima allerta anche sul ghiacciaio di Planpincieux (Monte Bianco) che minaccia di crollare


Clima: oceani sempre più caldi, aumenta lo scioglimento dei ghiacciai

3' di lettura

«La perdita globale dei ghiacciai, la fusione del permafrost e il declino nella copertura della neve e nella estensione dei ghiacci artici sono destinati a continuare, a causa dell'aumento della temperatura dell'aria in superficie, con inevitabili conseguenze per straripamenti di fiumi e rischi locali. La grandezza di questi cambiamenti della criosfera è destinata ad aumentare ulteriormente nella seconda metà del ventunesimo secolo». È l’allarme lanciato dall’Ipcc, il comitato scientifico dell'Onu, nel suo rapporto su oceani e ghiacci.

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Oceani sempre più caldi
A causa del riscaldamento globale - scrive ancora l’Ipcc - nel secolo in corso gli oceani vedranno un aumento senza precedenti della temperature e della acidificazione, un calo dell’ossigeno, ondate di calore, piogge e cicloni più frequenti e devastanti, aumento del livello delle acque, diminuzione degli animali marini.

Danni in aumento da ondate di calore
Il rapporto, diffuso oggi dal Principato di Monaco (dove sono riuniti da giorni i ricercatori per la stesura finale) va ad integrare quello uscito a maggio (”Cambiamento climatico e territorio”), e quello su “Riscaldamento globale a 1,5 gradi” uscito nell'ottobre del 2018.
Nel ventunesimo secolo, secondo l’Ipcc, «ondate di calore marine ed eventi estremi come El Nino e La Nina sono destinati a diventare più frequenti. Eventi estremi di livello del mare che erano storicamente rari (uno al secolo nel passato) sono destinati ad avvenire più di frequente (almeno una volta all'anno) in molte zone al 2050, specialmente nelle regioni tropicali. L'aumento del livello del mare continuerà anche oltre il 2100».

Per l’Ipcc i cambiamenti futuri nella criosfera sulla terraferma (i ghiacciai montani e le coperture polari) sono destinati a colpire le risorse idriche e i loro usi, come l’idroelettrico e l’agricoltura. Gli incendi si prevede che aumenteranno in modo significativo per il resto del secolo nella tundra e nelle regioni boreali, così come in alcune regioni montane.

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Riscaldamento degli oceani raddoppiato dal 1993
Infine, il rapporto dà alcuni dati importanti sulle temperature degli oceani, «che si sono riscaldati senza interruzione dal 1970 e hanno assorbito più del 90% del calore in eccesso del sistema climatico». «Dal 1993 - scrivono i ricercatori dell’Ipcc nel rapporto - il tasso del riscaldamento dell'oceano è più che raddoppiato. Le ondate di calore marine sono raddoppiate in frequenza dal 1982 e stanno aumentando in intensità». «Il livello medio del mare sta salendo - si legge ancora nel rapporto - con una accelerazione nei decenni recenti a causa dell'aumento dei tassi di perdita di ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide». Lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost sulla terraferma e il riscaldamento dei mari hanno insomma modificato gli ecosistemi marini, costieri e terrestri modificando la vegetazione e costringendo gli animali a spostarsi.

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Allerta sul ghiacciaio valdostano di Planpincieux
Il tema affrontato dal rapporto Onu ha una ricaduta attuale sul territorio italiano, dove c’è apprensione in Val d’Aosta per il ghiacciaio di Planpincieux, sul massiccio del Monte Bianco, che rischia di crollare sulla Val Ferret, sopra Courmayeur. La velocità del movimento giornaliero della sua massa, infatti, è aumentata negli ultimi giorni superando il mezzo metro. A partire da giovedì sarà allestito un radar che sorveglierà in tempo reale, 24 ore su 24 il ghiacciaio, mentre il sindaco del comune valdostano, Stefano Miserocchi, ha convocato alle 17.45 in municipio, una riunione con i proprietari, i residenti e gli esercenti della Val Ferret, la zona che potrebbe essere interessata dalla caduta di ghiaccio. Il caso del ghiacciaio di Planpincieux è stato citato anche dal premier Giuseppe Conte all’assemblea generale dell’Onu come un caso emblematico di allarme che «deve scuoterci tutti e mobilitarci».

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