Montagna 2022

L’altro Trentino con la torcia (o la Luna), slitte tirate dagli husky e notti in igloo

Alla scoperta delle ignote parole del bosco, di notte e di giorno: si può scegliere tra la salita con le pelli e l’astrotrekking. Di giorno ciaspolate e camminate a piedi scalzi

di Mariateresa Montaruli

Una ciaspolata sulla neve fresca nel Parco Naturale di Paneveggio, sullo sfondo le Pale di San Martino

4' di lettura

Una torcia o nessuna. Basta la Luna, che sarà piena il 16 febbraio, il 18 marzo e il 16 aprile. I sentieri tra i boschi sono segnati, in Trentino, anche al cadere di pochi centimetri di neve. Di notte, accompagnati dalle guide alpine e dalla Luna, il tallone batte sulla base della racchetta, mentre si seminano impronte a papera. Il bosco di montagna è sonoro: la neve scricchiola come farina d’argento sotto gli scarponi e le ciaspole. Può accadere che il picchio chiami da Est. I sensi si allertano. Ma la natura d’inverno è elusiva. Le poche tracce che si possono incontrare sono quelle del gallo forcello e del gallo cedrone, delle volpi, dei cervi o dei lupi. Gli occhi, bottoni lucidi nella notte, sono quelli dei caprioli immobili che aspettano di spostarsi in silenzio. La corteccia delle conifere stanche di abbracciare la neve appare illuminata da improvvisi chiarori. Con il buio si può inciampare, anche cadere. Che si affondi o no, si procede sempre con lentezza.

Il bosco rallenta il ritmo ma non smette di respirare

Non c’è modo più dolce per scoprire il bosco in Trentino. C’è solo da sceglierne uno. Se ci eccettua il fondo della Valle dell’Adige e della Val di Non e le aree alpine oltre la soglia della vegetazione, il manto forestale è dovunque. Ci sono mille alberi per abitante. Conifere per lo più, ma anche latifoglie: abeti rossi, faggi, larici e abeti bianchi che avvolgono il territorio per il 63%, una coperta che sale fino ai 2.300 metri, abitata da 36mila caprioli, 12mila cervi, 30mila camosci e 90 orsi. D’inverno rallenta il suo ritmo, ma non cessa di sorprendere o respirare.

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Di notte tra Astrotrekking e salita con le pelli

Nel Parco Nazionale dello Stelvio, la prima area sottoposta a tutela istituita in Trentino, per Notte di stelle, si parte in camminata dalla Valle di Peio per ascoltare i rumori e le parole del bosco. Ossana, in Val di Sole, è tra i cieli notturni più limpidi d’Italia. Qui l’Astrotrekking prevede una camminata in foresta, all’imbrunire, che termina con la contemplazione delle stelle da una postazione di telescopi. Nel Parco Naturale Adamello Brenta, la più ampia area protetta del Trentino, si sperimenta la Notte in Igloo: si parte da Madonna di Campiglio, accompagnati, per raggiungere con le ciaspole una radura boschiva, con le torce frontali che illuminano il bivacco, per poi calarsi in un sacco piuma sotto la cupola del cielo. Sempre a Campiglio, in date prestabilite, è il Sunset Skialp a far scoprire la salita con le pelli, al tramonto, al cospetto delle cime delle Dolomiti del Brenta, e la discesa sullo sci, in notturna. Una ciaspolata invernale di due giorni, vista tramonto e con pernottamento in rifugio, è la proposta dei boschi delle Dolomiti Paganella, che ha come meta finale l’ascesa, di mattino presto, sulla cima della Paganella. C’è accesso diretto alla neve fresca dalla sauna del Salei, il rifugio di nuova generazione a 2.225 metri di altitudine, costruito sulle piste della skiarea del Col Rodella in Val di Fassa. Elusivo, ma ad altissimo fascino, il bosco innevato pare entrare direttamente in camera nelle nuove Natural Suite dell’Olympic Spa Hotel di San Giovanni di Fassa caratterizzate da altissime pareti di vetro. Se, scavalcata la notte, è l’alba a chiamare, bisogna cercare le località – San Martino di Castrozza, Alpe Cimbra, Val di Fiemme – che invitano allo Ski Sunrise: salita in rifugio alle prime luci del giorno, colazione con il pane ancora caldo e discesa, per primi, sulle piste appena preparate (visittrentino.info).

Di giorno, dalla land art alla meditazione

L’alba cede gentilmente al giorno. Il bosco, nella provincia che conta il 3,22% di aree protette sul totale nazionale, il 16,48% di territorio sottoposto a protezione e il 28,39% identificato come appartenente alla Rete Natura 2000 (elaborazione di Legambiente su dati Ispra, dicembre 2021), si anima di nuove figure e ritrovate attività. Sulla piana delle Viote del Monte Bondone, l’opera di land art L’Orso con Valigia ha trovato compagnia nella seconda installazione di paglia e fieno di Franz Avancini, la Capra Gigante. Lo stesso artista ha messo mano al legname recuperato dalla tempesta Vaia per scolpire, nella skiarea del Buffaure, in Val di Fassa, la mitica strega delle leggende ladine Bregostane.

Notte in Igloo

Incontri da fare in pieno giorno. Così come il barefooting sulla neve a Val Brenta (Sant’Antonio di Mavignola), la camminata a piedi scalzi abbinata a tecniche di respiro consapevole e alla meditazione sul fuoco interiore condotta da Andrea Bianchi, fondatore di “Il silenzio dei passi”, la prima scuola italiana di barefoot hiking.

In località Prati di Gaggia, a quota 1.333 metri, tra i boschi di Andalo, per una pausa colta, si trova Biblioigloo, la prima biblioteca italiana sulle piste da sci, dotata di libri, riviste e wifi, raggiungibile anche con la telecabina Laghet-Gaggia. Si ritorna attivi sulle slitte trainate dagli husky siberiani lasciati liberi di correre sulle piste dedicate tra Millegrobbe e Folgaria – Passo Coe.

Altra esperienza da fare alla luce del giorno è il ciaspoldog, la ciaspolata guidata dai cani Alaskan Malamute che partono da Malga Ritorto e Malga Mondifrà, in zona Campiglio. A Campitello di Fassa è il maneggio Charlotte Horse Riding a sorprendere con le sue proposte di cavalcate sulla neve. Restano gli animali, anzi le loro tracce, i protagonisti della passeggiata lungo le acque del torrente Rabbies, le cascate del rio Ragaiolo e l’antica Segheria Veneziana che parte da Rabbi Fonti nel Parco dello Stelvio.

Ed è la capacità di accedere un fuoco con materiali naturali, di costruire un riparo, di apprendere tecniche di sopravvivenza in aree boschive, in una parola il bushcraft, l’esperienza apice che si possa fare in Val di Sole. Alla scoperta delle ignote parole del bosco. Anche d’inverno.

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