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L’America, tra vaccini e aiuti, accelera al 6,4% (annualizzato) nel I trimestre

I consumi, sostenuti da nuovo ottimismo, trainano l’economia. Bene anche gli investimenti. Calano le richieste di sussidi di disoccupazione

di Marco Valsania

Discorso dei 100 giorni di Biden: l'America si è rimessa in moto

3' di lettura

Gli Stati Uniti ingranano una nuova marcia di ripresa nel primo trimestre del 2021, accelerando ad un ritmo annualizzato del 6,4%, trainato dai consumi che rappresentano oltre i due terzi dell'output. La crescita è stata dell'1,6% nel trimestre rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti. La marcia del Pil - sostenuta dal recedere della pandemia negli Usa, da forti aiuti d'emergenza dal governo e da stimoli di politica monetaria della Federal Reserve - potrebbe avvicinare il ritorno dell'economia a livelli pre-pandemici. Wall Street, spinta anche da robuste performance trimestrali dei colossi americani a cominciare da Big Tech, ha aperto in rialzo dopo i dati.

Gli investimenti a fianco della spesa personale

La cruciale spesa in consumi personali si è impennata su base annuale del 10,7%, il secondo maggior incremento di sempre dagli anni Sessanta. Gli investimenti aziendali, non residenziali, sono lievitati del 9,9 per cento. Negativo invece l'impatto della bilancia commerciale e delle scorte aziendali. Le previsioni medie degli analisti per la crescita tra gennaio e marzo erano del 6,1%, anche se Bloomberg le aveva alzate al 6,7% e il modello Fed Now della sede di Atlanta della Banca centrale, che aggiorna costantemente i dati, ha viaggiato di recente anche all'8 per cento.

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Powell, ripresa ma ancora non basta

L’economia americana non dovrebbe oltretutto trovarsi a corto di sostegno nel prossimo futuro. Al termine dell’ultima riunione del vertice Fed, mercoledì, il chairman Jerome Powell aveva riconosciuto il miglioramento in atto nell'economia, parlando di «un forte rimbalzo dell'attività». Ma aveva aggiunto che resta ancora cammino da compiere verso i target di occupazione e inflazione ideali dell'istituto centrale, confermando senza variazioni una politica ultra-accomodante con tassi a zero e continui acquisti di asset. L'amministrazione di Joe Biden ha da parte sua approvato in marzo un nuovo round di soccorsi da 1.900 miliardi, compresi assegni di supporto al reddito da 1.400 dollari a persona per gran parte degli americani che sono arrivati nell’ultimo mese.

Nuovi piani di sostegno proposti da Biden

Biden ha inoltre rilanciato mercoledì sera, nel suo primo discorso al Congresso a camere riunite, ambiziosi progetti per ulteriore sostegno di lungo periodo. In gioco sono in tutto altri 4.100 miliardi in dieci anni per infrastrutture (2.300 miliardi) e spesa sociale e per le famiglie (1.800 miliardi), finanziati con incrementi delle tasse di grandi aziende e redditi più elevati. Una espansione senza recenti precedenti, negli Stati Uniti, del raggio d'azione del governo federale.

Reduce dalla crisi del 2020

Il Pil statunitense era reduce da una crescita annualizzata del 4,3% nel quarto trimestre 2020 e di oltre il 33% nel terzo, quando era rimbalzato dal lockdown vero e proprio causato dal coronavirus. Il 2020 si era chiuso con una contrazione del 3,5% su base annuale, la più grave in 74 anni, e del 2,4% misurata quarto trimestre su quarto trimestre, la prima dalla crisi del 2007-2009.

Una riscossa sull'onda dei vaccini

Ma i primi mesi del 2021 sono stati indubbiamente all'insegna di schiarite. Anzitutto sulla pandemia: la campagna di vaccinazione vede oggi quasi la metà della popolazione che ha ricevuto almeno una dose, nutrendo aspettative di ritorni ad una maggior normalità. La fiducia dei consumatori in aprile è balzata ai massimi degli ultimi 14 mesi. Il mercato del lavoro ha riportato declini della disoccupazione, attorno al 6% dai massimi di quasi il 15%, anche se i dati ufficiali stando alla stessa Fed la sottostimano. In declino sono anche le richieste settimanali di sussidi per i senza lavoro, di 9.000 unità a 575.000 negli ultimi sette giorni, pur rimanendo più che doppie rispetto a medie considerate normali. In marzo sono stati creati 916.000 nuovi impieghi e una creazione di buste paga attorno al milione potrebbe proseguire in questi mesi.


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