Memorandum

L’Altra libreria, il professore e lo spirito forte di Perugia

di Roberto Napoletano

3' di lettura

Egregio direttore,

prima di tutto Buon Anno, anche se con qualche giorno di ritardo. Dopo il Memorandum di domenica 9 ottobre, in cui ha citato con parole lusinghiere la mia lettera sulla chiusura di una storica libreria di Perugia e, a seguito delle varie mail di sostegno per la riapertura giunte alla vostra redazione (pubblicate sulla «Domenica» del 16 ottobre scorso, ndr ), posso dirle che si è messo in moto un vasto consenso qui a Perugia per riaprire la storica L’Altra libreria di via Ulisse Rocchi. Oltre al Comune, imprenditori, uomini di cultura, docenti universitari si sono adoperati affinché ripartisse un nuovo e proficuo progetto. Ecco allora che a fine gennaio sempre in via Ulisse Rocchi, dove aveva sede l’Enoteca Provinciale, riapriranno insieme la storica libreria e l’Enoteca, nei locali di proprietà della Provincia. L’inaugurazione è prevista per il pomeriggio di venerdì 27 gennaio. Ci farebbe oltremodo piacere poterla avere con noi per questa “ghiotta” occasione culturale: saranno presenti il giovane sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e il procuratore generale della Repubblica dottor Fausto Cardella (uno degli storici frequentatori della libreria!), nonché giovani studenti del liceo classico e del Dipartimento di Lettere. Contiamo molto sulla sua presenza: in un certo senso grazie al suo intervento si è creato questo “movimento” attorno alla libreria! In attesa di un suo positivo riscontro, la saluto cordialmente

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Pasquale Guerra, prof

Impegno preso, professore. Venerdì 27 gennaio sarò a Perugia per respirare l’aria della “rediviva” storica libreria L’Altra e assaporare con voi il gusto profondo della provincia italiana che costruisce il futuro custodendo i valori della sua terra e della sua storia. Questo per me significa riaccendere, in via Ulisse Rocchi, la luce di quelle due stanze tenute insieme da impalcature di legno, i libri catalogati per genere, la presentazione d’autore e il bicchiere di vino con gli affezionati. Sono contento che sia nato intorno alla libreria quel “movimento” civile, fatto di uomini di cultura e delle istituzioni, imprenditori, docenti universitari, che restituisce ai territori la bellezza di “luoghi” pieni di storia dove amore per la lettura e economia stanno insieme e dove giovani e meno giovani possono riscoprire le tracce d’autore di una comunità, il senso profondo di una identità.

Mi fa piacere che il Memorandum e il nostro scambio di lettere abbia contribuito a ripetere con L’Altra libreria l’operazione già attuata con il Modernissimo d’Essai, il cinema della città, che è rinato come PostModernissimo mettendo insieme arte e società, il sogno diventato realtà di tre giovani neolaureati che decidono di investire sull’economia viva del borgo e dimostrano quanto vitale sia questo tessuto sociale. Caro professor Guerra, devono essere orgogliosi i suoi studenti di italiano, latino e greco del liceo Annibale Mariotti, perché il merito della rinascita della storica libreria L’Altra e dell’Enoteca, sotto le insegne di L’Una e L’Altra, è tutto suo in quanto è lei che è riuscito con poche righe a trasferirci il cuore e l’anima della sua Perugia: è sembrato quasi di “afferrare” fisicamente luoghi, persone, piccoli e grandi segreti, di una città popolata di studenti di tutto il mondo dove tutto è cambiato ma tutto ha voglia di ritrovarsi, questa è la percezione concreta che ho avuto dal primo momento e conservo oggi.

Per questo, è bello che uomini della politica e delle istituzioni, dell’economia, della scuola e della società, abbiano confermato con i fatti che quella percezione era fondata e rifletteva lo spirito forte di una comunità. Tutti insieme, ognuno per la sua parte, hanno regalato a lei e alla città la forza antica e il nuovo magnetismo di un pezzo di storia, non per guardare al passato, ma per costruire il futuro. Il segreto di “quell’ombelico” del Paese che è un unicum indistinto tra Umbria e Marche ed è fatto di gente tosta radicata sul territorio, di chiese, borghi, lavoro artigianale, di passione e tramonti rossi, è proprio questo. Per loro, per questa gente dell’Italia di dentro, la casa, il lavoro, il piacere, in una parola la vita, sono tutti lì e, dietro queste verità indiscutibili, c’è la scorza di un popolo messo a dura prova a pochi chilometri da Perugia dall’onda lunga del terremoto “in crescendo” ma che conosce e preserva le sue radici. Da piccole cose come la riapertura de L’Altra libreria e dell’Enoteca, in via Ulisse Rocchi, a Perugia, ricaviamo la convinzione che gente così non molla anche nelle situazioni più difficili. Saprà rialzare presto la testa, da Foligno a Norcia, questa gente e lo farà con le sue forze perché donne e uomini hanno la testa e il carattere per farlo. Amano il silenzio dei loro borghi e l’odore di legna bruciata.

roberto.napoletano@ilsole24ore.com

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