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L’alta moda di Dolce&Gabbana sfila in piazza San Marco, sulle note di Vivaldi e Puccini

Una collezione di cento abiti unici ispirati ai simboli della città, dal Carnevale alla musica barocca - La star americana Jennifer Hudson ha cantato l’aria «Nessun dorma»

di Giulia Crivelli

Dolce&Gabbana - AltaModa - Venezia 2021

4' di lettura

Cento abiti per cento modelle arrivate in piazza San Marco con altrettante gondole. La sfilata della collezione di alta moda di Dolce&Gabbana ha completato il secondo giorno di eventi organizzati a Venezia dalla maison, che nei giorni scorsi ha presentato l’alta gioielleria e ha stupito con il debutto della linea casa, con un allestimento alla Scuola Grande della Misericordia.

Uno spettacolo per la città

A goderselo al meglio sono state le persone sedute vicino alla lunga passerella rossa, ma la sfilata è stata uno spettacolo offerto alla città (e trasmesso in streaming a partire dalle 18.40, con una puntualità inusuale in occasioni di questo genere). «Quando abbiamo deciso di organizzare le giornate di alta moda e alta sartoria e alta gioielleria a Venezia ci siamo detti, perché non proviamo a chiedere di sfilare in piazza San Marco? – spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Nella peggiore delle ipotesi ci prenderanno per pazzi e ci diranno di no. Nella migliore diranno di sì...». I due stilisti e imprenditori hanno sottolineato che la collaborazione con il sindaco e il comune di Venezia e le altre istituzioni coinvolte è stata continua e costruttiva, come lo era stata un anno fa a Firenze, per gli eventi 2020 delle collezioni più esclusive.

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Ospiti da tutto il mondo

Venezia sta risorgendo con le sue forze dall’incubo del Covid: mercoledì 1° settembre si apre il festival del cinema, è ancora in corso la biennale di architettura e dal 4 settembre inizia la Venice Glass Week. Ma eventi come quello di Dolce&Gabbana danno un contributo importante all’indotto di ristoranti, alberghi, servizi: la maison ha portato in città cinquecento ospiti da tutto il mondo e riempito gli alberghi di turisti che tutto sono meno che “mordi e fuggi”. I clienti di alta moda e sartoria – un’avventura che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno iniziato nel 2012 – sono arrivati dalle Americhe, dagli Emirati e dalla Russia, mentre per i clienti cinesi sono state organizzate mini sfilate e presentazioni digitali.

Il bello della “diretta”

Se la tecnologia ha aiutato (oggi dalle 19 sarà possibile vedere in streaming anche la sfilata di alta sartoria, con in pezzi unici da uomo), nulla può battere il brivido (e le sorprese) della realtà. Dopo lo show di ballerini e mimi che impersonavano le maschere del carnevale e dopo un emozionante Miserere cantato da una possente voce femminile, la sorpresa della serata: la star americana Jennifer Hudson, che presto vedremo nel biopic su Aretha Franklin, ha cantato sulle note di un pianoforte sul quale la sua forza vocale ha sovrastato l’aria Nessun dorma, forse la più celebre della Turandot di Giacomo Puccini. Meno di 80 parole (77 per la precisione) per diciannove “versi”, scanditi da Jennifer Hudson con passione, che hanno dato l’idea di quanto possa essere attuale – o meglio, senza tempo – l’opera lirica. Sopra la cantante, il cielo appena macchiato da piccole nuvole e i colori del tramonto stavano lasciando il posto a minacciose nube grigie. Ma qualcuno – le nuvole, il Leone di Venezia che sorveglia dall’alto piazza San Marco, i gabbiani che volavano sempre più basso – ha avuto pazienza. O clemenza. O forse tutti, a qualsiasi altitudine, erano concentrati sugli abiti in passerella. Ha iniziato a piovere solo alla fine e c’è stato persino il tempo di un arcobaleno sopra palazzo Ducale.

L'alta moda di Dolce&Gabbana abbraccia Venezia

L'alta moda di Dolce&Gabbana abbraccia Venezia

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Artigianalità da manuale

«Abbiamo sempre creduto nella forza del made in Italy e nel patrimonio creativo e artigianale del nostro Paese. In fondo anche noi nasciamo proprio come artigiani desiderosi di dare forma alle loro idee! Ma dal 2012 abbiamo dato ancora più concretezza a questa visione – raccontano Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Creare e realizzare le collezioni di alta moda e sartoria e gioielleria ispirandosi ogni volta a una città o a un luogo magico dell’Italia, ci ha permesso di scoprire o riscoprire saperi artigianali locali e italiani più in generale. Solo grazie a questo lavoro congiunto con gli artigiani sono nati i pezzi unici e irripetibili che sfilano a Venezia e che negli anni scorsi hanno sfilato in altre località straordinarie, da Napoli al lago di Como, dal palco della Scala di Milano alla valle dei templi di Agrigento». L’auspicio dei due stilisti è duplice: da una parte offrire visibilità agli artigiani e ai rispettivi saperi, dall’altra far capire ai giovani il fascino di questi percorsi professionali.

I debutti in passerella

Tra le cento modelle, alcune erano giovanissime e arrivate dagli Stati Uniti con i genitori, già molto famosi: parliamo di Deva Cassell, figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassell, e delle figlie di Christian Bale e Puff Daddy (tre gemelle). «Hanno tutte circa 17 anni e una freschezza ed entusiasmo in linea con quello della nostra alta moda – hanno spiegato Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. E contribuiscono a sfatare un luogo comune, che l’alta moda sia solo per signore sopra una certa età. Abiti eccezionali, che sembrano usciti dai sogni o dalle favole, piacciano a donne di ogni età. E la vera magia è che non sono sogni o fiabe, sono l’unione della creatività Dolce&Gabbana con la maestria artigianale».

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