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L’ammiraglia ibrida ricaricabile Ds 9 sfida le berline premium tedesche

di Corrado Canali

3' di lettura

Ds Automobiles, il brand premium di Stellantis, rilancia la sfida ai piani alti del settore automotive a più alto valore aggiunto con una berlina granturismo, la DS 9 che va ad aggiungersi ai due suv-cossover DS 3 e DS 7 Cossback a cui aggiungerà in autunno anche la nuova DS 4. Non solo suv dunque per la casa francese che sfidare a apertamente le case tedesche anche in questo settore..

Progettata sulla piattaforma EMP2 la stessa della Peugeot 508 rispetto alla quale è più lunga di 10 cm, fino a 4,93 metri con un passo di 2,9 metri destinato a garantire più spazio per i passeggeri posteriori, la nuova DS 9 è focalizzata in particolare sul un design esclusivo e sulla qualità dei materiali utilizzati oltre a proporre sotto al cofano soltanto motori elettrificati plug-in hybrid in tre diversi livelli di potenze da 225, 250 e 360 cv. Tornando alla stile il taglio slanciato del montante dietro rende la berlina più dinamica e personale.

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Sul bordo posteriore del tetto è inoltre presente anche una citazione della mitica Citroën DS del 1955 (a cui il brand deve il nome), con i coni che ospitavano gli indicatori di direzione e che ora integrano le più discrete luci di ingombro. Trattandosi a tutti gli effetti di un’ammiraglia, grande attenzione è stata riposta proprio sui dettagli. La DS 9 offre finiture esclusive come la plancia rivestita in pelle e il padiglione in Alcantara. Tutti i passeggeri possono disporre di sedili regolabili elettricamente, oltre che climatizzati e dotati di funzione massaggio.

La console centrale estesa alla zona posteriore gioca, invece, un ruolo chiave per integrare i comandi dei servizi secondari. Il cruscotto di tipo digitale ha un display da 12,3 pollici con grafica geometrica a cui se ne aggiunge un altro centrale da 12 pollici per l’infotainment. DS ha previsto inoltre una selezione di stili degli interni per configurare la vettura nella maniera più specifica.

Le cosiddette «DS Inspirations» che nel gergo DS sono di fatto gli allestimenti prendono il nome di Bastille, Rivoli, Performance e Opera, ma non mancano neppure dettagli particolari come l’orologio nella plancia.

Grande cura è stata poi rivolta all’illuminazione interna e all’impianto audio specifico con quattordici diffusori. La DS 9 è per ora offerta con la sola unità plug-in hybrid da 225 cv abbinata ad un cambio automatico otto marce e alla trazione anteriore. La batteria da 11,9 kWh permette di percorrere fino a 50 km nel ciclo Wltp in modalità elettrica sia pure ad una velocità massima di 135 kmh oltre a disporre anche delle modalità Hybrid e Sport con regolazioni specifiche delle sospensioni e un feedback dedicato di sterzo e di acceleratore. La ricarica avviene tramite il sistema di bordo a 7,4 kW, con tempi di circa 90 minuti per un pieno d’energia. Entro fine anno la berlina sarà offerta in una variante da 250 cv e in seguito anche da 360 cv abbinata alla trazione integrale. La DS 9 può contare sui più recenti sistemi di assistenza alla guida di Livello 2.

Tra le dotazioni vanno citati il DS Drive Assist per il controllo di velocità, traiettoria e distanza di sicurezza attivo fino a 180 kmh, il DS Park Pilot automatizzato, il DS Night Vision, il DS Driver Attention e il DS Active Led Vision. L’infotainment è inoltre completato dalla MyDS App per la gestione da remoto e anche per la consultazione dei dati di bordo.

Siamo adatti a provarla a Ballocco, nello storico proving ground di usato per decenni da Fiat, Alfa e Lancia e che in questa occasione, per la prima volta è stato sfruttato dal nuovo gruppo Stellantis. un segno dei tempi che cambiano

Alla guida dell’unica variante al momento disponibile, la 225 cv la DS9 si fa appezzare per la fluidità e il dinamismo garantiti dalla potenza di sistema. L’arredamento interno modaiolo aggiunge, poi, un pò di pepe ad un’auto adatta soprattutto ai lunghi viaggi, dove lo spazio a bordo e il clima ovattato fanno la differenza. Buone le prestazioni così come i consumi purché non si esageri con l’acceleratore.

Un’alternativa, insomma, alle berline made in Germany offerta a pezzi a partire da 56.200 euro più che ragionevole viste le dotazioni di serie.

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