Hotellerie

L’alta ospitalità made in Italy secondo Shedir, nuovo gruppo di hotel di lusso

Il ceo Martino Acampora racconta le novità e i progetti della holding, dai nuovi hotel di Roma ai futuri piani per altre città italiane: «Siamo artigiani dell’ospitalità: il contatto umano è imprescindibile»

di Sara Magro

L'hotel Maalot aprirà a Roma il 5 giugno 2021

3' di lettura

Shedir è nata nel gennaio del 2020, poco prima dello scoppio della pandemia da Covid19. E come quasi tutto, anche il nuovo gruppo di alta ospitalità fondato da Martino Acampora ed Eduardo Safdie ha dovuto rimandare di un anno il lancio ufficiale. La holding che si occupa di real estate, developing e operating è ora pronta a presentare il suo portfolio di cinque stelle divisi in tre brand: Maalot, Vilòn e Domum.

La lounge dell'hotel Vilòn, 18 camere nel centro di Roma, con un ristorante romantico dalla cucina molto curata.

Tre brand per tre concept diversi

«Ogni brand avrà un suo concept - spiega il ceo Martino Acampora -. I Maalot sono alberghi conviviali, i Vilòn hanno stile residenziale urbano, mentre i Domum sono quelli storici». Attualmente gli hotel aperti sono il Tiberio Palace a Capri e il Vilòn, un piccolo hotel di 18 camere con l'atmosfera di un'elegante casa nel centro di Roma, e un ristorante ormai affermato per i suoi brunch e la cucina di alto livello. Altri tre sono in apertura, sempre a Roma, entro la fine del 2021. Il primo a inaugurare il 5 giugno sarà l'hotel Maalot, a due passi dalla fontana di Trevi, con 30 camere, un bar e un ristorante in cortile. A fine estate aprirà Palazzo Roma, dove due squadre di restauratori hanno lavorato con immensa pazienza per ripristinare affreschi, stucchi e boiserie negli spazi condivisi e nelle 39 camere. Infine, in autunno, sarà la volta di Palazzo Shedir, minimalista con stile anni Cinquanta: 29 suite, 17 appartamenti e una magnifica terrazza su piazza Venezia, è pensato per soggiorni più lunghi del classico weekend.

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Martino Acampora, ceo di Shedir, holding italiana fondata con l'imprenditore Eduardo Safdie.

Dai grandi alberghi all’ospitalità «su misura»

Martino Acampora ed Eduardo Safdie si sono conosciuti a Capri, dove il primo era general manager dell'hotel JK Place, e il secondo proprietario del Tiberio Palace e comproprietario del marchio JK Place. Martino Acampora arriva da una famiglia di albergatori di Sorrento, ma a 18 anni ha lasciato la Campania per specializzarsi nelle scuole dell'alta ospitalità. Come spesso accade in queste storie, non è rientrato a casa finché non si è presentata l'occasione del JK, dove cercavano un general manager dal profilo internazionale, ma campano. «All'epoca lavoravo in grandi gruppi alberghieri, non pensavo di tornare alla dimensione famigliare - racconta -. Tuttavia il progetto JK mi ha convinto a tal punto da accettare, passando dal gestire grandi strutture di Londra e Washington a un boutique hotel di 22 camere su un'isola. In realtà, quel piccolo albergo aveva un potenziale straordinario. A quanto pare i risultati sono stati soddisfacenti, dato che Safdie mi ha proposto di diventare suo socio in Shedir».

Una suite dell'hotel Maalot, a Roma.

Così è nata la holding, sulla comune passione per gli alberghi di alto livello: «Noi ci definiamo artigiani dell'ospitalità. Stare con noi è come farsi fare un abito in sartoria. Ed è un concetto diverso dal comprare un vestito già fatto di un brand di lusso». E continua: «Il nostro obiettivo è esprimere la grande ospitalità italiana, che sa unire patrimonio culturale con architettura e arte contemporanea, e l'esperienza del lusso italiano che spicca sempre per il suo artigianato, gli chef, i produttori, il design», spiega Acampora.

Design e contatti umani in primo piano

Proprio il design è un tema centrale: gli hotel sono progettati da importanti studi italiani – Gianpiero Panepinto al Capri Tiberio Palace, Bonfini Design al Vilòn e RM Project al Maalot, che valorizzano il Made in Italy e il buongusto italiano rinomati nel mondo. «Le nostre strutture sono piccole e anche se fanno parte di un gruppo, ciascuna deve conservare la sua identità. Non facciamo copia incolla di modelli», prosegue il manager.

Il Tiberio Palace a Capri, da dove è nata l'idea di creare il nuovo gruppo italiano di hotellerie Shedir. Attualmente, i cinque stelle del portfolio di Shedir sono: Tiberio Palace e Vilòn, già aperti. Maalot in apertura il 5 giugno 2021, Palazzo Roma e Palazzo Shedir di prossima inaugurazione entro l'autunno 2021

Puntare sull'indipendenza per i due fondatori significa scegliere direttori che sono veri e propri padroni di casa. Devono stabilire un contatto diretto con gli ospiti, seguirli personalmente in tutte le loro esigenze: «Un direttore può assolvere a questo ruolo solo se l'albergo è piccolo, perché se è grande molte delle sue energie sono assorbite dalla gestione di numeri e persone. La dimensione fa la differenza in questo caso - nota Acampora -. Al JK accompagnavo gli ospiti nelle escursioni, e davo loro il mio contatto whatsapp. Mi scrivono ancora oggi per sapere da chi farsi cucire la camicia. Ormai, il mio sarto ha collaborazioni anche con importanti case di moda».

Gli hotel del portfolio, inizialmente di proprietà, sono stati venduti o sono in vendita, mentre Shedir ne conserva il management. Al momento i soci fondatori sono impegnati nel consolidamento delle cinque strutture italiane e nella definizione dei brand, ma non nascondono intenzioni di ampliamento, con due proposte in valutazione a Milano e Venezia, e dal 2022 anche all'estero.

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