usa 2020

George Floyd, morte per asfissia secondo l’autopsia. Trump chiede ai governatori il pugno duro

L’uccisione dell’afroamericano Floyd da parte di un agente di polizia provoca manifestazioni, roghi e scontri. Polemiche per il tweet di Trump

di Redazione Esteri

L’America brucia, coprifuoco in 40 città

L’uccisione dell’afroamericano Floyd da parte di un agente di polizia provoca manifestazioni, roghi e scontri. Polemiche per il tweet di Trump


4' di lettura

Due medici che hanno eseguito un'autopsia indipendente sul corpo di George Floyd, l'uomo afroamericano la cui morte la scorsa settimana, durante un controllo della polizia di Minneapolis, ha scatenato proteste a livello nazionale, hanno detto che la causa della morte è stata “asfissia meccanica” e che la sua morte è stata un omicidio.

Il dottor Michael Baden, uno dei medici che hanno eseguito l'autopsia per volere della famiglia dei Floyd, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Minneapolis che Floyd non aveva condizioni mediche di base che hanno contribuito alla sua morte. Baden ha detto che la morte di Floyd è stata causata da una pressione delle ginocchia degli agenti sia sul collo che sulla schiena.

La risposta di Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato i governatori statali a reprimere le proteste che sono seguite alla morte di Floyd. “Dovete dominare”, ha detto Trump ai governatori in una chiamata privata ottenuta dai media tra cui Reuters. “Se non dominate, state sprecando il vostro tempo - vi passeranno sopra, sembrerete un mucchio di cretini.”

Trump ha detto che il governo federale avrebbe represso in modo “molto forte” la violenza. In dozzine di città negli Stati Uniti, tra cui la capitale Washington, rimane valido il coprifuoco e il livello dei disordi, secondo alcuni osservatori, è al livello di quello che seguì l'assassinio di Martin Luther King nel 1968. La Guardia Nazionale rimane schierata in 23 stati e a Washington DC.

La protesta nel cuore della nazione
Il 29 maggio Trump è stato portato nel bunker della Casa Bianca per le proteste davanti alla presidenza Usa, riprese anche in seguito. La polizia ha concluso lo sgombero dell'area davanti alla presidenza Usa, la Casa Bianca solo dopo molte ore. Durante la fase più calda della protesta, le luci che generalmente illuminano l'esterno della Casa Bianca sono state spente.

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Lacrimogeni e roghi
Le proteste sono state vibranti e i manifestanti hanno sfidato il coprifuoco gridando agli agenti, con le mani alzate “non sparate” e “voi siete la minaccia”. Quando avanzavano, sono stati respinti a colpi di lacrimogeni o, come ha denunciato qualche partecipante alla Cnn, con proiettili di gomma. Alcuni manifestanti hanno acceso diverso roghi e danneggiato alcuni edifici.

Migliaia di manifestanti anche a New York, dove migliaia di persone sono scese in piazza, in particolare a Manhattan e a Brooklyn. Arrestata la figlia di Bill de Blasio, Chiara de Blasio, 25 anni, durante le proteste a Manhattan per la morte di George Floyd. Lo ha scritto il New York Post, citando le forze dell'ordine. La giovane è finita in manette dopo che la polizia ha dichiarato illegale un assembramento tra la 12esima strada e Broadway, dove erano scoppiati tafferugli ed erano state bruciate auto delle forze di sicurezza.

Gli arresti
Nel weekend del 30-31 maggio la polizia ha arrestato 2.564 persone in una ventina di città americane. È il bilancio del Washington Post. Circa un quinto degli arrestati è finito in manette a Los Angeles. Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento.

Quella che ha infuocato le strade di Minneapolis non è stata solo la reazione afroamericana, ma anche quella dei suprematisti bianchi. Secondo le autorità, le responsabilità delle violenze sono da attribuire anche ad altri gruppi di “infiltrati”: dagli anarchici alla sinistra radicale e antagonista fino ai cartelli della droga.

L'attacco di Trump
Tafferugli tra polizia e manifestanti si sono registrati anche ad Atlanta e a Philadelphia. Gli agenti hanno usato i lacrimogeni. Il tweet di Trump, che ha rilanciato uno slogan della destra, “ordine e legge”, ha generato molte polemiche. È stato usato a fine anni Sessanta dall'allora candidato presidenziale Richard Nixon e da Ronald Reagan, che all'epoca era governatore della California.

Trump ha anche minacciato di fare intervenire il governo federale usando l'esercito se gli amministratori locali democratici non useranno il pugno duro. “Varcare i confini di Stato per incitare alla violenza è un crimine federale! I governatori e i sindaci liberal devono diventare più duri o il governo federale interverrà e farà quello che deve essere fatto, e questo include il potere illimitato del nostro esercito e molti arresti. Grazie!”, ha twittato.

La solidarietà di alcuni agenti
La tensione tra le forze dell'ordine e i manifestanti ha prodotto anche situazioni impreviste, ovvero la solidarietà di alcuni dirigenti di polizia, uniti ai dimostranti in segno di solidarietà. A volte chinandosi su un ginocchio - un atto di protesta popolare nel mondo sportivo americano per denunciare le iniquità razziali - come hanno fatto due agenti nel Queens, a New York, rimanendo in cerchio mentre venivano letti i nomi di altri afroamericani uccisi dalla polizia, come Trayvon Martin e Philando Castile.

Le violenze si inseriscono nel contesto di un'America ferita profondamente dal coronavirus, che in due mesi e mezzo ha provocato almeno 40 milioni di disoccupati e oltre centomila morti. Un crescendo di tensione che ha mobilitato diversi gruppi sociali e politici statunitensi che vanno dall'estrema destra all'estrema sinistra.

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