LA CIRCOLARE

L’allarme Viminale: «Mascherine e medicine, consegne a rischio»

Il ministero dell’Interno ai prefetti: pericolo di blocco della distribuzione commerciale su beni urgenti, mediare e risolvere gli scontri in atto

di Marco Ludovico

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Il ministero dell’Interno ai prefetti: pericolo di blocco della distribuzione commerciale su beni urgenti, mediare e risolvere gli scontri in atto


2' di lettura

Il clima tra i lavoratori e le imprese in attività nel settore logistico si fa teso ogni giorno di più. Così il ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, oggi ha mandato una nota urgente a tutti i prefetti. Parola d’ordine: raffreddare i conflitti.

L’allerta su tutto il territorio
La nota ministeriale, firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, è indirizzata a tutti i prefetti sul territorio. Inviata anche al dipartimento di Pubblica sicurezza: le tensioni sindacali possono generare problemi di ordine pubblico. E al dipartimento dei Vigili del Fuoco per sollecitare il loro sostegno ai Comuni per la sanificazione di strade, uffici e aree all’aperto.
Mascherine e medicine, rischio di mancata consegna
Il Viminale sottolinea di essere stato contatto dalle associazioni di categoria per “la conflittualità che caratterizza il comparto “Logistica, trasporto e spedizioni” in questi giorni”. C'è un pericolo gravissimo: “Una situazione di rallentamento nella consegna dei prodotti di indispensabile uso” per l'emergenza COVID-19 come “farmaci, mascherine, camici e materiali di supporto all'attività medica”.
Con le agitazioni blocco della distribuzioni
Sono in ballo “astensioni generalizzate e coordinate dal lavoro”: secondo le segnalazioni delle categorie al ministero dell'Interno “provocano il blocco della distribuzione”. Ma c'è anche un altro profilo critico: “Si registrano nel Paese azioni di protesta – scrive il prefetto Piantedosi – per l'asserita, mancata applicazione da parte delle aziende delle misure di protezione stabilite dai recenti provvedimenti governativi volti al contenimento dell'emergenza”.
Effetti generalizzati del fermo produttivo
Ci sono due aspetti ad alto rischio. “La rete della logistica – ricorda la nota ministeriale – rappresenta una struttura interconnessa in cui trasporto, smistamento e consegna sono attività necessariamente collegate”. Pertanto “la singola azione di protesta può attivare dinamiche di blocco anche la di fuori della dimensione locale”. E avere effetti, il Viminale non lo dice ma si può immaginare, anche a livello nazionale.
Il rischio di disordini e scontri.
Servono dunque “azioni di mediazione ovvero di dissuasione” raccomanda il Viminale ai prefetti. A cominciare ai “richiami al senso di responsabilità” viste le esigenze “di tutela della salute pubblica e dell'intera collettività”. Devono essere, quelli dei rappresentanti di governo sul territorio, interventi “di carattere essenzialmente preventivo”. Anche perché possono “riflettersi sul piano dell'ordine pubblico e, allo stato, gravare sull'attività di controllo svolta dalle Forze di Polizia”.

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