Connext 2019

L’ambiente al centro dello sviluppo: quando il business è sostenibile

di Vitaliano D'Angerio


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3' di lettura

Dalla multinazionale tedesca che produce poliuretano con la CO2 all'azienda marchigiana che utilizza il sughero per migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni. E poi ci sono i due giovanotti di Corato, in provincia di Bari, che hanno elaborato un sistema per “certificare” gli spostamenti in bici e consentire al Comune o alla Regione di premiarti per l'utilizzo di un mezzo ecologico. La “sostenibilità” è di casa da Connext, il primo incontro nazionale di partenariato industriale organizzato a Milano da Confindustria, il 7-8 febbraio. E il concetto di sviluppo sostenibile è trasversale ai cinque driver tematici della manifestazione: “Aree metropolitane motore dello sviluppo” e “Territorio laboratorio dello sviluppo sostenibile” sono però i due ambiti in cui i temi tipici della sostenibilità sono maggiormente radicati.

Il sughero in granelli che la Diasen di Sassoferrato produce per l’isolamento termico degli ambienti

I marchigiani che riducono i consumi energetici
La riduzione dei consumi energetici casalinghi è di certo uno dei temi chiave per contenere l'aumento del riscaldamento del pianeta entro i 2 gradi centigradi come stabilito dal trattato di Parigi nel 2015 (Cop21). Diasen è un'azienda di Sassoferrato, in provincia di Ancona, che fattura 8 milioni di euro e ha sedi anche in Portogallo e negli States. «Realizziamo un termocappotto a base di sughero in granelli che, assieme ad altro materiale, viene spruzzato sulle pareti della casa – ricorda Gianpietro Simonetti, responsabile del marketing di Diasen – e che consente l'isolamento termico invernale ed estivo oltre alla deumidificazione degli ambienti». Ma soprattutto, spiegano i tecnici di Diasen,

il prodotto a base di sughero consente di abbattere mediamente i consumi energetici dell'abitazione di almeno il 30%, una misura in linea con quanto chiedono le banche per erogare i mutui green.

L'anidride carbonica trasformata in plastica
Fra gli stand di Connext ha una sua rappresentanza pure Covestro, gruppo tedesco specializzato nello sviluppo e nella produzione di polimeri high-tech: nata da una costola di Bayer, è quotata in Germania, ha oltre 16 miliardi di euro di fatturato, 18mila dipendenti ed è presente in 30 Paesi nel mondo fra cui l'Italia. Cosa hanno inventato i 100 ricercatori di Covestro? A Dormagen è stato costruito un impianto pilota dove la CO2 proveniente da scarti industriali viene trasformata in plastica, in particolare nel materiale che viene utilizzato nei materassi e nei cuscini stile “memory”. E ancora: questo stesso prodotto a base di anidride carbonica ha fatto da collante per il tappeto erboso della squadra nazionale tedesca di hockey.

Come costruire un procedura certificata
Innanzitutto cos'è la “stewardship”: (dal sito www.stewardship.it) «Non è traducibile con un corrispettivo italiano, ma letteralmente significa “gestione etica (responsabile) delle risorse». Quali risorse? I beni comuni come l'acqua, il territorio, le foreste, la salute, le persone, i risparmi e i prodotti. La

stewardship è dunque un modello, una strategia di gestione etica dei beni comuni (custodia delle risorse) e dei prodotti». Ad occuparsene per prima in Italia è stata una società di consulenza che si chiama Eticae, fondata da Annalisa Casino: «La nostra è una società cooperativa di servizio che aiuta le aziende a costruire o implementare procedure produttive certificate e in linea con protocolli europei o internazionali, oltre che aiutare le stesse aziende nei rapporti con gli stakeholder». Eticae era presente a Connext con un suo stand nei percorsi di sviluppo sostenibile.

Pin Bike, il sistema per il rilascio di benefit a chi pratica una mobilità urbana sostenibile, in bicicletta e carpooling

Soldi o premi per i chilometri percorsi in bici
Utilizzare la propria bici da casa a lavoro e ritorno: se lo fai il Comune ti paga. Si può fare? Sì, si può. A mettere a punto il progetto sono stati due giovani di Corato, Nico Capogna e Davide Di Bisceglie, fondatori di Pin Bike “primo sistema certificante per il rilascio di benefit a chi pratica una mobilità urbana sostenibile e consapevole, in bicicletta e carpooling (l'auto condivisa)”. L'iniziativa si rivolge in particolare ai Comuni e alla base del sistema c'è un device hardware da montare su ogni bicicletta e l'app per smartphone. «L'esempio di utilizzo più diretto – ricorda Capogna - è quello collegato ai rimborsi chilometrici per andare a lavoro o a scuola in bicicletta, che in molti comuni d'Italia (e d'Europa) si stanno attivando». Bari è il primo Comune che ha aderito all'iniziativa e pagherà 20 centesimi a chilometro ma ci sono contatti anche con Roma, Napoli, Fabriano, Molfetta, Cremona, Foggia, Saronno, Messina e Pescara.

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