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L’altalena dei consumi: in luglio frenata delle vendite al dettaglio

di R.I.T.

2' di lettura

Dopo il dato più che incoraggiante di giugno, con una crescita su base annua dell’1,5%, i consumi degli italiani registrano in luglio una battuta d’arresto, con un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente e un andamento stazionario rispetto a giugno 2016. A rilevarlo è l’Istat, che sottolinea come, guardando al dato in valore e considerando quindi anche l’andamento dei prezzi, tengono almeno i consumi di prodotti alimentari. Mentre considerando i volumi, la stazionarietà delel vendite è generalizzata.

Rispetto all’anno precedente, infatti i prodotti alimentari registrano una crescita dello 0,2% in valore, ma una flessione dello 0,7% in termini di volumi venduti. Per quanto riguarda i prodotti non alimentari, la diminuzioni è dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume.

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La fiammata di maggio e giugno si è dunque esaurita e sembra ripresa nel Paese l0altalena dei consumi che prosegue ormai da parecchio tempo.

Nel confronto con i primi sette mesi del 2016, comunque le vendite segnano un aumento tendenziale dello 0,2%, in valore e una diminuzione dello 0,6% in volume. Nello stesso periodo, si legge nella nota dell’Istat, le vendite di prodotti alimentari registrano un aumento dello 0,7% in valore e una diminuzione dell’1,3% in volume; le vendite di beni non alimentari registrano flessioni dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume.

Un po’ più vivaci del dato medio riusltanto (sempre nel confronto su base annua, le vendite al dettaglio nella grande distribuzione (+0,3%), mentre i negozi operanti su piccole superfici registrano un calo dello 0,2%.

Nella grande distribuzione le vendite registrano una variazione positiva per i prodotti alimentari (+0,6%) e negativa per quelli non alimentari (-0,1). Per le imprese operanti su piccole superfici si registra una diminuzione per entrambi i settori merceologici: -0,7% per i prodotti alimentari e -0,1% quelli non alimentari. In particolare, le vendite al dettaglio segnano un calo dello 0,1% negli esercizi non specializzati, ma un incremento del 2,3% in quelli specializzati. Tra i primi si registra una variazione nulla per gli esercizi a prevalenza alimentare e una diminuzione per il valore delle vendite degli esercizi a prevalenza non alimentare (-0,2%). Tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, il valore delle vendite aumenta per i discount (+2,6%); si rilevano invece, flessioni per gli Ipermercati e i Supermercati (rispettivamente -1,2% e -0,2%).

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