Ristorazione

L’allarme di Fipe: le aziende disdettano gli eventi natalizi

Gli incassi di dicembre valgono il 10% del fatturato annuo e ora con il peggioramento dell’emergenza sanitaria si profilano mancati incassi per quasi 2 miliardi di euro rispetto al 2019

di Enrico Netti

(Adobe Stock)

2' di lettura

Troppe incognite sul Natale e i ristoratori si preparano a servire meno clienti mentre le aziende disdicono i tradizionali pranzi e cene con i dipendenti, partner e clienti. Questo l’allarme lanciato da Fipe-Confcommercio. Infatti secondo le stime dell’Ufficio Studi di Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) saranno 4,4 milioni le persone che il 25 dicembre sceglieranno uno degli oltre 76mila locali aperti per brindare in famiglia o con gli amici.
Un dato sul quale pesa ancora la situazione di incertezza determinata dall’incidenza della pandemia: rispetto al 2019, infatti, le previsioni per il 25 dicembre indicano un calo della clientela quantificato in 500mila avventori e anche del numero di locali pronti a restare aperti il giorno di Natale, il 64,1% del totale. Pesano, da un lato, il peggioramento dell’emergenza sanitaria, dall’altro il nuovo super green pass. Infatti quasi un ristoratore su due prevede un impatto significativo del provvedimento sul totale delle prenotazioni, mentre il 12,4% preferisce non lanciarsi in alcuna ipotesi per il momento. Ciò che appare evidente, invece, è che cominciano ad arrivare le prime disdette anche se, per il momento, sono ancora poche. Solo il 4,4% degli imprenditori segnala passi indietro da parte degli avventori. Per 6 ristoratori su dieci le aspettative rimangono positive o molto positive, a fronte di un 30% di gestori che, al contrario, vede un Natale ancora in chiaroscuro.
«Dicembre è un mese estremamente delicato per il mondo della ristorazione – spiegano dall’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio – da solo vale il 10% del fatturato dell’anno e dunque l’attenzione è massima. In questo 2021 saremo ancora lontani dai livelli precovid: la nostra previsione per il mese è infatti di 7,1 miliardi di euro, a fronte degli 8,8 miliardi del 2019. Una flessione del 19,4% sul quale pesa sicuramente la contrazione dei flussi turistici internazionali, anche in conseguenza delle misure restrittive adottate dal Governo, ma anche la riduzione degli eventi aziendali, per i quali registriamo numerose cancellazioni».
Cresce, infine, la previsione di spesa degli italiani per il menu delle feste: dai 56 euro del 2019 siamo passati a 60 euro di media. Nel 13,7% dei locali si potranno spendere meno di 40 euro, nel 42,7% dei casi il conto oscillerà tra le 40 e le 60 euro, mentre nel 43,6% dei ristoranti si supereranno le 60 euro. Secondo le stime di Fipe-Confcommercio, dunque, la spesa complessiva degli italiani si assesterà attorno ai 266 milioni di euro. A farla da padrone, anche quest’anno, saranno i menù a prezzo fisso: formula scelta dal 78,8% dei gestori, con il 44,7% che ha deciso di includere anche le bevande, mentre il 34,1% ha preferito escluderle.

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