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L’altra Davos, dall’intelligenza artificiale agli unicorni

Il fondatore di Huawei invita a non avere paura degli sviluppi tecnologici. Il numero uno di Google chiede invece nuove regole. Al di là di proclami politici e questione climatica, di che cosa si discute a Davos in questi giorni


Davos, Trump:"Ambientalisti profeti di sventura"

3' di lettura

A Davos in questi giorni non ci sono solo Donald Trump e Greta Thunberg a sfidarsi a colpi di dichiarazioni sul cambiamento climatico. Nei 300 incontri in cinque giorni nella cittadina svizzera, si declina il futuro a 360 gradi, al di là dei capi di governo e dell’onnipresente sottofondo della sostenibilità.

La controversa Huawei
La corsa alle armi tecnologiche che definiscono la Quarta rivoluzione industriale e il nostro prossimo stile di vita, è uno dei temi su cui è stato chiamato a dire la sua Ren Zhengfei, «controverso» – come è stato presentato al panel dedicato – fondatore e ceo di Huawei, colosso cinese delle telecomunicazioni, nella black list degli Usa. «Quando ero piccolo, era il momento della paura dell’atomica, dopo la bomba in Giappone. Ma visto in prospettiva storica, troviamo gli enormi benefici dell’energia atomica e delle applicazioni delle radiazioni, in campo medico per esempio. Oggi c’è la paura per l’intelligenza artificiale, ma l’intelligenza artificiale non è damaging come la bomba atomica».

Intelligenza artificiale
A parlare di a.i. a Davos ci sarà anche Sundar Pichai, numero uno di Alphabet, dopo la lettera al Financial Times in cui auspica regole globali per il suo sviluppo e utilizzo. L’incontro con il ceo di big G, il 22 gennaio, è dedicato proprio il futuro della “technology governance” e ai computer quantistici.

Computer quantistici
“The Quantum Potential”, a riprova della crucialità dell’argomento, è il titolo di un altro panel, a cui ha partecipato Jeremy O’Brien, ceo di PsiQuantum, azienda che lavora sulla fotonica del silicio per realizzare nuove macchine superpotenti che, promette, cambieranno il panorama della sanità, dell’energia, della finanza, della cyber security.

Il ruolo dei nuovi industriali
La Quarta rivoluzione industriale è già iniziata. Che conseguenze avrà sul welfare? La questione è urgente. Provano a presentare qualche soluzione Satya Nadella, ceo di Microsoft, e Ajay S. Banga, ceo di Mastercard nell’incontro del 22 gennaio “The Role of the New Industrialists”.

Una poltrona per Ginni e Sanna
Ginni Romitty, numero uno di IBM, invitata all’incontro sullo stakeholder-driven capitalism il 21 gennaio accanto ai colleghi (maschi) alla guida di Siemens, Bank of America, Salesforce – tra gli altri – è chiamata a dire la sua sulla leadership aziendale e la costruzione della fiducia pubblica. Una questione di genere solo dalla composizione della tavola rotonda. Sanna Marin, neoeletta giovane premier della Finlandia, interviene invece il 22 gennaio sulla questione artica. Con il ghiaccio che si scioglie a ritmi record, una nuova frontiera per la governance globale.

Elicotteri e unicorni
A Davos trovano posto le visioni più ardite. Per parlare del futuro della mobilità, per esempio, è stato invitato Florian Reuter, ceo di Volocopter, azienda tedesca specializzata in elicotteri elettrici pensati per essere usati come taxi dell’aria. Eppure dopo anni di arditezze, ci si interroga sul valore delle idee più innovative sul mercato. Nella sessione “Valuing Unicorns” la discussione è stata centrata sulle startup valutate un miliardo o più di dollari che poi si sono “sgonfiate” dopo l’ipo. A Davos si impara anche a raccogliere i cocci.

Per approfondire:
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