ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEccellenze

L’alluvione ferma il progetto del polo del denim marchigiano

A Sassoferrato era quasi pronto lo spazio con laboratorio, museo e un centro di formazione dedicato ai giovani, per far scoprire loro i tesori della “jeans valley” del territorio. Ora lo stop, ma si vuole ripartire al più presto

di Chiara Beghelli

L’area distrutta di Sassoferrato dove si trova la sede del progetto dedicato al denim marchigiano di Alessandro Marchesi

2' di lettura

C’era una tabella con scritto “Scuola Necchi”, degli scaffali recuperati da una vecchia tessitura del comasco con le diciture di ogni tessuto, macchine da cucire d’altri tempi. C’erano, ma ci sono ancora. Nel giro di sole due ore, lo scorso 15 settembre, l’alluvione delle Marche ha solo fermato un progetto in corso da tre anni e che a inizio 2023 avrebbe portato all’inaugurazione nel piccolo e antico borgo di Sassoferrato di un innovativo polo dedicato al tessile d’eccellenza, e al jeans prodotto nell’adiacente distretto della “denim valley”.

Un laboratorio, un museo, ma soprattutto spazi per le start up e una scuola per dare l’opportunità ai più giovani di scoprire la bellezza di far bene un paio di jeans, dalla tintura alla confezione. «Era il mio modo di lasciare un’eredità al paese dove sono nato e ho iniziato la mia carriera», spiega Alessandro Marchesi, fondatore di Compagnia del Denim, azienda di Serra dei Conti, e appassionato difensore del denim “made in Marche”, un distretto nato negli anni 50 e oggi noto e apprezzato anche dai grandi marchi della moda per la qualità e la sostenibilità dei suoi prodotti. Marchesi è anche un collezionista di denim di tutto il mondo e ha dato vita a un archivio ricchissimo visitato da designer e artisti di tutto il mondo, oltre a essere la base per il progetto Memory’s Ltd, marchio di moda rigenerata.

Loading...

Un patrimonio che nello spazio di origini medievali di un ex pastificio, dunque senza consumo di territorio, sarebbe stato trasmesso ai giovani per rilanciare l’economia locale in modo virtuoso. Dove persino gli interruttori non erano in plastica, ma in bakelite, e le ceste per i rifiuti in vimini. Il fango ora ha invaso tutto. «I progetti per il lancio della scuola erano già stati avviati – prosegue l’imprenditore –. Ma ci stiamo dando da fare per riprenderli quanto prima, fiduciosi che i sostegni per ripartire arriveranno presto».

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti