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L’alta orologeria di Lvmh lascia Baselworld

Le maison Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith, tutte in portafoglio al colosso francese, non parteciperanno all’edizione 2021 della fiera, come annunciato da poco anche da Rolex, Patek Philippe, Chopard, Chanel e Tudor

di Paco Guarnaccia

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Le maison Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith, tutte in portafoglio al colosso francese, non parteciperanno all’edizione 2021 della fiera, come annunciato da poco anche da Rolex, Patek Philippe, Chopard, Chanel e Tudor


3' di lettura

I brand orologieri di proprietà di Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo, escono da Baselworld, la più antica fiera orologiera del settore. Hublot, Tag Heuer e Zenith, che fanno parte della divisione orologi del colosso francese, e Bulgari non saranno quindi presenti all’edizione 2021, che era stata messa in calendario a gennaio dopo l’annullamento di quella di quest’anno per il coronavirus. Il comunicato appena rilasciato spiega che l’uscita dalla manifestazione di Rolex, Patek Philippe, Chopard, Chanel e Tudor comunicata lo scorso 14 aprile ha creato «un contesto di evidente indebolimento di rappresentatività dell’industria orologiera svizzera». Tanto più che le stesse maison avevano anche contestualmente annunciato che avrebbero organizzato un evento a Ginevra nello stesso periodo in cui si svolgerà l’altra grande fiera del mondo delle lancette, Watches & Wonders, in partnership con l’ente organizzatore, la Fondation Haute Horologerie. Quindi, prosegue il comunicato di Lvmh, «i brand della divisione orologi e la maison Bulgari hanno deciso di annullare a loro volta la partecipazione all’edizione di Baselworld 2021 per preservare la propria immagine con clienti e media».

I dati del primo trimestre di Lvmh
Di ieri sono i dati trimestrali di Lvmh, che confermano l’impatto del coronavirus sul lusso: il comparto Watches & Jewelry, nel periodo gennaio-marzo, ha registrato vendite per 792 milioni di euro (su un totale del gruppo pari a 10,6 miliardi), in calo del 26% rispetto allo stesso periodo del 2019. Come era accaduto nella crisi iniziata nel 2008, il comparto dell’hard luxury è più sensibile ai momenti di emergenza economica e finanziaria. Il dato complessivo di Lvmh sulle vendite infatti è calato “solo” del 15%.

Il futuro incerto di Baselworld
Per la fiera di Basilea la situazione ora è sempre più drammatica. La decisione dei brand di Lvmh è stata comunque sofferta, considerando il loro ruolo di rilievo nel padiglione principale di Baselworld, ma era nell’aria. «Siamo molto dispiaciuti di dover abbandonare questo appuntamento più che centenario – dice Stéphane Bianchi, ceo della Watch Division di Lvmh e ceo di Tag Heuer –. È comunque evidente che, in queste condizioni, dobbiamo reagire rapidamente e mettere a punto altre strategie. Abbiamo l’opportunità di reinventare il formato e il contenuto di uno dei momenti chiave del nostro anno orologiero, che rappresentava una grande sfida commerciale e una leva strategica per l’influenza dei nostri marchi. In questa prospettiva, faremo ogni sforzo per essere presenti con le altre prestigiose maison che si incontreranno a Ginevra nell’aprile 2021».

Alleanza con Rolex e le altre maison per Ginevra?
La strada tracciata è quindi quella di far parte del progetto annunciato dalle cinque maison fuoriuscite il 14 aprile. Lo confermano, di fatto, le parole di Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, brand che, contrariamente agli altri di proprietà di Lvmh, a febbraio aveva già dichiarato che non avrebbe comunque partecipato a Baselworld 2020 qualora si fosse svolta, ma che non aveva chiuso la porta ad una presenza l’anno successivo. Questo prima dell’ultima decisione presa congiuntamente che ha cambiato decisamente i programmi: «Non vediamo l’ora di andare a Ginevra nell’aprile 2021, anche se dobbiamo ancora definire la modalità della nostra partecipazione che preciseremo nelle prossime settimane – spiega Babin –. Riunire l’intera industria orologiera svizzera in un unico luogo, Ginevra, capitale storica dell’orologeria, e in un’unica data è una grande opportunità per rilanciare finalmente un settore indebolito da troppe divisioni e interessi divergenti rispetto al resto del settore lusso, di cui Bulgari è protagonista, e che progredisce molto più rapidamente».

Ri-organizzazione delle iniziative speciali
Lo stesso manager ha anticipato anche che probabilmente l’anno prossimo, visto il cambiamento dello scenario, verranno accantonate sia l’esperienza Lvmh Watch Week che aveva debuttato lo scorso gennaio a Dubai con la soddisfazione dei brand presenti (nella foto in altro, tre modelli di Zenith, Bulgari e Hublot presentati in quell’occasione), sia quella chiamata Geneva Watch Days che, ad oggi, si dovrebbe svolgere in agosto, e alla quale hanno aderito otto maison tra le quali Bulgari, Breitling, Girard-Perregaux e Ulysse Nardin: «Siamo lieti di non dover compensare, come nel 2020, l’assenza di fiere orologiere istituzionali che quest’anno ci ha costretto a prendere iniziative utili a breve termine ma non strategiche a medio termine». A questo punto il calare del sipario su Baselworld sembra essere sempre più vicino.

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