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L’ambasciata Ue in Cina: sugli investimenti il negoziato continua

Per il rappresentante dell’Unione europea a Pechino la situazione è meno drammatica, ma le mosse di Francia e Belgio non fanno ben sperare

di Rita Fatiguso

2' di lettura

L’Unione europea non cerca un’escalation con Cina, sta lavorando sull’accordo per i reciproci investimenti e la situazione è meno drammatica del previsto, ha dichiarato Nicolas Chapuis, rappresentante della Ue a Pechino, uno dei luoghi in cui il negoziato è proseguito per sette lunghi anni fino all’approvazione in linea di principio a fine 2020. Ma la presa di posizione del Belgio sull’hub logistico a Liegi del colosso dell’e-commerca Alibaba e la mozione del Parlamento francese per l’ingresso di Taiwan in una serie di agenzie Onu a partire dalla WHO seminano il campo di nuovi problemi.

Cina-Ue, il trattato è finito in stallo

A marzo la UE ha imposto le prime sanzioni significative dal 1989 contro funzionari cinesi per presunte violazioni dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang, anche sulla spinta degli Stati Uniti sugli alleati a contrastare la politica estera di Pechino. Il trattato siglato in linea di principio con la Ue è finito in stallo.

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“Ma l’Europa continuerà a collaborare nonostante i problemi, ha detto l’ambasciatore della Ue a Pechino Nicolas Chapuis, perchè non vuole un’escalation con la Cina”.

Proprio a Pechino nella sede Ue molti passi sono stati fatti in sette lunghi anni per raggiungere un accordo che oggi sembra in bilico.

Il pericolo cinese nell’hub di Liegi

L’ambasciatore Chapuis smorza le tensioni che, però, continuano a crescere per la presa di posizione di alcuni Stati europei.

In Belgio, si sfiora l’incidente diplomatico:  la Cina attraverso la sua rappresentanza rifiuta l’affermazione “priva di fondamento” sulle spie cinesi che hanno accesso all'hub logistico di Alibaba colpito in patria dalle nuove leggi delle autorità centrali ma ancora molto forte all’estero. Si tratta di “accuse infondate” quelle sollevate dal ministro belga della Giustizia che un hub logistico gestito da Alibaba Group Holding potrebbe essere utilizzato dalle spie cinesi per l'accesso a informazioni sensibili.

L’hub di Liegi potrebbe consentire, al contrario, l'accesso alle “aree sensibili” dell'aerostazione ai servizi di intelligence cinesi, ha dichiarato il ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne davanti a una commissione parlamentare.

La mossa francese su Taiwan

Ancora più impegnativa la mozione parlamentare del Senato francese su Taiwan in favore di una risoluzione a sostegno della partecipazione di Taipei all’Organizzazione mondiale della sanità e ad altre tre importanti organizzazioni internazionali - dall'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol), all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) fino alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

La mossa ha innescato le proteste cinesi, per Pechino Taiwan non è uno Stato indipendente, ma è parte di un’unica Cina.

Il Senato francese ha comunque approvato la risoluzione con un voto di 304 a favore e 19 astensioni.

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