da parigi

L’alta gioielleria non conosce crisi

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Dopo qualche diffidenza iniziale, le maison che partecipano alle settimane dell’haute couture di Parigi e la Camera della moda francese ancor prima di loro, sembrano aver compreso il valore della sinergia con l’haute joaillerie. Piccoli grandi capolavori di arte orafa sono il naturale complemento di altrettanti piccoli grandi capolavori di creatività e artigianalità.

Abiti e gioielli inevitabilmente destinati – non fosse che per il prezzo – a un pubblico ristrettissimo. Ma per le maison che, parallelamente, sono presenti nel prêt-à-porter o in segmenti più accessibili della gioielleria e orologiera, le collezioni di altissima gamma presentate a Parigi sono una palestra creativa e un modo per comunicare l’esclusività che può esprimere il marchio, il suo savoir faire, il suo fascino e la sua storia.

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Così quest’anno il calendario ufficiale dell’haute joaillerie comprendeva Boucheron, Chopard, Chanel Joaillerie, Chaumet, De Beers, Dior Joaillerie e Louis Vuitton. Ma hanno presentato le rispettive novità anche Buccellati, Damiani, de Grisogono, Giampiero Bottino e altri, sconfinando a volte nell’alta orologeria.

Secondo il Monitor Altagamma 2017, realizzato da Bain&Company in collaborazione con Fondazione Altagamma (si veda anche Il Sole 24 Ore del 30 maggio): le vendite di beni di lusso personali dovrebbero chiudere l’anno in crescita del 4% a 259 miliardi di euro e il comprato hard luxury (orologi e gioielli di lusso, appunto) dovrebbe mettere a segno un +2%, mentre nel 2016 era risultato in calo, soprattutto a causa della frenata di acquisti da parte dei cinesi, in patria e all’estero. A Parigi, per le presentazioni di alta gioielliera, le maison hanno portato facoltosi clienti da tutto il mondo, spesso offrendo loro percorsi artistici ed enogastronomici, accanto alle visite in showroom.

La maggior parte degli acquirenti dei pezzi unici di alta gioielleria (che possono arrivare a costare milioni di euro) desiderano restare anonimi e non vogliono che i gioielli comperati vengano mostrati ad altri – anche solo in fotografia – dopo l’acquisto.

Sono gli ultimi giorni quindi per sognare un po’, vedendo almeno su internet le immagini di collier, anelli, orecchini, spille e bracciali e orologi per i quali l’unico aggettivo adatto, solo apparentemente banale, è principesco. Come dimostrano anche i riferimenti creativi: la collezione Flying Cloud (nuvola volante) di Chanel Joaillerie si ispira allo yacht di Hugh Grosvenor, secondo duca di Westminster e soprattutto, leggenda vuole, amante di Gabrielle Chanel. Chopard ha voluto incrociare Oriente e Occidente: Caroline Scheufele ha creato la Silk Road Collection in collaborazione con la designer cinese Guo Pei. Da matrimonio reale la tiara Carlotta di Buccellati: al centro un diamante a goccia da 4,22 carati, circondato da altri 357 diamanti, per un totale di quasi 16 carati e un prezzo rimasto segreto.

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