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L’Andromeda di Rodin ritrovata a Madrid va in asta

di Silvia Anna Barrilà

3' di lettura

Parigi, 1887: Carlos Morla Vicuña è un diplomatico del Cile, paese allora dominato da poche famiglie dell'alta borghesia tra cui la sua. Ha 41 anni, è sposato con Luisa Lynch del Solar, anche lei appartenente ad una famiglia della borghesia cilena. Si sono conosciuti a Londra tre anni prima, da due anni vivono a Parigi. Lei è giovane, 23 anni, è un'ardente femminista. Insieme frequentano gli intellettuali e gli artisti della Parigi di fine secolo, tra cui lo scultore Auguste Rodin, allora, quasi cinquantenne, già noto per le sue opere.
Già nel 1886 Carlo Morla gli ha commissionato una statua equestre in bronzo del generale Lynch, zio di sua moglie, per lo Stato cileno. Ora gli affida la realizzazione di un ritratto della moglie che immortali la sua bellezza giovanile. Il busto, intitolato “Madam Morla Vicuña”, viene esposto al Salon National des Beaux-Arts nel 1888. Viene accolto con tanto entusiasmo che lo stato francese decide di acquistarlo per il Musée du Luxembourg , l'allora museo d'arte contemporanea. Rodin riesce a convincere il diplomatico cileno a cedere l'opera, che oggi è conservata al Musée d'Orsay .
Per ringraziarlo della sua accondiscendenza, Rodin gli offre un'altra statua, un piccolo marmo di 28 x 31 x 19 cm, rappresentante la figura mitologica di Andromeda, che Morla accetta. Nel 1891 il diplomatico viene richiamato in Cile, poi viene mandato in Giappone e negli Stati Uniti. Muore nel 1901 a 54 anni; lascia sei figli tra cui Carlos, che come il padre diventa un sostenitore delle arti ed è attivo, tra gli anni ’20 e gli anni ’40, nella scena politica, letteraria e artistica della Spagna grazie ai suoi contatti con Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca.

Andromède di Auguste Rodin

Andromède di Auguste Rodin

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La piccola Andromeda. La statua, intanto, rimane nel patrimonio della famiglia Morla, trasmessa di generazione in generazione, tuttavia scompare dal dominio pubblico. Nel 1930 il primo curatore del Museo Rodin , Georges Grappe, avanza l'ipotesi che si trovi ancora in mano alla famiglia, ma non ne è certo. Le tracce si sono perse. Fino ad oggi perché due esperti della casa d'aste francese Artcurial , Stéphane Aubert e Bruno Jaubert, l'hanno ritrovata a Madrid, 130 anni dopo la sua creazione, nell'anno del centenario della scomparsa dello scultore. E ora, per la prima volta, viene ripresentata sul mercato il 30 maggio lì dove è stata creata, a Parigi. La stima? Tra 800.000 e 1.200.000 euro.

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«È un'opera che ha tutti i numeri per sedurre il pubblico: il soggetto, la materia, la misura, lo stato di conservazione, la storia» così la descriveva il critico Gustave Geoffrey per una mostra alla Georges Petit Gallery a fine Ottocento. Una statua concepita per una contemplazione domestica, per l'intimità di un interno in cui ammirare la sensualità della schiena della fanciulla piegata sulla roccia e minacciata di morte prima di essere salvata da Perseo in groppa a Pegaso. Andromeda, infatti, era la figlia del re di Etiopia Cefeo e della regina Cassiopea, che osò sostenere fosse più bella delle Nereidi, le ninfe marine di Poseidone. Offese, queste chiesero e ottennero vendetta: Poseidone scatenò una tempesta sui territori del regno di Cefeo, che per placare le ire del dio dei mari offrì in sacrificio la figlia. Legata ad una roccia sulle coste del Mediterraneo (si dice a Giaffa, la moderna Tel Aviv), in attesa di essere sbranata da un mostro marino, Andromeda fu salvata da Perseo che la liberò e la fece sua sposa. In seguito Andromeda gli diede sei figli, compreso Perse, progenitore dei Persiani, e Gorgofone, madre di Tindaro e Icario, entrambi re di Sparta.

Il tocco del maestro. La bellezza della statua sta nel contrasto, tipico per Rodin, tra il trattamento della figura, con volumi definiti e soffici, e il “non finito” della roccia, ma anche nella resa del profilo di tre quarti e della luce. Esistono altre quattro edizioni della stessa statua: una, inizialmente posseduta da Roger Marx, è al Museo Rodin di Philadelphia; un'altra, commissionata da Maurice Fenaille, e al Museo Rodin di Parigi; la terza, proveniente dalla collezione Jacques Zoubaloff, è al National Museum of Arts di Buenos Aires; e, infine, la quarta era nella collezione di Gabriel Hanotaux ed è stata venduta all'asta a New York nel 2006 per 3 milioni di dollari. Prima che entri in un'altra collezione privata e scompaia per tanti altri anni alla vista del pubblico sarà possibile ammirare la statua di Andromeda ora offerta da Artcurial a Parigi, Bruxelles e Vienna, ma anche a Milano, dal 4 al 6 maggio, presso la sede della casa d'asta in Corso Venezia al 22.

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