PER IMMAGINI

L'altra Milano, quella del vuoto che diventa scoperta

Si intitola Milano Lockdown ed è il libro fotografico che Mauro Parmesani ha realizzato per raccontare una citta «dal respiro profondo, più forte del virus, più forte delle avversità, più forte della sua storia millenaria»

di Serena Uccello

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Si intitola Milano Lockdown ed è il libro fotografico che Mauro Parmesani ha realizzato per raccontare una citta «dal respiro profondo, più forte del virus, più forte delle avversità, più forte della sua storia millenaria»


2' di lettura

Raccontare il silenzio, raccontare il vuoto. È la sfida di Mauro Parmesani in Milano Lockdown, libro fotografico che vuole fissare la memoria di quelli che sono stati i giorni della malattia e della paura. «Ho camminato per le vie deserte di Milano con il terrore e la tristezza nel cuore, osservando serrande abbassate, portoni sbarrati e vetrine di un richiamo lontano. Sentimenti che poco alla volta però sono svaniti. Scomparsi. Per lasciare spazio a nuove emozioni, allo stupore, alla sorpresa nel reinterpretare una Milano per niente umiliata, deprimente o ferita nel suo moto perenne», scrive Parmesani nella sua introduzione.

Sbaglia infatti chi teme di trovare in questi scatti il racconto della resa. L'obiettivo di Parmesani coglie, nel tempo della sospensione, la risorsa, la capacità di rigenerarsi nonostante tutto. Scorge ciò che sembrava scomparso e che invece restava a preparare il futuro.

«Una Milano dal respiro profondo, più forte del virus, più forte delle avversità, più forte della sua storia millenaria. Ho guardato con occhi diversi le strade, le piazze, i monumenti e i simboli che l'hanno resa unica. L'ho guardata senza interferenze, senza veli, senza timori, spogliata dai rumori dei meneghini e pendolari che ogni giorno si nutrono della sua positività. Ho scoperto una Milano monumentale, affascinante, splendente anche in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo», prosegue.

La Milano del lockdown

La Milano del lockdown

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Il paesaggio urbano privo dell'energia del movimento, non ridisegnato dalla presenza dell'uomo, assume nuovi contorni e trasfigura cosi la paura che “si è trasformata in bellezza estetica”, dice Parmesani che confessa di essersi sentito un privilegiato nel vedere Milano con occhi diversi: «Mi sono ritrovato estasiato in un'aurea di magia e di forza evocativa dinnanzi alla maestosa silenziosità del suo Castello con le note immortali del “Và, pensiero”, dal Nabucco di Giuseppe Verdi».

Le immagini di questo libro, i cui diritti sono stati devoluti al progetto Milano Charity Week, fanno parte di una mostra visitabile fino a metà ottobre nei locali di Altavia Italia (agenzia che offre strategie e servizi di marketing e comunicazione nel mondo del retail fisico e digitale).

«Ho deciso di mettere a disposizione gli spazi di Altavia Italia per esporre le foto di Mauro Parmesani perché, oltre ad essere molto belle e significative, costituiscono uno straordinario “memento”. Il lockdown è stato, infatti, un momento tragico per la nostra Comunità ma ci ha anche fatto capire come ci possa essere un nuovo modo di intendere le modalità lavorative, le relazioni tra colleghi e come sia giusto porsi finalmente e tutti i giorni il tema della sostenibilità ambientale, sociale, economica», ha spiegato Paolo Mamo, ceo e presidente di Altavia Italia.

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