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L’alta gioielleria di Dolce&Gabbana entra a Palazzo Ducale: pietre dal mondo e lavorazioni made in Italy

Proseguono a Venezia le presentazioni delle collezioni più esclusive della maison, per una clientela internazionale arrivata anche da Stati Uniti, Russia e Emirati arabi

di Giulia Crivelli

4' di lettura

A distanza di poche ore dalla presentazione della prima linea casa Dolce&Gabbana, cambia il palcoscenico – dalla Scuola Grande della Misericordia a Palazzo Ducale – e cambiano i protagonisti: mobili e complementi d’arredo lasciano i riflettori all’alta gioielleria. Centinaia gli ospiti arrivati da quasi tutto il mondo, tranne che da Paesi, come la Cina, che continuano ad avere i confini chiusi in entrata e in uscita. Tre giorni di eventi che proseguiranno fino a domani, lunedì 30, con la presentazione dell’alta gioielleria da uomo e dell’alta sartoria. La tecnologia aiuterà chi non è a Venezia: dalle 18.40 sarà possibile seguire in streaming la sfilata di alta moda che si terrà in piazza San Marco e domani dalle 19.15 quella di alta sartoria. Mentre per i clienti cinesi sono state organizzate preview e mini show virtuali ad hoc.

Pezzi unici che esaltano l’arte orafa

L’alta gioielleria per Dolce&Gabbana è appena più giovane dell’alta moda, che ha debuttato nel 2012. «Sono solo otto anni che ci dedichiamo a questo segmento della gioielleria, seguendo però la stessa ispirazione dell’alta moda e alta sartoria – spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Eccellenza delle materie prime, con gemme e pietre preziose e semipreziose cercate e trovate in giro per il mondo dai nostri gemmologi; artigianalità orafa, con tutte le tecniche sviluppate nei secoli in diverse regioni italiane; e poi naturalmente il nostro Dna». Un mix che ha permesso in un tempo relativamente breve a Dolce&Gabbana di distinguersi e attrarre l’attenzione di collezionisti anche fuori dai clienti dell’alta moda. Un traguardo importante per un segmento, l’alta gioielleria, in cui operano maison con centinaia di anni di storia, da Cartier a Van Cleef&Arpels, da Tiffany a Buccellati. A ogni tappa del gran tour di Dolce&Gabbana, sono i simboli del luogo che ospita le sfilate e presentazioni a ispirare le collezioni: vale per gli abiti e per i gioielli, dove si ritrovano i colori e le atmosfere di Venezia e immagini universali come il Leone e le gondole (nella foto in alto, un collage di alcuni gioielli).

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La novità del 2021, i diamanti «senza prezzo»

La presentazione dell’alta gioielleria si è svolta in due grandi sale di Palazzo Ducale, alla presenza, tra gli altri, di Anna Wintour, editor-at-large di Vogue America e di fatto coordinatrice di tutte le edizioni della rivista. Vestita con un lungo abito a fiori, con il conosciutissimo caschetto (forse un po’ più biondo del solito, per la cronaca, si veda la fotto qui sotto), la Wintour si è fatta spiegare ogni anello, collana, spilla, parure di orecchini e collier delle teche della prima sala. Oro bianco e rosa e rubini, smeraldi, perle, smalti, persino murrine. Pezzi unici che solo una persona potrà possedere, anche perché spesso le pietre più preziose del gioiello sono, per definizione, non replicabili. Il valore dei gioielli della prima sala parte da 200mila euro per superare i due milioni. Solo sette le teche della seconda sala, con un unico protagonista, il diamante. Pietre fino a 50 carati, per collier, anelli e orecchini il cui valore resta segreto. A meno di non essere interessati all’acquisto.

I pezzi unici di alta gioielleria Dolce&Gabbana

I pezzi unici di alta gioielleria Dolce&Gabbana

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Una nicchia di clienti che non si può ignorare

I clienti dell’alta moda e sartoria di Dolce&Gabbana, che a Venezia sono venuti anche per l’alta gioielleria da donna e da uomo e per l’alta orologeria sono per definizione – come per l’haute couture di altre maison del lusso, da Dior a Valentino, da Giorgio Armani a Chanel – un numero molto limitato di persone con disponibilità economiche difficilmente paragonabili alla maggior parte delle persone che acquistano pret-a-porter. Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con la schiettezza che li contraddistingue, lo dicono con molta chiarezza: «Noi, come tutti, quando desideriamo comprare qualcosa ci informiamo sul prezzo, facciamo delle valutazioni, magari ci abbandoniamo a qualche eccesso, ma scegliamo sempre all’interno di un perimetro, dandoci alcuni limiti. I clienti dell’alta moda e quindi dell’alta gioielleria non hanno questo filtro. Non si chiedono quanto costi un abito o una collana, quale sia l’occasione d’uso, se sia “facile” da portare o no. Se qualcosa li colpisce e se ne innamorano, lo desiderano e lo acquistano». È un esercizio che lascia il tempo che trova, potremmo aggiungere, discutere sull’opportunità di un atteggiamento simile da parte di persone con mezzi pressoché illimitati. Per Dolce&Gabbana, il risultato di aver costruito una «comunità» di clienti dei loro pezzi unici è di aver dato lavoro a centinaia di artigiani in tutta Italia e di aver dato libero sfogo alla loro creatività e a quella di tutte le persone, non solo degli uffici stile, che lavorano per l’azienda.

Effetti collaterali desiderati

«Creare e poi realizzare collezioni di pezzi unici di abbigliamento, accessori, gioielli e orologi è il nostro modo per mostrare concretamente, con i fatti oltre che con le parole, quanto crediamo nell’artigianalità – aggiungono Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Il nostro sogno, che in parte si sta realizzando, è vedere i giovani avvicinarsi al mondo del fatto a mano. Lo stanno facendo ragazze e ragazzi che vorrebbero imparare questi antichi mestieri e lo stanno facendo anche ragazze e ragazzi che possono permettersi di comprare oggetti o abiti con prezzi molto elevati e lo fanno perché ne comprendono il valore». I due stilisti e imprenditori raccontano inoltre che le energie creative profuse nell’alta moda influenzano positivamente il lavoro sulle collezioni di pret-a-porter. «Non possiamo né vorremmo lavorare a compartimenti stagni: anche inconsapevolmente, le sperimentazioni che facciamo nell’alta moda, sartoria e gioielleria, possono contribuire al resto dell’universo Dolce&Gabbana».

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